Ogni tanto un po’ di autopromozione e di promozione per gli amici fa bene. E fa bene anche divagare o “partire per la tangente” talvolta. Perciò, se vi capita e se ne avete voglia, leggete questo volume INTERESSANTISSIMO, e recensitelo e pubblicizzatelo sui vostri blog, giornali, riviste e chi più ne ha più ne metta… Oltretutto la moda c’entra anche un po’: come non ricordare le scarpe Chanel di Karen e le sue borse di Hermès o le scarpe Dior di Grace e le sue bluse di Armani in Will & Grace, oppure gli stivali Balenciaga di Bette in The L Word o, infine, le scarpe Manolo Blahnik o Jimmy Choo di Carrie in Sex and the City?

Donatella Izzo e Cinzia Scarpino (a cura di)

I Soprano e gli altri
I serial televisivi americani in Italia
Milano: Shake, 2008
ISBN 978-88-88865-66-9

144 pp.

Prezzo: EURO 15,00

Negli ultimi anni, le serie tv americane sono state protagoniste assolute della programmazione televisiva, in Italia ma non solo, incontrando un grande successo di pubblico e ottenendo riconoscimenti da parte della critica.
Più del cinema, queste serie Tv hanno saputo rappresentare i difetti della società contemporanea, creando un linguaggio nuovo e facendo esplodere personaggi che sono ormai entrati a pieno titolo nel nostro immaginario.

In questo numero monografico la redazione di ÁCOMA offre una panoramica di approfondimenti sulle serie che più hanno segnato la nostra quotidianità negli ultimi anni.

La spregiudicata Manhattan di Will & Grace e Sex and the City, le scene del crimine CSI e 24, le sale operatorie di ER, Dr. House e Grey’s Anatomy, l’isola di Lost, i dissestati nuclei domestici di Six Feet Under, Simpson e Soprano, il raffinato pianeta omosessuale di L-Word si mostrano, attraverso l’analisi, nella loro qualità di finzioni narrative aperte al magmatico divenire del presente: sismografi in grado di rappresentare le tensioni culturali e le contraddizioni politiche dell’America di oggi.

Scarica l’introduzione qui.

 

10 Responses to I Soprano e gli altri

  1. gabriele says:

    Non ho capito bene di cosa si tratti, è un libro di analisi sociologica?

  2. Edward Phelan says:

    In realtà non proprio e non solo. Si potrebbe definire un tentativo di "media studies" in Italia (dove questi studi sono solo agli inizi). I telefilm in questione sono analizzati nei contenuti, nelle ideologie sottese e nella forma. Si va quindi dall'analisi di ER, dove il pronto soccorso è descritto usando una metafora bellica (in italiano sottolineata dal sottotitolo "Medici in prima linea"), all'analisi della traduzione italiana di Will & Grace (che appiattisce molto la serie eliminando gli aspetti più "scottanti" e scomodi) fino alla scoperta dei riferimenti intertestuali in The L Word e alla sua capacità di sfruttare certi stereotipi diffusi per combatterli "dall'interno".Insomma, il medium e il messaggio che sono tuttuno, e che, nel caso del serial tv hanno un notevole peso anche grazie all'enorme diffusione che questi telefilm hanno in tutto il mondo.

  3. gabriele says:

    Come sei esperto edward. Grazie.Su Will & Grace hai ragione. Ne ho seguito una stagione in lingua originale e devo dire che mi è piaciuta di più. Contrariamente a molti adoravo Grace o forse meglio dire la Messing che la interpretava. Ho visto per un periodo ER di cui adesso la televisione è piena di cloni. Mi sono invece annoiato a morte con due puntate L word. Forse non sarò appassionato di lesbiche.

  4. giulia says:

    Secondo la mia opinione L word dovrebbe essere meno porno soft e approfondire di più i temi a volte difficili che tratta i quali molto spesso rimangono troppo a margine.

  5. Edward Phelan says:

    Un’attrice e autrice americana, Kate Clinton, ha definito The L Word “Lesbian thigh for the straight guy” (coscia lesbica per uomo etero). Valeria Gennero, l’autrice del saggio su The L Word, partendo da questa divertente definizione e basandosi su alcune solide basi dei queer studies, cerca di mostrare come il serial TV sfrutti il voyeurismo del pubblico maschile eterosessuale (le lesbiche sono l’immaginario proibito degli uomini etero; quanti film porno “straight” contengono scene lesbiche? Migliaia!) per poi smontare “dal di dentro” certi assunti sulle donne lesbiche propri della società egemone. “Titillare e combattere” è la parola d’ordine (e anche il titolo di uno dei paragrafi del saggio). Un esempio? Il compagno di appartamento di Jenny e Shane che inizialmente pensa di realizzare un video porno sulle attività sessuali delle sue compagne di casa, ma poi si rende conto che la loro vita e la loro realtà è molto più complessa (bellissima l’inquadratura che dai corpi che fanno sesso si stringe sul volto di Shane e sui suoi tormenti interiori).

  6. giacomo says:

    Tutte le lesbiche che conosco sono ben diverse da quelle della serie. Ahahah

  7. gabriele says:

    Continuo a non capire, è saggistica?Ma lesbian thigh for the straight guy fa riferimento a queer eye for the straight guy?:D

  8. Edward Phelan says:

    Sì, sì, è saggistica che parla dei telefilm americani :-)

  9. Edward Phelan says:

    Sì, “lesbian thigh for the straight guy” è una variazione sul tema – in chiave ironica – di “queer eye for the straight guy”.

  10. alexis says:

    Betty – The L Word themeGirls in tight dressesWho drag with mustachesChicks drivin’ fastIngenues with long lashesWomen who long, love, lustWomen who giveThis is the wayIt’s the way that we liveTalking, laughing, loving, breathing,fighting, fucking, crying, drinking,riding, winning, losing, cheating,kissing, thinking, dreaming.This is the wayIt’s the way that we liveIt’s the way that we liveAnd love.