Il primo interrogativo che un osservatore curioso si pone di fronte a un avvicendamento al vertice creativo di un marchio noto sono: quale sarà il futuro stilistico? Seguito subito dopo da: sarà una rilettura fedele dei codici? Quanto è lecito spingersi oltre nel suo superamento senza rischiare di snaturarlo? Un compito che diventa ancora più arduo per non dire pericoloso quando si va a sostituire il fondatore che ha creato un’estetica individuale, definita e riconoscibile: per lui evolvere significa sempre partire da se stesso mentre il successore rimarrà inesorabilmente incastrato nella trappola che oscilla tra i limiti indefiniti della reinterpretazione del passato e la coniugazione del presente, legata, spesso, a un’attualità commerciale, ma anche della personalizzazione che, necessariamente, non dev’essere troppo audace. E nel caso di Marni, un’etichetta costruita nel 1994 da Consuelo Castiglioni a sua immagine, a partire dal nome che si dice si riferisse al modo in cui chiamavano Marina, sorella del marito Gianni, disegnata da una donna per le donne, imperniata tra la funzionalità dei tessuti e l’emotività delle forme? Per il suo debutto, d’altra parte, Francesco Risso ha scelto di partire dall’uomo, in attesa del vero banco di prova, quello del womenswear, a febbraio durante Milano Moda Donna. Quel menswear che aveva abbandonato la marginalità riacquistando, per volontà di Castiglioni, la centralità che gli spetta, nonostante il business sia ancora spiccatamente femminile, quando aveva deciso di riportarlo in passerella a Firenze nel gennaio 2015 e poi a Milano nel giugno successivo dopo il passaggio al format della presentazione nel 2009. E se prima c’erano solo domande, adesso si hanno le risposte che contano su due parole chiave: incoerenza e improvvisazione. I giochi di volumi su cappotti e pellicce presenti anche come patch sulle maniche dialogano con combinazioni di righe, quadri e fantasie astratte di pull rilassati e pantaloni ampi, trapuntati o dall’effetto stropicciato, creando soluzioni che sfumano formale e informale. Il colore imperversa ai limiti della distonia per un uomo che non dimentica di essere stato bambino. Un po’ come l’esordio promettente di Risso che non tenta neanche di nascondere il suo indubbio trascorso da Prada.

Foto / photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

4 Responses to Marni autunno-inverno 2017-2018 / Marni fall-winter 2017-2018

  1. fendissima says:

    Pradescamente rindondante.

  2. Annalisa says:

    Francesco Risso deve ancora trovare un equilibrio tra il suo passato da Prada e l’essenza di Marni. Il debutto però sembra essere abbastanza convincente.

  3. Andrea says:

    Come prima prova può anche andare.

  4. Salvatore says:

    Aspetto la donna adesso, sono curioso.