La forza dell’estetica proposta da Mademoiselle Coco è quella di essere ancora assolutamente contemporanea, ma Karl Lagerfeld, questa volta si spinge oltre nel (ri)affermare il fatto che così sarà ancora per molto tempo, probabilmente anche quando non sarà più direttore creativo (si torna a parlare di successione?). Nel Data Center Chanel, l’avvenieristico laboratorio allestito, come sempre, nella cornice del Grand Palais, sfilano giacche in tweed come se fossero microcircuiti integrati, allacciate con il velcro, che diventano over su abiti in pizzo che si accorciano, top lingerie su pantaloni stampati che sfiorano la caviglia e mettono in evidenza ballerine metallizzate o stivali in suède. Se lo space-sporty-chic in passerella è solo una variazione sul tema dello stile iconico della maison di rue Cambon (è sufficiente guardare i jacquard del knitwear), anche lo stilista tedesco si è arreso al must have della primavera-estate 2017: il Basket Cap, indossato su qualsiasi capo, dal giorno alla sera. L’interrogativo che ci si pone a una giornata dalla fine anche di questo fashion month diventa, quindi, il seguente: il futuro sarà solo un’antologia del passato? Non mancherà occasione di stupirsi: la realtà è sempre più complessa dell’immaginazione.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

Comments are closed.