C’è tutto l’universo di Miuccia Prada nella nuova collezione di Miu Miu che, come di consueto, chiude, questa volta non brillantemente, una fashion week parigina molto positiva stando ai numerosi spunti proposti: l’ugly chic, caro alla stilista italiana, la cultura anni ’60 e primi anni ’70 di quando, probabilmente, era ragazza, ma anche quel gioco sottile d’identità in bilico tra vero e falso che, spesso, porta a confondere quello che sembra da quello che è realmente. Purtroppo, da qualche stagione, quest’anarchia inizia a coinvolgere seriamente anche l’essenza che differenzia (o dovrebbe differenziare) la linea ammiraglia che sfila a Milano da quella (young non si può più dire) che sfila a Parigi fino ad arrivare a spiazzare l’osservatore che s’interroga su cosa stia vedendo. E, in un periodo controverso per il gruppo che ha archiviato il semestre terminato il 31 luglio a 1,6 miliardi di euro (-11% e -13% a cambi costanti), non è sicuramente la mossa migliore se si considera che Miu Miu è l’etichetta che meno ha contribuito a questo calo. Tornando alla passerella, sulle note di City Island di Creatures, viene ricreata un’estate artificiale a cominciare dal tramonto sagomato sul legno grezzo dei muri del Palais d’Iéna e le geometrie grafiche del pavimento che sfocia in quello che sembra un collage di foto e cartoline del passato: costumi da bagno anni ’40, completi in spugna dai volumi e grafiche seventies, accappatoi che sembrano pellicce, stole che sembrano asciugamani (e viceversa), tutto accessoriato da cuffie da bagno con fiori in pelle spalmata, borse da signora, infradito e wedges sulle quali sono state intagliate conchiglie, stelle marine o onde del mare. Se Prada ha puntato sul togliere, Miu Miu sceglie di aggiungere arrivando a un’esplosione (anche nello styling) che non riesce più a sintetizzare buono e cattivo gusto nella maniera sovversiva così tanto riconoscibile. Cosa rimane, quindi, di questo mese dedicato alla primavera-estate 2017? L’elemento positivo di questa sfilata: per essere alla moda, ormai, sarà necessario solo andare controcorrente.

Foto/photos: Monica Feudi / Indigital.tv

 

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