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La Roitfeld continuerà a lavorare al CR Fashion Book e ad altri progetti.

Roifeld will keep on working on CR Fashion Book and other projects.

Carine Roitfeld è stata nominata global fashion director di Harper’s Bazaar. La Roitfeld, che da due anni, cioè da quando ha lasciato, dopo 10 anni, la direzione dell’edizione francese di Vogue, sta lavorando alla propria rivista, CR Fashion Book, da Harper’s Bazaar lavorerà ogni anno, insieme con il direttore creativo Stephen Gan, suo collaboratore a CR Fashion Book, a un numero limitato di servizi di moda, ivi incluse le copertine, per tutte le 26 edizioni internazionali.
Il suo incarico inizierà a partire dal mese di marzo 2013.
“Carine è una delle più influenti trendsetter del mondo e non vediamo l’ora di vedere che cosa saprà fare da Harper’s Bazaar”, ha dichiarato il presidente di Hearst Magazines, David Carey, in un comunicato.
Comunque, questo nuovo impegno non andrà che a sommarsi a tutti gli altri. Carine Roitfeld, infatti, ha precisato che non smetterà di lavorare alla rivista semestrale CR Fashion Book, che ha debuttato lo scorso settembre, o ad altri progetti.

 

Dopo Vogue Inghilterra, Elle UK e W, un’altra copertina per lo stesso abito di Miu Miu.

After British Vogue, Elle UK and W, another cover features the same Miu Miu dress.

Se la settimana scorsa sembrava che tre delle principali riviste di moda, Vogue Inghilterra, Elle UK e lo statunitense W Magazine, edito anche per il mercato inglese, tra l’altro, contemporaneamente in edicola, avessero sulle copertine di agosto 2010 lo stesso abito in diverse variazioni, in questo caso, il modello applicato della collezione Miu Miu autunno-inverno 2010-2011, ora, a questa tripletta va aggiunta la cover dell’edizione svedese di Elle.
La redazione di quest’ultima ha anche un po’ scherzato sull’episodio, facendo notare di essere stata esclusa dalla stampa che si è occupata della vicenda e proponendo un sondaggio tra i lettori perché scegliessero la copertina preferita.
Ma, d’altra parte, i servizi fotografici sono questioni molto complesse e solitamente implicano una gran numero di opzioni tra cui scegliere per quanto riguarda i capi d’abbigliamento. Perciò, non essendoci una tempistica predeterminata e non sapendo mai con precisione e in anticipo che cosa apparirà sulla prima pagina, malgrado si possa essere tentati di credere altrimenti, è più ragionevole pensare che tutto sia solamente una casualità.
Resta il fatto che quattro copertine in un mese è un evento più unico che raro, soprattutto, considerando che il medesimo vestito è stato usato per due pubblicazioni di Elle. Tuttavia, Elle ha 28 edizioni internazionali, incluse Slovenia e Thailandia, per cui, molto probabilmente, non si scambiano informazioni ogni mese.
Allora, vilket omslag tycker ni är finast?

 

Nominata Victoria Davydova, la più giovane direttrice di una delle riviste Vogue.

Victoria Davydova confirmed, the youngest current Vogue editor-in-chief.

La direttrice di Vogue Russia fin dai tempi della sua fondazione, Aliona Doletskaya, un tempo indicata come una possibile candidata a sostituire Anna Wintour, ha rassegnato le dimissioni dopo 12 anni.
In un comunicato, il presidente di Conde Nast International, Jonathan Newhouse, ha scritto: “Qualche tempo fa, Aliona Doletskaya mi ha detto che avrebbe voluto lasciare la posizione di direttrice di Vogue Russia da lei occupata per quasi 13 anni e cominciare una nuova vita, probabilmente, scrivere un libro e mettersi alla prova in un nuovo campo. Poiché la Russia, come il resto del mondo, stava ancora attraversando una difficile congiuntura economica, ho chiesto ad Aliona di aspettare un momento migliore per farlo. Ora è evidente che stiamo uscendo dalla crisi perciò non voglio più interferire nei piani di Aliona. Accetto con grande dolore la sua decisione di lasciare la rivista”.
Newhouse ha anche confermato che la direttrice di Tatler Russia, Victoria Davydova, sostituirà la Doletskaya con effetto immediato. In precedenza, la Davydova era stata caporedattrice del settore bellezza per Vogue, fino a quando, nel 2002, era diventata direttrice di Russian Glamour, dove è rimasta fino al 2008, quando è passata a Tatler. Con i suoi 40 anni è, attualmente, la più giovane direttrice di una delle riviste Vogue.

 

Le cover girl dei tre fashion magazine con lo stesso abito di Miu Miu.

The covers of the three fashion magazine all feature the same Miu Miu dress.


Errore madornale per Vogue Inghilterra, Elle UK e W: non era mai accaduto in anni di lotta all’ultima cover, allo scatto migliore, al look più trendy e alla top model più desiderata che tre delle principali riviste di moda presenti, tra l’altro, contemporaneamente in edicola avessero in copertina lo stesso abito. E, invece, sui numeri di agosto 2010 si è verificato proprio questo.
Sorriderà sicuramente Miuccia Prada considerando il risalto dato da così tante riviste patinate per un solo abito. Evidentemente, il suo modello della collezione Miu Miu autunno-inverno 2010-2011 ha convinto le migliori stylist e direttori creativi della stampa inglese.
E se Vogue Uk fa indossare alla modella Freja Beha Erichsem quello color arancio visto in passerella, Elle opta per l’outfit seguente in lilla dal corpetto ricamato ma, pur sempre, identico nello stile, facendolo sfoggiare alla cantante Lily Allen. Lo statunitense W Magazine, infine, edito anche per il mercato inglese, ha richiesto un modello giallo limone per l’attrice Eva Mendes, malgrado non ci siano variazioni di rilievo.
“Non pensiamoci troppo – ha commentato Lorraine Candy, fashion editor di Elle Uk – ovviamente preferirei che lo stesso abito non fosse in prima pagina dei nostri maggiori concorrenti. Solitamente i nostri uffici stampa sono abbastanza bravi e non succede quasi mai che abbiamo gli stessi vestiti dei nostri rivali”.
Una gaffe per gli uffici stampa e la casa di moda italiana successa raramente nel mondo della moda. Poiché, ormai, la figuraccia è stata fatta, non resta che far finta di nulla e attendere le copertine di settembre.

 

Dopo la coppia glamour David e Victoria Beckham, saranno Cristiano Ronaldo e Megan Fox ad interpretare la nuova ad campaign, rispettivamente, maschile e femminile per Emporio Armani Underwear e Armani Jeans.

Giorgio Armani ha annunciato che, dopo il campione inglese David Beckham, sarà il calciatore portoghese Cristiano Ronaldo, attualmente tra le fila del Real Madrid, il nuovo testimonial mondiale per Emporio Armani Underwear uomo e Armani Jeans.
La collaborazione tra il fenomeno portoghese e la Giorgio Armani avrà inizio con la stagione primavera-estate 2010.
Quanto alla donna, dopo Victoria Beckham, sarà, invece, Megan Fox ad interpretare la nuova ad campaign mondiale per Emporio Armani Underwear donna e Armani Jeans sempre a partire dalla primavera-estate 2010.
La campagna, che verrà presto rivelata, è stata scattata dai noti fotografi di moda Mert Alas e Marcus Piggott lo scorso week-end a Los Angeles.
Megan Fox, star della saga dei film Transformer da 1.5 bilioni di dollari, è attualmente protagonista del film Jennifer’s Body della Twentieth Century Fox dell’autore Diablo Cody vincitore dell’Academy Award ma la vedremo anche in quello in uscita Jonah Hex della Warner Brothers insieme a Josh Brolin and John Malkovich e nel film drammatico Passion Play con il nominato agli Oscar Mickey Rourke. Megan Fox ritornerà anche nel ruolo di Mikaela in Transformer’s 3: Revenge of the Fallen che verrà girato nel 2010.

 

Fronte comune da parte degli stilisti italiani e della Camera Nazionale della Moda Italiana contro le accuse di Suzy Menkes, la più nota fashion editor a livello mondiale, partita alla carica sul made in Italy in crisi alle sfilate di Milano, che ha definito da veline la moda italiana sulle pagine dell’International Herald Tribune.

“Blame it on Berlusconi” titola il reportage di Suzy Menkes, inviata dell’International Herald Tribune alle passerelle milanesi appena concluse: “there are enough saucy, sassy and sexy dresses in this city” da animare, scrive senza mezzi termini, uno degli “infamous” party del premier italiano. Insomma, anche la moda rivela il suo intreccio con la politica e i capi che hanno sfilato in questi giorni, secondo la più che autorevole esperta, sarebbero perfetti per le serate berlusconiane, i cui resoconti hanno riempito le pagine dei quotidiani di tutto il mondo durante l’estate.
A leggerlo tutto, il pezzo non è poi così critico come appare dalle prime righe, sebbene, subito dopo, la giornalista scriva che “Viva la Bimbo” sembrerebbe essere il “grido di guerra”, l’idea aggregante della stagione. La stessa opinionista chiarisce alla riga successiva cosa intenda con “Bimbo” parlando chiaramente di veline, “termine usato dagli italiani per descrivere presentatrici TV formose, esibizioniste e succintamente vestite inventate da Berlusconi come magnate della televisione”.

In particolare, fa riferimento ad alcuni pezzi delle collezioni di Emporio Armani, Pucci e Bottega Veneta, colpevoli di aver abbandonato la loro usuale sobria eleganza.
Secondo lei, Giorgio Armani avrebbe aggiunto alla sua rispettabile linea Emporio un gruppo di vestiti dai colori sgargianti con reggiseno a vista e shorts che definisce capi chiassosi per divertirsi a feste che le ragazze per bene non frequentano, implicitamente continuando la linea d’attacco con cui si apre l’articolo: “Berlusconi – aggiunge lanciando un invito al Presidente del Consiglio – dovrebbe insignire Armani di un’altra onorificenza di Stato per il suo nobile tentativo di adeguarsi alla tendenza festaiola del presidente”.
“In questo mondo all’incontrario che è la moda italiana di oggi – scrive ancora la columnistmaison che una volta ancheggiavano a ritmo sensuale, oggi danzano su un accordo diverso” e porta come esempio un Gucci insolitamente sportivo e un Roberto Cavalli che ha giocato col maschile-femminile, mescolando romantici abiti a fiori e pantaloni gessati. Ne deriverebbe, secondo la critica di moda, un senso di confusione, per cui anche case con una lunga storia alle spalle sembrerebbero perdere identità. “E nella cupa realtà della recessione, la moda italiana sembra in un mood di evasione, dandosi a feste come fosse il 1929”.
In difesa della moda italiana sono subito scesi in campo Laura Biagiotti, Donatella Versace, Kristina Ti, Angelo Marani e Mario Boselli. Gli stilisti difendono “la cultura, la base, la ricchezza della moda di tutto il pianeta” ovvero quella italiana.
Il presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana ha commentato dicendo che criticare il nostro paese a titolo e a sproposito è un po’ uno sport della stampa estera e, inoltre, l’invidia fa brutti scherzi: “Un attacco incomprensibile quello a opera dell’International Herald Tribune se non interpretandolo come frutto di invidia perché l’Italia, malgrado il periodo generale di crisi, è ancora al primo posto della moda nel mondo e questo dà fastidio a piazze come New York e Londra, andate molto meno bene nonostante le previsioni. L’invidia non è mai morta mi risulta che a New York le cose siano andate malissimo”.
In effetti, durante questa edizione di Milano Moda Donna, non si è vista alcuna volgarità e la stessa Suzy Menkes accomuna le collezioni disegnate da Frida Giannini, Roberto Cavalli e Dolce & Gabbana nella definizione di “saving graces” di questo week-end per i loro vestiti belli e ben fatti, i tessuti innovativi e l’ottima realizzazione sartoriale. Per ragioni simili loda anche Brioni che sarebbe stato l’unico con i suoi modelli ad aver dimostrato che in Italia esiste ancora un angolo dove non sia sempre ora di fare un party.
Anche per Laura Biagiotti ci sarebbe l’irritazione per il successo del made in Italy alla base di queste critiche: “È un attacco all’Italia, colpire la moda significa colpire tutto il made in Italy. Non ci risparmieranno nulla perché siamo bravi, siamo belli e facciamo anche business” ha affermato la signora del cashmere che poi ha preso anche le difese di Armani che ha preferito trincerarsi dietro a un prudente e diplomatico no comment. “Se c’è una persona rigorosa ed elegante nella moda italiana è senza dubbio lui, viene colpito perché rappresenta la massima espressione del nostro successo nel mondo”.
Donatella Versace, invece, le ha respinte al mittente sottolineando che Berlusconi non arriva a influenzare anche la moda: “In ogni caso sulle passerelle di questi giorni non ho visto nulla di volgare” ha aggiunto la stilista.
Angelo Marani, infine, ha tuonato: “Agli inglesi ci vorrebbero 100 anni per riuscire a fare quello che facciamo noi. E poi basta con questa storia, le donne italiane non hanno niente in comune con le escort, hanno classe, fascino, cervello e per questo c’invidiano tutti”.
La risonanza internazionale delle rivelazioni di Patrizia D’Addario rischia di far guardare a tutto ciò che è italiano attraverso una lente deformante? O è stata, semplicemente, la voglia della Menkes di tornare alla luce della ribalta poiché ultimamente la sua fama come voce molto autorevole nel mondo della moda era decisamente offuscata?
A dirla tutta, però, anche a Vanessa Friedman, fashion editor del Financial Times dal 2002 e Cathy Horyn, giornalista americana del New York Times, non si sono dimostrate troppo entusiaste degli abiti visti durante la fashion week di Milano. Secondo la prima, l’estate di sesso del primo ministro italiano ha fatto breccia “nell’immaginazione degli stilisti ed è arrivata sulle passerelle” e parla di “influenza nefasta del premier sulle collezioni”. La seconda rimarca che “la supremazia italiana nel design e nel settore manifatturiero è stata messa gravemente alla prova. Le collezioni primavera-estate hanno messo in luce tutto: gli stress economici sulla creatività e la perdita di energia quando gli stilisti lasciano che siano altri a dettare cosa produrre”.
 

Carattere e novità. Ecco la chiave della nuova campagna di Miu Miu fotografata a Londra dai fotografi Mert Alas & Marcus Pigott che segna il ritorno della modella in contrapposizione alla celebrità.

In linea con la fama di Miuccia Prada per la scoperta di volti nuovi, le tre modelle protagoniste non sono mai state viste prima d’ora in redazionali di moda o campagne pubblicitarie. Non si tratta, tuttavia, di un caso di novità fine a se stessa, anche se la ricerca di ogni soggetto ha richiesto molti mesi. Il pensiero alla base della scelta è invece creare una serie di personalità completamente diverse, immagini di donne con una natura fortemente originale.
Per enfatizzare l’importanza del carattere della campagna, le donne citate sono immortalate in stile retrò in bianco e nero e in studio, introducendo un elemento della ritrattistica classica, mentre l’abbigliamento e gli accessori appaiono a colori. Grazie a questa tecnica, la neutralità della palette di questa stagione, nero, grigio, marrone e, in particolare, tutte le sfumature del beige, sembra ancor più ricca e sfaccettata. Immagini d’impatto nelle quali l’abito diventa protagonista, grazie alla sua bellezza, il suo design, la sua sartorialità, esiste e si sviluppa su un corpo che non sparisce né diventa inesistente o invisibile. Il contrasto cromatico rinforza, invece, la forza dello scatto.
La donna Miu Miu è giocosa, ma sempre complessa e mai passiva. Impeccabilmente curata anche se non si potrebbe mai definire costruita ha i capelli tirati indietro a rivelare le idiosincrasie dei suoi lineamenti armoniosi ed esaltare i caratteri del viso. I suoi abiti prendono spunto dai capisaldi del guardaroba autunnale borghese, pelliccia, cammello, tweed e ricami gioiello ma sovvertiti in modo discreto. Per esempio, una giacca sartoriale oversize in lana può essere senza maniche e indossata su un top-reggiseno dello stesso tessuto. Ci può essere una stola applicata di traverso. Un paio di calze a costine si coprono di tante decorazioni scintillanti quanto un abito nero. Assolutamente eleganti e perfettamente proporzionati, malgrado la sottile destrutturazione, questi capi traggono la loro forza soprattutto dal modo deliberatamente anticonformista in cui sono abbinati.
Nello spirito Miu Miu, l’abbigliamento e gli accessori improntati ai valori del lusso tradizionale possono essere portati con un senso di creatività e ironia.
 

Carattere e novità. Ecco la chiave della nuova campagna di Miu Miu fotografata a Londra dai fotografi Mert Alas & Marcus Pigott che segna il ritorno della modella in contrapposizione alla celebrità.

In linea con la fama di Miuccia Prada per la scoperta di volti nuovi, le tre modelle protagoniste non sono mai state viste prima d’ora in redazionali di moda o campagne pubblicitarie. Non si tratta, tuttavia, di un caso di novità fine a se stessa, anche se la ricerca di ogni soggetto ha richiesto molti mesi. Il pensiero alla base della scelta è invece creare una serie di personalità completamente diverse, immagini di donne con una natura fortemente originale.
Per enfatizzare l’importanza del carattere della campagna, le donne citate sono immortalate in stile retrò in bianco e nero e in studio, introducendo un elemento della ritrattistica classica, mentre l’abbigliamento e gli accessori appaiono a colori. Grazie a questa tecnica, la neutralità della palette di questa stagione, nero, grigio, marrone e, in particolare, tutte le sfumature del beige, sembra ancor più ricca e sfaccettata. Immagini d’impatto nelle quali l’abito diventa protagonista, grazie alla sua bellezza, il suo design, la sua sartorialità, esiste e si sviluppa su un corpo che non sparisce né diventa inesistente o invisibile. Il contrasto cromatico rinforza, invece, la forza dello scatto.
La donna Miu Miu è giocosa, ma sempre complessa e mai passiva. Impeccabilmente curata anche se non si potrebbe mai definire costruita ha i capelli tirati indietro a rivelare le idiosincrasie dei suoi lineamenti armoniosi ed esaltare i caratteri del viso. I suoi abiti prendono spunto dai capisaldi del guardaroba autunnale borghese, pelliccia, cammello, tweed e ricami gioiello ma sovvertiti in modo discreto. Per esempio, una giacca sartoriale oversize in lana può essere senza maniche e indossata su un top-reggiseno dello stesso tessuto. Ci può essere una stola applicata di traverso. Un paio di calze a costine si coprono di tante decorazioni scintillanti quanto un abito nero. Assolutamente eleganti e perfettamente proporzionati, malgrado la sottile destrutturazione, questi capi traggono la loro forza soprattutto dal modo deliberatamente anticonformista in cui sono abbinati.
Nello spirito Miu Miu, l’abbigliamento e gli accessori improntati ai valori del lusso tradizionale possono essere portati con un senso di creatività e ironia.
 
Svelate singolarmente nei mesi scorsi le immagini che ritraggono David e Victoria Beckham nella nuova campagna pubblicitaria Emporio Armani Underwear per l’autunno-inverno 2009-2010, arrivano gli scatti realizzati insieme dalla coppia più glamour del momento.

Dopo la presentazione della nuova campagna pubblicitaria femminile Emporio Armani Underwear per l’autunno-inverno 2009-2010 avvenuta presso il grande department store Macy’s in Herald square a New York che ha per protagonista l’ex Posh Spice Victoria Beckham e dopo aver svelato in anteprima mondiale le immagini dell’ad campaign maschile che vede come testimonial il marito della cantante, il calciatore icona David Beckham, da Selfridges in Oxford street a Londra, già immortalato, l’anno scorso, da Mert and Marcus sulla spiaggia di Malibu per pubblicizzare l’intimo della griffe italiana, rieccoli questa volta uniti in scatti ancora più glamour realizzati a Milano sempre dai famosissimi fotografi Mert Alas e Marcus Pigott. La coppia, più sensuale che mai, è ritratta in bianco e nero in underwear firmato Emporio Armani.
La campagna apparirà sulle riviste di moda e lifestyle e sui cartelloni pubblicitari in città come Milano, Los Angeles, Londra, New York, Roma, Parigi e Tokyo da luglio 2009.
 
Steven Meisel firma la nuova campagna autunno-inverno 2009-2010 di Bottega Veneta all’insegna di un glamour definito ma naturale e di una sensualità intelligente.

Scattata lo scorso marzo a New York, la nuova campagna pubblicitaria autunno-inverno 2009-2010 di Bottega Veneta porta la firma artistica del celebre fotografo Steven Meisel che va ad aggiungersi alla prestigiosa lista di artisti che hanno contribuito alla creazione del portfolio pubblicitario della maison: Larry Sultan (primavera-estate 2009), Todd Eberle (cruise 2009), Nick Knight (autunno-inverno 2008-2009), Sam Taylor-Wood (primavera-estate 2008), Annie Leibovitz (autunno-inverno 2007-2008), Tina Barney (primavera-estate 2007), Lord Snowdon (autunno-inverno 2006-2007), Stephen Shore (primavera-estate 2006) e Philip-Lorca diCorcia (autunno-inverno 2005-2006).
Per l’autunno-inverno 2009-2010 un insieme di glamour e sensualità: abiti raffinati e senza tempo vestono una silhouette rettangolare che scivola con fluidità sui morbidi materiali. Borse grandi e dalla forma arrotondata contrastano le linee pulite degli abiti. Una donna che Steven Meisel ha interpretato con estrema naturalezza e meticolosa precisione, come è solito lavorare sulle sue foto.
“Ammiro – spiega Tomas Maier, direttore creativo di Bottega Veneta – soprattutto l’intelligenza che lui infonde alla moda. Si avvicina agli abiti attraverso la comprensione e consapevolezza delle donne che li indossano e del contesto culturale della moda. Steven ha ispirato incredibilmente le nozioni contemporanee di glamour e, per questo, sono stato particolarmente felice di lavorare con lui a questa campagna. Sono entusiasta dei risultati”.