Quanto ci si (sof)ferma a osservare la realtà? Si guarda o ci si limita a vederla? La moda, come fenomeno di costume, dovrebbe aiutare, sottolineando gli aspetti significativi e interpretando il passato per cercare di prevedere il futuro. Altrimenti, il suo scopo sarebbe solo quello di riempire il guardaroba di Vetements (curioso, come il nome del brand?) che, generalmente, non servono neanche. Dopo le Galeries Lafayette, questa volta, Demna Gvasalia sceglie il foyer del Centre Pompidou dove, tutti i giorni, sfila inconsapevolmente l’umanità contemporanea. Il creativo georgiano, quindi, prende la quotidianità e la modella fino a renderla uno stereotipo o, per l’esattezza, 36 che spaziano, per citarne qualcuno, dalla sciura milanese in pelliccia di visone, occhiali scuri, dolcevita e gonna al ginocchio, al militare delle Nazioni Unite con la mimetica, all’impiegato sciatto con il cappotto della taglia sbagliata e la cintura troppo lunga, alla poliziotta mascolina in divisa e décolleté, fino ad arrivare alla sposa avvolta (malamente, come spesso accade) nel tulle con il velo in testa per nasconderne l’identità. Un anonimato chiaro già dall’invito, come per ribadire che sono solo vestiti a contrasto, però, con l’onnipresenza del logo, gridato mai come questa volta. Perché, sì, ce l’ha fatta! Può piacere o no, ma, dal suo debutto nel 2014, questo marchio, in poche stagioni, ha ottenuto una riconoscibilità internazionale, quella che ha portato il fondatore del collettivo alla direzione creativa di Balenciaga. Ancora una volta, con i suoi co-branding (come quello con Reebok dello skater della banlieue francese), le sue dissonanze e le sue immagini archetipiche strappate da un qualunque paesaggio metropolitano, va a inserirsi all’interno delle giornate parigine dedicate alla haute couture. Sarà un caso? Sicuramente, non lo è il fatto che anche il gradino più alto della moda abbia deciso di adeguarsi alla normalità. Del resto, per imparare a conoscere il consumatore, non si può far altro che avere una visione chiara del presente.

Foto/photos: Marcus Tondo / Indigital.tv

 

2 Responses to Vetements autunno-inverno 2017-2018 / Vetements fall-winter 2017-2018

  1. fendissima says:

    Ripetitivamente stereotipata.

  2. Salvatore says:

    Sarà nuova per chi non conosce Margiela.