Cosa rende un marchio credibile? Nel caso di Marni, l’identità delineata unita a una sperimentazione ragionata. E chiunque abbia indossato un capo disegnato da Consuelo Castiglioni avrà, certamente, notato come il comfort si accompagnasse sempre a quei due capisaldi costitutivi. Nell’esordio di Francesco Risso alla direzione del womenswear convivono i primi due a scapito, però, del terzo. Tutt’al più, spinge l’acceleratore verso la creazione di una nuova estetica personale che, inevitabilmente, non deve cancellare il passato: alla trasfigurazione concettuale cara alla fondatrice, il suo successore sostituisce una disambiguazione che ricorda, più o meno da vicino, la tendenza di Prada a non far coincidere, spesso, quello che è con quello che appare. In passerella, dunque, pellicce vere che sembrano sintetiche e viceversa, tailleur di tessuti che mimano il nylon dei pigiami, lingerie check indossata sopra le maglie e abiti di pelouche dai colli a cratere zippati, bustier senza spalline per finire con quelli ricamati con maxi paillette fatte di CD di recupero. Rimangono le geometrie inconfondibili e i drappeggi creati da innumerevoli lacci su “Be1ngs”, come li descrive lo stilista che sostituisce la i con il numero 1, singolare e plurale allo stesso tempo, in uno nessuno centomila stratificazioni di femminilità. Un’infinita serie di possibilità anche contraddittorie che, da una parte, richiama il desiderio di Consuelo Castiglioni di liberare chi indossa i suoi abiti da qualunque stereotipo e, dall’altra, sfiora la casualità, quasi a voler prendere le distanze dalla determinazione della creativa a voler sviluppare a tutti costi un’unica idea. Del resto, “At last I am free” come canta Robert Wyatt nella colonna sonora della sfilata e come sembrano urlare gli accessori, talvolta, disallineati, ma non distraenti, dal resto. Work in progress: la molteplicità emozionale di questa collezione lascia molto materiale che potrà essere esplorato in prospettiva nel futuro. Per ora, bisogna ammettere che la capacità di unire due anime in una non è da tutti.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

One Response to Marni autunno-inverno 2017-2018 / Marni fall-winter 2017-2018

  1. Annalisa says:

    Sembra la linea giovane di Prada. Quasi quasi è stata meglio la prova maschile.