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John Galliano e Ittierre SpA hanno siglato un accordo per la produzione e la distribuzione del prêt-à-porter del marchio.

Jean Paul Gaultier and Ittierre SpA have signed agreements for production and distribution of the brand’s ready-to-wear.

Il rilancio di Ittierre, la realtà molisana acquisita nel 2011 da Antonio Bianchi dal fallimento della ex capogruppo It Holding, sembra inarrestabile. A pochi giorni dallo sottoscrizione dell’accordo per le licenze di produzione e vendita a livello internazionale del menswear firmato Jean Paul Gaultier a partire dalla stagione autunno-inverno 2013-2014 e di una nuova linea streetwear uomo e donna dalla primavera-estate 2014, Ittierre diventa licenziatario del prêt-à-porter di John Galliano. L’alleanza avrà durata quadriennale e riguarderà le collezioni uomo, donna e accessori.
Il brand, disegnato da Bill Gaytten, che fa parte del colosso francese del lusso LVMH, infatti, dall’autunno-inverno 2013-2014 non sarà più prodotto e distribuito da Gibò, la società guidata da Franco Pené.
Ittierre, che chiuderà il 2012 a 155 milioni, in crescita rispetto ai 150 del 2011, diventerà, quindi, partner privilegiato della griffe fondata dallo stilista di Gibilterra, poiché dal 2009 gestisce anche le collezioni uomo, donna e accessori Galliano, etichetta contemporary del marchio.
“Crediamo molto nelle potenzialità di questo marchio – ha detto Antonio Bianchi, presidente e amministratore delegato di Ittierre – e la nuova licenza quadriennale con John Galliano riunisce sotto un unico gruppo tutte le linee ready-to-wear che fanno capo alla maison, inserendosi perfettamente nella strategia pensata per Ittierre”.

 

Il gruppo del lusso restituisce il marchio alla sua fondatrice.

The luxury goods group has sold the brand back to its founder.

Dopo che Derek Lam e Jan-Hendrik Schlottmann, rispettivamente, fondatore e ceo di Derek Lam, sono tornati in possesso dell’etichetta newyorkese di womenswear, creata nel 2003, di cui Labelux GmbH aveva acquisito una quota nel 2008, è la volta di Solange Azagury-Partridge: il gruppo austriaco del lusso, proprietario della svizzera Bally dal 2008, dell’italiana Zagliani dal 2009 e dei britannici Jimmy Choo e Belstaff dal 2011, infatti, ha ceduto alla designer di gioielli britannica la maggioranza delle azioni del marchio da lei fondato nel 1995 che dal 2008 faceva capo a Labelux.
L’operazione non è completamente inaspettata considerando l’intenzione strategica della società di concentrarsi sui prodotti in pelle e sulle calzature di lusso. Una decisione che ha portato, quindi, alla cessione di due brand, insieme a Bally, tra i primi ad essere stati rilevati spostando l’attenzione verso Jimmy Choo e Belstaff, entrambi entrati nell’orbita di Labelux lo scorso anno e in fase di rilancio. Il primo grazie a Sandra Choi e Simon Hollway, designer storici della griffe, per il momento, alla guida stilistica di Jimmy Choo dopo l’addio di Tamara Mellon, il secondo con la nomina di Martin Cooper a direttore creativo della fashion house britannica fondata nel 1924 che, assente dalle passerelle dal 2009, tornerà a sfilare a Milano a gennaio all’interno delle Officine Stendhal.

 

Jean Paul Gaultier e Ittierre SpA hanno siglato un accordo per la produzione e la distribuzione del menswear del marchio.

Jean Paul Gaultier and Ittierre SpA have signed agreements for production and distribution of the brand’s menswear.

Continua il percorso di rilancio di Ittierre, la società acquisita nel 2011 da Antonio Bianchi dal fallimento della ex capogruppo It Holding. Dopo il recente accordo con Gibò, realtà toscana guidata dall’amministatore delegato Franco Penè, per il womenswear in seguito alla separazione da Aeffe, Jean Paul Gaultier sceglie di restare in Italia affidando al gruppo molisano, le licenze di produzione e vendita a livello internazionale sia della collezione maschile, che sarà presentata il 17 gennaio a Parigi, sia di una nuova linea streetwear uomo e donna.
Ittierre svilupperà, dunque, il menswear Jean Paul Gaultier a partire dalla stagione autunno-inverno 2013-2014, mentre dalla primavera-estate 2014, con un accordo di cinque anni più cinque, si occuperà anche della gestione della nuova linea streetwear del sessantenne stilista francese che debutterà a giugno 2013.
Intanto, a Milano, è sbarcato It’s 30 Manzoni, il primo temporary department store di Ittierre, che resterà aperto fino a luglio 2013. Distribuito su oltre 1000 metri quadrati situati al 30 di via Manzoni, all’interno del palazzo Gallarati Scotti, per lungo tempo sede della boutique Driade, ospita uno spazio polifunzionale, che include un’area lounge, destinata a diventare un punto di ritrovo per il capoluogo lombardo.

 

Versus lancia una nuova strategia: una linea non-stagionale e fortemente digitale.

Versus launches a new strategy: a season-less line with a strong digital element.

Con la notizia, subito smentita, della nomina di Christopher Kane a direttore creativo di Balenciaga, era naturale chiedersi quale sarebbe stato il futuro dello stilista scozzese da Versus, l’etichetta di Versace nata nel 1989, che disegna ormai da 6 stagioni occupandosi prima degli accessori per l’autunno-inverno 2010-2011 e poi diventando head of designer del ready-to-wear, al fianco di Donatella Versace, direttore creativo di tutte le linee del gruppo.
Adesso, invece, Gianni Versace  SpA annuncia il riposizionamento strategico di Versus, con l’obiettivo di anticipare nuove tendenze per l’industria e di cogliere opportunità di mercato.
Il digitale è la nuova parola chiave per descrivere la tribù Versus, il cuore, l’anima e lo spirito giovane di Versace. Sotto la guida di Donatella Versace, quindi, verranno realizzate capsule collection, progetti di co-branding e edizioni limitate con giovani designer, stilisti e creativi provenienti da diversi contesti. Questo pool subentrerà alla collaborazione con Christopher Kane che si dedicherà al brand che porta il suo nome. Le nuove collezioni verranno presentate per mezzo di eventi che non coincideranno necessariamente con il tradizionale format sfilata delle settimane della moda. Il primo è previsto per marzo/aprile 2013 a New York. Nuove procedure e tempistica per sviluppo prodotto, produzione e distribuzione, che si evolveranno secondo un programma non più legato alla stagionalità. La distribuzione avverrà attraverso nuovi punti vendita di proprietà, accordi di franchising, multibrand e, soprattutto, tramite un nuovo flagship store digitale. Attualmente, Versus conta un negozio diretto a Hong Kong, 14 vetrine in franchising ed è distribuito in 125 multibrand worldwide.
“Si tratta di un’evoluzione entusiasmante per Versus e per il mondo della moda. Non vedo l’ora – ha dichiarato Donatella Versace – di dare una svolta alle regole tradizionali del settore. Colgo l’occasione per ringraziare Christopher per il suo eccezionale contributo allo sviluppo di Versus nel corso di sei stagioni, durante le quali ho potuto apprezzarne il talento straordinario. Lavorare con giovani di talento, vederli crescere e svilupparsi professionalmente, come è avvenuto con Christopher nel corso di questi anni, rappresenta uno degli aspetti di maggior soddisfazione del mio lavoro. Gli auguro ogni bene per lo sviluppo della sua linea. Avrà sempre il mio pieno supporto”.
“Siamo in anticipo rispetto al piano industriale per il marchio Versace – ha commentato Gian Giacomo Ferraris, amministratore delegato di Versace – e questo è il momento perfetto per avviare un nuovo progetto per Versus che rappresenta un laboratorio di sperimentazione. La rivoluzione digitale sta cambiando il nostro mondo e noi vogliamo essere i primi a cogliere le opportunità che essa offre”.
A proposito di Kane, invece, ha aggiunto: “Mi unisco alla signora Versace nel ringraziare Christopher Kane e nell’augurargli il successo dei suoi prossimi progetti”. Il contratto non è stato interrotto: la “decisione consensuale” di separarsi, ha spiegato, “è stata il risultato di un’evoluzione e una maturazione naturali, per cui questo era il momento giusto e la decisione logica per tutti”.
“Sono estremamente grato a Donatella Versace – ha concluso Christopher Kane – per il suo supporto e per le incredibili opportunità che mi ha offerto. La rispetto enormemente e ho imparato moltissimo da lei. Ho amato e apprezzato il lavoro con lei e le sarò sempre debitore. Sono eccitato per la nuova strategia di Versus, ma è giunto il momento di concentrare tutta la mia attenzione sul futuro del marchio Christopher Kane”.

 

Dopo 3 anni la collaborazione si concluderà con la collezione per la primavera-estate 2013.

After 3 years the partnership will end with the spring-summer 2013 collection.

Dopo aver reso nota la fine della partnership con Jean Paul Gaultier, Aeffe SpA ha deciso “in maniera consensuale” di non rinnovare l’accordo, siglato nel novembre del 2009, per lo sviluppo del prêt-à-porter femminile di Cacharel. La collaborazione, che aveva debuttato con la produzione delle collezioni autunno-inverno 2010-2011, avrebbe dovuto essere “di lunga durata” ma, giunta a scadenza, si concluderà con la distribuzione delle creazioni per la primavera-estate 2013.
La previsione d’impatto del gruppo di San Giovanni in Marignano, che ha chiuso il 2011 con un fatturato di 246 milioni di euro e registrato nel primo semestre 2012 un turnover di 121,6 milioni di euro, +1,4%, con un ebitda in aumento del 63% a 7,1 milioni di euro, è di una flessione del fatturato pari a circa 2 milioni di euro rispetto al giro d’affari 2012 per la perdita della licenza sull’esercizio fiscale 2013. L’impatto positivo sulla marginalità è stimato, invece, per circa 500 mila euro, essendo una licenza con margine di contribuzione negativo.
Aeffe, controlla Alberta Ferretti, Philosophy di Alberta Ferretti, Moschino, Moschino Cheap and Chic e Pollini e produce Cédric Charlier, il brand disegnato dallo stilista belga che per 4 anni è stato direttore creativo proprio del marchio Cacharel prima della nomina del duo cinese Ling Liu e Dawei Sun che hanno esordito con la primavera-estate 2012 della griffe francese fondata a Nîmes nel 1962 da Jean Bousquet. A fine settembre, inoltre, il gruppo che fa capo a Massimo e Alberta Ferretti ha finalizzato un accordo strategico con Aimz Acquisition Llc, proprietaria di Emanuel Ungaro sas, relativo alla licenza esclusiva per la produzione e distribuzione mondiale di abbigliamento femminile e accessori della durata di sette anni rinnovabili la cui direzione creativa è stata affidata a Fausto Puglisi.
Da parte sua, Cacharel, ha deciso di gestire in house le linee di womenswear, menswear e childrenswear e ha in progetto un licenziatario unico: a partire dall’autunno-inverno 2013-2014 sarà un’azienda francese a occuparsi di produrre l’etichetta che cambierà nome in Cacharel Paris e sarà riposizionata nel segmento contemporary del mercato.

 

Il gruppo del lusso restituisce il marchio ai suoi fondatori Derek Lam e Jan-Hendrik Schlottmann.

The luxury goods group has sold the brand back to its founders Derek Lam and Jan-Hendrik Schlottmann.

Derek Lam e Jan-Hendrik Schlottmann, rispettivamente, fondatore e ceo del brand newyorkese Derek Lam, tornano in possesso del marchio contemporary di womenswear, creato nel 2003, di cui il gruppo austriaco del lusso Labelux GmbH, proprietario della svizzera Bally dal 2008, dell’italiana Zagliani dal 2009 e dei britannici Jimmy Choo e Belstaff dal 2011 nonché della maggioranza  della casa di gioielli londinese Solange Azagury-Partridge, aveva acquisito una quota di maggioranza nel 2008. I termini dell’operazione non sono stati resi noti.
“Abbiamo preso la decisione strategica – ha commentato Reinhard Mieck, amministratore delegato di Labelux in una nota – di concentrare la nostra attività sui prodotti in pelle e sulle calzature di lusso, mirando a una forte crescita di sinergie e valori a lungo termine per il gruppo”.
“Io e Jan – ha aggiunto lo stilista americano – siamo entusiasti di riprendere in mano la leadership della nostra griffe. Ringraziamo Labelux per il supporto strategico negli ultimi quattro anni, che ha permesso all’azienda di affermarsi nel mercato del lusso globale”.
Il compito di proseguire lo sviluppo dell’etichetta, che conta due negozi monomarca a New York e una distribuzione in quindici Paesi nel mondo, sarà ora nelle mani del duo.
Adesso, dopo la cessione di Derek Lam, ci si deve aspettare anche quella di Solange Azagury-Partridge dato che la creatrice specializzata in gioielli non ha fino ad oggi realizzato alcuna attività correlata alla pelletteria o al footwear?

 

Nuovo riassetto per Vionnet: a Goga Ashkenazi il controllo del marchio francese.

New reorganization for Vionnet: Goga Ashkenazi has taken full control of the French brand.

Nuovi nomi si aggiungono alla probabile short list dei candidati che PPR sta considerando per assegnare il ruolo di direttore creativo di Balenciaga al posto di Nicolas Ghesquière che dovrebbe lasciare il prossimo 30 novembre dopo 15 anni. Tra essi, lo stilista di origine colombiana Haider Ackermann che anche Karl Lagerfeld vorrebbe come suo successore da Chanel, Olivier Theyskens che, dopo essere stato direttore creativo di Rochas e Nina Ricci, attualmente, disegna Theory, Natacha Ramsay, prima assistente di Ghesquière, nonché il brasiliano Pedro Lourenço che fa sfilare la collezione che porta il suo nome durante i giorni del prêt-à-porter parigino. Quale di questi, però, potrebbe contribuire a imprimere la direzione più commerciale che PPR vorrebbe per l’etichetta avendo il potenziale per rivaleggiare con Gucci e Bottega Veneta quanto a volume di vendite?
Indiscrezioni controverse circolano, invece, sul futuro di Nicolas Ghesquière che, secondo alcuni, sarebbe in trattative con LVMH per creare una fashion house omonima sotto la supervisione di uno dei figli di Arnault, Delphine o Antoine, attualmente impegnato nel rilancio dello storico marchio di calzature Berluti, secondo altri, potrebbe assumere il timone creativo di Schiaparelli, la griffe francese che, dal 2006, fa capo al Gruppo Della Valle, per la quale è già stato fatto il nome del canadese Erdem Moralioglu, diplomato al Royal College of Art nel 2003, che prima di fondare a Londra nel 2005 la linea Erdem, ha lavorato da Vivienne Westwood e Diane von Furstenberg.
Ma non è tutto: anche Vionnet torna sotto i riflettori dopo l’annuncio che Goga Ashkenazi, attraverso la GoTo Enterprises Sarl, ha concluso l’accordo per l’acquisizione delle ultime quote di minoranza possedute dalla Cama Holding, controllata da Matteo Marzotto e che vedeva tra i soci anche Gianni Castiglioni, diventando titolare del 100% della maison francese la quale, quest’anno, celebra il suo centenario.
Il coinvolgimento dell’imprenditrice kazaka, le cui fortune familiari derivano dall’industria dell’estrazione petrolifera, d’altra parte, non sarebbe solo di tipo finanziario: in seguito all’uscita delle sorelle Barbara e Lucia Croce, ha ritagliato per sé il ruolo di direttore creativo e, in questo compito, sarà affiancata da Albino D’Amato come consulente di stile. Il designer, ex direttore creativo di Les Copains, starebbe già lavorando alla collezione autunno-inverno 2012-2013 che sfilerà a Parigi il prossimo marzo.

 

La produzione e distribuzione del prêt-à-porter femminile dello stilista francese torna all’italiana Gibò SpA dopo 18 anni.

French designer switches production and distribution of his women’s prêt-à-porter to the Italian group Gibo SpA after 18 years.

“Le società Jean Paul Gaultier e Aeffe hanno deciso di comune accordo di non rinnovare il contratto per la produzione e distribuzione del prêt-à-porter femminile Jean Paul Gaultier. Questa collaborazione si conclude con la collezione primavera-estate 2013”, indicava in una nota di poche righe, senza dare ulteriori dettagli, Aeffe qualche giorno fa augurando “a Jean Paul Gaultier tutto il meglio per il suo futuro”, mentre la griffe francese ringraziava Aeffe “per la lunga e proficua collaborazione”. Ora Jean Paul Gaultier annuncia il nome del suo nuovo partner. In realtà, si tratta di un ritorno al passato dato che sarà Gibò SpA il licenziatario del prêt-à-porter dello stilista a partire dall’autunno-inverno 2013-2014. Non è stata, però, precisata la durata dell’accordo.
Il gruppo guidato dall’amministatore delegato Franco Penè e controllato dai giapponesi di Onward, a cui fa capo il marchio Jil Sander, infatti, aveva lanciato la linea negli anni Ottanta producendo le collezioni Jean Paul Gaultier tra il 1981 e il 1994, prima di siglare l’intesa con Aeffe.

 

Aeffe ha recentemente siglato un accordo con Emanuel Ungaro per la produzione e distribuzione delle linee di abbigliamento femminile e accessori.

Aeffe recently struck a deal with Emanuel Ungaro to produce and distribute its women’s clothing and accessories.

L’accordo di licenza tra Aeffe e Jean Paul Gaultier, firmato nel 1994, è giunto consensualmente al termine. La società di San Giovanni in Marignano, infatti, ha deciso di non rinnovare il contratto per la produzione e distribuzione della linea femminile di prêt-à-porter dello stilista francese. L’ultima collezione sarà quella relativa alla primavera-estate 2013 da poco presentata sulle passerelle parigine.
La fine del rapporto fa pensare alla volontà di riportare la produzione in casa per il brand che al 60% fa capo alla realtà catalana Puig Beauty & Fashion dopo aver acquistato nel maggio 2011 da Hermès International SCA la totalità della propria partecipazione del 45% e dallo stilista, che possedeva il 55%, il 15% delle quote, ottendendo la maggioranza del capitale della maison.
Il marchio Jean Paul Gaultier pesa per il 4,4% del giro d’affari totale di Aeffe, pari a 246 milioni nel 2011. D’altra parte, Aeffe, che controlla Alberta Ferretti, Philosophy di Alberta Ferretti, Moschino, Moschino Cheap and Chic e Pollini e produce Cacharel e Cédric Charlier, a fine settembre ha siglato un accordo strategico con Aimz Acquisition Llc, proprietaria di Emanuel Ungaro sas, relativo alla licenza esclusiva per la produzione e distribuzione mondiale delle linee di abbigliamento femminile e accessori della durata di sette anni rinnovabili con la facoltà di acquistare una quota di minoranza significativa del capitale sociale al raggiungimento di obiettivi condivisi, non prima del 2020, nominando Fausto Puglisi come direttore creativo. L’intesa, infatti, attribuisce alla società totale coinvolgimento e potere decisionale in ambito creativo e strategico, inclusa la nomina del designer. La prima collezione, quella per l’autunno-inverno 2013-2014, debutterà a Parigi durante la settimana della moda a marzo 2013.

 

Tra i soggetti interessati si sono fatti i nomi dei fondi Consilium, Opera e BluO.

The funds Consilium, Opera and BluO and have been named among the interested subjects.

Il destino di Piazza Sempione è legato alla legge fallimentare. Il marchio del fondo LCapital, che fa riferimento a LVMH, ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo. Nel frattempo, dopo aver iniziato a trattare con le banche creditrici, ottenendo un temporaneo dilazionamento delle scadenze, i manager della società hanno avviato colloqui con nuovi investitori potenzialmente interessati agli asset e predisposto un piano a tutela dei creditori, dei dipendenti e della continuità aziendale, adesso al vaglio del Tribunale. Tra i nomi circolati ci sono quelli di tre fondi di private equity, gli italiani Consilium e Opera e il tedesco BluO, specializzato in ristrutturazioni aziendali.
La prima offerta prevederebbe un trattamento di tipo concordatario, con affitto di ramo d’azienda mentre l’ultima punterebbe sull’apporto di nuove risorse finanziarie per ricapitalizzare la società. I piani mirerebbero, comunque, al salvataggio del business e non comporterebbero alcun taglio degli oltre 90 dipendenti del brand che ha un debito di una trentina di milioni su un fatturato di 46, da una svalutazione dell’avviamento nell’ordine dei 30 milioni e un ebitda negativo.
Verrebbe, quindi, tagliata fuori LCapital e la vecchia compagine azionaria. La crisi di Piazza Sempione, peraltro, è nata proprio a livello della holding di controllo, la lussemburghese SLPS, della quale ha la maggioranza il fondo francese ma in cui hanno una quota “economica” anche i manager di Piazza Sempione. Una partecipazione anche “operativa ”, invece, è in mano alla famiglia ex proprietaria Monti. Pare sia stata la richiesta di pagamento di un bond in mano a quest’ultima che, mesi fa, ha provocato il default della SLPS, impedendone l’aumento di capitale e la conseguente iniezione di risorse nella realtà milanese che, negli ultimi mesi, è riuscita a raccogliere 18 milioni di euro di ordini per la stagione primavera-estate 2013, in linea con il budget.
Le discussioni, d’altra parte, potranno realisticamente partire solo dopo che il tribunale fallimentare si sarà espresso in merito alla richiesta di concordato preventivo. Dall’esito si capirà, inoltre, il grado di copertura dei debiti ed emergeranno in modo più chiaro le responsabilità operative e societarie della crisi.