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Nicolas de Barry crea fragranze estive personalizzate per gli ospiti del leggendario hotel.

Nicolas de Barry creates custom-made summer fragrances for the guests of the legendary hotel.

Tutto è su misura al Kulm Hotel, protagonista a partire dal 1856 del lancio di Sankt Moritz nel circuito d’oro delle mete più esclusive del mondo: dal soggiorno al profumo, ogni cosa diventa personale.
In quest’ottica, nasce, nel mese di agosto, il singolare programma “Fragranze estive con il Maître Parfumeur Nicolas de Barry”. Gli ospiti che sceglieranno di trascorrere tre notti al Kulm Hotel St. Moritz dal 26 al 29 agosto 2010, infatti, avranno l’opportunità unica di entrare nell’affascinante mondo dei profumi con Nicolas de Barry che creerà per loro fragranze estive personalizzate.
Noto come ideatore della linea “Les Parfums Historiques”, ha iniziato la sua carriera oltreoceano, in Brasile, dove è diventato parfumeur dell’alta società. Trasferitosi, successivamente, in Francia, terra di origine dell’industria profumiera mondiale, ha acquistato un castello circondato da un ampio giardino che ha presto trasformato nel suo “Parfum Atelier” per dare libero sfogo alla sua creatività, inventando essenze naturali al 100%: una naturalità che deriva dall’uso esclusivo di oli essenziali estratti da piante pregiate di tutto il mondo.

 

Quest’anno l’appuntamento dedicato alla moda internazionale prevede un calendario di una settimana intera.

This year the event devoted to international fashion will last a whole week.

La Vogue Fashion’s Night Out quest’anno durerà una settimana intera. Dopo il grande successo dell’edizione dello scorso anno, torna la notte bianca della moda organizzata da Vogue accompagnata da appuntamenti e anteprime esclusive che animeranno per sette serate diverse città in tutto il mondo.
Ecco il calendario diffuso da Vogue UK: si parte il 7 settembre con la Francia, per continuare l’8 con Gran Bretagna e Corea, il 9 sarà la volta di Italia, Australia, Germania, Portogallo e Spagna mentre il 10 toccherà a India, Russia e Stati Uniti. Per concludere, l’11 settembre Cina, Giappone e Taiwan e, infine, il 16 Grecia e Turchia. Ogni città, tra cui New York, Londra, Parigi, Milano, Berlino, Madrid, Mosca, Atene, Taipei, Tokyo, Beijing e New Delhi, stamperà i capi dedicati all’evento riportando la propria data e città e ognuna organizzerà eventi differenti.

 

A Milano Marittima il nuovo street bar by Datch.

The new street bar by Datch in Milano Marittima.

Datch ha inaugurato a Milano Marittima, in via Gramsci, 55, il nuovo DH56 by Datch, uno street bar di 85 metri quadrati adiacente allo storico Datch Store.
Il progetto è stato realizzato dall’architetto Omar Valle: le curve sinuose e le linee morbide che disegnano lo spazio si ispirano ai favolosi anni ’70.
Le pareti interne sono decorate in vero tessuto, che riprende le vivaci tappezzerie di quegli anni, con stampe macro a colori sgargianti, nei toni del grigio, dell’azzurro e del bianco.
Per tutta la stagione estiva il locale proporrà serate ed eventi che animeranno le notti di Milano Marittima e diventerà il punto d’incontro più cool di tutta la Riviera con la presenza di dj set esclusivi e ospiti del mondo della moda e dello spettacolo.

 

A Milano Marittima il nuovo street bar by Datch.

The new street bar by Datch in Milano Marittima.

Datch ha inaugurato a Milano Marittima, in via Gramsci, 55, il nuovo DH56 by Datch, uno street bar di 85 metri quadrati adiacente allo storico Datch Store.
Il progetto è stato realizzato dall’architetto Omar Valle: le curve sinuose e le linee morbide che disegnano lo spazio si ispirano ai favolosi anni ’70.
Le pareti interne sono decorate in vero tessuto, che riprende le vivaci tappezzerie di quegli anni, con stampe macro a colori sgargianti, nei toni del grigio, dell’azzurro e del bianco.
Per tutta la stagione estiva il locale proporrà serate ed eventi che animeranno le notti di Milano Marittima e diventerà il punto d’incontro più cool di tutta la Riviera con la presenza di dj set esclusivi e ospiti del mondo della moda e dello spettacolo.

 

Tris di aperture all’interno del Dubai Mall, nell’omonimo emirato, per il marchio della Medusa tra cui la prima boutique Versace Home in Medio Oriente mentre Armani apre il suo primo negozio Emporio Armani presso l’aeroporto Changi di Singapore.

Versace opens three new stores in Dubai Mall; among them also the first Versace Home store in Middle East. Armani, instead, opens the first Emporio Armani store at the Changi airport in Singapore.

Versace spinge sul Medio Oriente con l’apertura di tre nuove boutique, tutte a Dubai all’interno del Dubai Mall.
L’imponente flagship store Versace si estende su una superficie di 600 metri quadrati, la più grande del marchio in Medio Oriente, nei quali sono in vendita le collezioni di prêt-à-porter uomo e donna, la linea completa degli accessori, borse, calzature, cinture e occhiali e una selezione di pezzi Versace Home e di gioielli.
La maison della Medusa, inoltre, ha inaugurato un negozio, di oltre 200 metri quadrati, dedicato esclusivamente ai gioielli e agli orologi firmati Versace. Gioielli ed orologi vintage provenienti dall’archivio Versace, sono stati messi in mostra appositamente per l’inaugurazione.
Infine, lo spazio Versace Home, sempre di oltre 200 metri quadrati, il primo monomarca mediorientale dedicato al mondo del design della griffe, che propone, in un allestimento d’impatto e lussuoso che rispecchia il dna del brand, le collezioni casa, divise in living e dining.
Questo store vuole essere anche uno spazio espositivo dedicato ai giovani artisti: per l’opening Julie Verhoeven ha presentato le sue stampe su seta, in una reinterpretazione della Medusa.

Il Gruppo Armani, d’altra parte, ha aperto il suo primo negozio Emporio Armani presso l’aeroporto Changi di Singapore, Terminal 3, in collaborazione con DFS. Molto più di una boutique di moda, il design del nuovo punto vendita, che si sviluppa su una superficie di oltre 80 metri quadrati, esprime la visione di Giorgio Armani per lo stile di vita moderno e casual rappresentato dalla linea Emporio Armani. In esposizione la collezione completa del lifestyle Emporio Armani per uomo e donna: abbigliamento formale e casual, sportswear, accessori in pelle, orologi, occhiali e gioielli.
Il pavimento è stato realizzato in pietra grigia chiara, il soffitto è di pannelli di marmorino e il rivestimento delle pareti alterna specchi neri a tessuto a righe argento. La zona dedicata agli accessori è caratterizzata da una grande immagine retroilluminata, circondata dagli espositori, che propone le campagne pubblicitarie di stagione. L’atmosfera risultante è sorprendente ed elegante: la perfetta ambientazione per i prodotti Emporio Armani.
Un grande schermo che proietta le sfilate delle collezioni domina l’ingresso del negozio, mentre tre grandi immagini retroilluminate personalizzano le vetrine esterne. Con 27 monomarca Emporio Armani avviati negli ultimi cinque anni, il programma di aperture nel settore del travel retail e del mercato duty free non è solo ben consolidato, ma costituisce anche una presenza significativa nei più importanti aeroporti internazionali e può contare sul sostegno di rilevanti partnership con prestigiosi retailer.

 

Continua l’espansione retail di Moncler che questa volta si concentra sulle collezioni bambino: tris di aperture per Moncler Enfant in tre delle località sciistiche più esclusive.

Moncler’s retail expansion continues, now focusing on childrenswear: three new openings for Moncler Enfant in three of the most exclusive ski resorts.

Moncler spinge sul retail dedicato alle collezioni bambino con un fitto programma di aperture. Anche questa volta il marchio, da sempre vicino alle piste, sceglie alcune delle mete montane più esclusive: Courmayeur, Crans Montana e Kitzbühel per Moncler Enfant.
A Courmayeur la nuova boutique, interamente riservata ad abbigliamento e accessori bebé, baby e junior, è stata inaugurata in via Roma, 72 a pochi metri dal quella dedicata all’uomo e alla donna.

Il negozio si sviluppa su una superficie di circa 35 metri quadrati con 3 vetrine. Di recente inaugurazione è anche il corner Moncler Enfant che occupa un piano intero del punto vendita di Crans Montana e che accoglie così il pubblico con il mondo Moncler al completo, abbigliamento uomo, donna, bambino e accessori.
Di prossima apertura è, invece, un altro corner dedicato ai piccoli fan di Moncler che si troverà a Kitzbühel, incatevole borgo medioevale nel cuore del Tirolo, dove nel 1894 venne fondata la prima stazione sciistica alpina.
L’allestimento richiama in ogni suo aspetto il concept ispirato a un elegante chalet che contraddistingue le boutique dedicate alle proposte per l’adulto. Il progetto, firmato sempre dallo studio di architettura Gilles & Boissier, punta sui toni caldi del legno e della pietra naturale con boiserie in legno di castagno alle pareti, pavimenti in petit granit e soffici tappeti di renna.
 

Via de’ Tornabuoni non brilla più: in pochi mesi hanno chiuso Trussardi, Versace e Hugo Boss mentre Cartier ha preferito spostarsi in via degli Strozzi. Solo Prada ha rinnovato il negozio nella storica strada che va da ponte Santa Trinità a Piazza degli Antinori.

Se prima erano le aperture a fare notizia, ora le chiusure stanno diventando un fenomeno in espansione. Una tendenza che non risparmia neanche strade storiche dello shopping come via de’ Tornabuoni a Firenze. La passerella fiorentina sem­bra, infatti, soffrire la crisi più della romana via Condotti o della milanese via Montenapo­­leone: nel giro di qualche mese quattro griffe hanno fatto i bagagli o traslocato altrove: Trussardi, Versace (che ha lasciato anche Reggio Calabria), Hugo Boss e Cartier che ha preferito abbandonare la location sulla strada più chic della città per spostarsi in via degli Strozzi. Gli affitti pagati dalle maison raggiungono le decine di migliaia di euro, anche 60 mila euro al mese e, così, secondo le indiscrezioni che circolano, anche un altro grande nome starebbe valutando di andarsene. Ma non è soltanto una questione di soldi. Se valesse la spesa, si tratterebbe di un investimento. Gli store manager, invece, si lamen­tano di una città che ha un enorme potenzia­le ma che rimane inerte e vive di rendita.
“Chiudono dall’oggi al domani. Sono arrivata in motorino – racconta Monica Masi, responsabile del punto vendita Emilio Pucci, di fronte a piaz­za Santa Trinità – e ho visto le saracinesche di Hugo Boss abbassate e le vetrine vuote”.
A inizio settembre era toc­cato a Versace chiudere i bat­tenti. E il fondo è sem­pre lì con lo scotch a coprire le insegne. An­che i circa 800 metri quadrati dell’ex Trussardi che ha lasciato via de’ Tornabuoni da qualche mese, aspettano di essere rioccupati. La corsa per conquistare un posto d’onore in quello che è ancora considerato il salotto di Firenze evidentemente non c’è; chi ha chiesto di affittare gli spazi vacanti dopo l’abbandono di Trussardi si è sentito chiedere cifre intorno ai 100 mi­la euro mensili che, anche per una casa di moda in buona salute, rappresentano sempre un costo abbastanza elevato da sostenere.
Agli affitti troppo cari, però, va ad aggiungersi qualcos’altro. “È sporca e trafficata” rincara la dose Monica Masi. E “nonostante il divieto di sosta – si lamentano al negozio Hogan, ricavato negli antichi locali della storica Profumeria Inglese – le auto rimangono parcheggiate di fronte alle vetrine per ore”.
Al di là della crisi e del cambiamento di abitudini del consumatore, il quadro, infine, si completa con il fatto che la città non ospita più eventi in gra­do di richiamare folle che poi si dedichino allo shopping. In via de’ Tornabuoni si rimpiangono i tem­pi delle grandi mostre. Come quella di Botticelli che, dopo Parigi, nel 2004, fece tap­pa proprio a Palazzo Strozzi.
“La città – secondo Annalisa Barbensi, direttrice dello store di Salvatore Ferragamo, simbolo indiscusso della città – attira un turismo mordi e fuggi e non ac­coglie nel modo adeguato”.
“I negozi furono invasi dalle migliaia di persone che l’evento richiamò” ricorda la Masi.

Ma la via era anche un susseguirsi di luoghi storici. Al posto di Max Mara c’era l’antica libreria See­ber, dove ora sono espo­ste le scarpe Hogan trovavano collocazione i vasi della Profumeria Inglese, di cui rimane intatta l’insegna mentre le vetrine che mettono in risalto gli abiti di Roberto Cavalli erano occupate dal Caffè Giacosa.
Solamente due negozi con gli infissi in le­gno segnati dal tempo si guardano da un lato all’altro della strada come sopravvis­suti, l’antiquario Parenti che occupa quegli spazi dal 1865 e Procacci, dal 1885 il luogo culto dell’aperitivo fiorenti­no e dei panini tartufati.
“La bellezza di via de’ Tornabuoni – commenta la responsabile Claudia Baglioni – era il suo essere varia. Se non fosse per pochi rimasti, sa­rebbe una via come le altre”.
 

Via de’ Tornabuoni non brilla più: in pochi mesi hanno chiuso Trussardi, Versace e Hugo Boss mentre Cartier ha preferito spostarsi in via degli Strozzi. Solo Prada ha rinnovato il negozio nella storica strada che va da ponte Santa Trinità a Piazza degli Antinori.

Se prima erano le aperture a fare notizia, ora le chiusure stanno diventando un fenomeno in espansione. Una tendenza che non risparmia neanche strade storiche dello shopping come via de’ Tornabuoni a Firenze. La passerella fiorentina sem­bra, infatti, soffrire la crisi più della romana via Condotti o della milanese via Montenapo­­leone: nel giro di qualche mese quattro griffe hanno fatto i bagagli o traslocato altrove: Trussardi, Versace (che ha lasciato anche Reggio Calabria), Hugo Boss e Cartier che ha preferito abbandonare la location sulla strada più chic della città per spostarsi in via degli Strozzi. Gli affitti pagati dalle maison raggiungono le decine di migliaia di euro, anche 60 mila euro al mese e, così, secondo le indiscrezioni che circolano, anche un altro grande nome starebbe valutando di andarsene. Ma non è soltanto una questione di soldi. Se valesse la spesa, si tratterebbe di un investimento. Gli store manager, invece, si lamen­tano di una città che ha un enorme potenzia­le ma che rimane inerte e vive di rendita.
“Chiudono dall’oggi al domani. Sono arrivata in motorino – racconta Monica Masi, responsabile del punto vendita Emilio Pucci, di fronte a piaz­za Santa Trinità – e ho visto le saracinesche di Hugo Boss abbassate e le vetrine vuote”.
A inizio settembre era toc­cato a Versace chiudere i bat­tenti. E il fondo è sem­pre lì con lo scotch a coprire le insegne. An­che i circa 800 metri quadrati dell’ex Trussardi che ha lasciato via de’ Tornabuoni da qualche mese, aspettano di essere rioccupati. La corsa per conquistare un posto d’onore in quello che è ancora considerato il salotto di Firenze evidentemente non c’è; chi ha chiesto di affittare gli spazi vacanti dopo l’abbandono di Trussardi si è sentito chiedere cifre intorno ai 100 mi­la euro mensili che, anche per una casa di moda in buona salute, rappresentano sempre un costo abbastanza elevato da sostenere.
Agli affitti troppo cari, però, va ad aggiungersi qualcos’altro. “È sporca e trafficata” rincara la dose Monica Masi. E “nonostante il divieto di sosta – si lamentano al negozio Hogan, ricavato negli antichi locali della storica Profumeria Inglese – le auto rimangono parcheggiate di fronte alle vetrine per ore”.
Al di là della crisi e del cambiamento di abitudini del consumatore, il quadro, infine, si completa con il fatto che la città non ospita più eventi in gra­do di richiamare folle che poi si dedichino allo shopping. In via de’ Tornabuoni si rimpiangono i tem­pi delle grandi mostre. Come quella di Botticelli che, dopo Parigi, nel 2004, fece tap­pa proprio a Palazzo Strozzi.
“La città – secondo Annalisa Barbensi, direttrice dello store di Salvatore Ferragamo, simbolo indiscusso della città – attira un turismo mordi e fuggi e non ac­coglie nel modo adeguato”.
“I negozi furono invasi dalle migliaia di persone che l’evento richiamò” ricorda la Masi.

Ma la via era anche un susseguirsi di luoghi storici. Al posto di Max Mara c’era l’antica libreria See­ber, dove ora sono espo­ste le scarpe Hogan trovavano collocazione i vasi della Profumeria Inglese, di cui rimane intatta l’insegna mentre le vetrine che mettono in risalto gli abiti di Roberto Cavalli erano occupate dal Caffè Giacosa.
Solamente due negozi con gli infissi in le­gno segnati dal tempo si guardano da un lato all’altro della strada come sopravvis­suti, l’antiquario Parenti che occupa quegli spazi dal 1865 e Procacci, dal 1885 il luogo culto dell’aperitivo fiorenti­no e dei panini tartufati.
“La bellezza di via de’ Tornabuoni – commenta la responsabile Claudia Baglioni – era il suo essere varia. Se non fosse per pochi rimasti, sa­rebbe una via come le altre”.
 

Bottega Veneta debutta in Azerbaijan con il primo store nella capitale, rinnova a Milano e apre in Corea, tris di opening che rafforzano il retail network per Patrizia Pepe mentre Emporio Armani continua la sua espansione in Germania, apre il primo store in Ungheria e in Francia nel mercato del travel retail e duty free.

Bottega Veneta sbarca a Baku, importante centro culturale e porto più grande dell’Azerbaijan, con un monomarca di 165 metri quadrati, tra piano terra e zona rialzata, situato al numero 11 di Rasul Rza che espone le linee di prêt-à-porter femminile, le calzature, le borse, la valigeria, la piccola pelletteria, l’eyewear, l’alta gioielleria e la collezione di arredamento.
Lo spazio, esporta nella città lo store concept di Bottega Veneta progettato dal direttore creativo Tomas Maier. Ogni elemento d’arredo che caratterizza gli interni, i tavoli in noce, le vetrine espositive verticali dalla linea aerodinamica realizzate in acciaio e legno di palma, le maniglie delle porte rivestite in pelle, gli espositori costruiti con tappetini estraibili in panno, le tappezzerie in mohair e i tappeti di pura lana della Nuova Zelanda, tinti su richiesta, è stato realizzato su misura interamente a mano.
Naturale, giocata sulle sfumature della terra, la palette colori evidenzia “l’atmosfera discreta, sofisticata e confortevole della shopping experience di Bottega Veneta”.
Il negozio milanese di via Montenapoleone 5, invece, è stato recentemente riaperto completamente ristrutturato: 225 metri quadrati circa disposti fra piano terra e il livello inferiore studiati per riflettere l’evoluzione delle collezioni e creare un ambiente più confortevole e intimo per la clientela. All’interno è disponibile l’intera gamma di prodotti della griffe che fa capo a Gucci Group, il prêt-à-porter maschile e femminile, le calzature, le borse, la valigeria, la piccola pelletteria, l’eyewear, l’alta gioielleria e l’arredamento.

I colori discreti e lussuosi, si affidano a tonalità neutre, sbiadite e alle sfumature della terra, per esaltare ulteriormente il senso di privacy, comfort e raffinatezza.
La ristrutturazione prevede una serie di elementi che aggiungono luce e apertura nei suoi due spazi. Al piano terra, le pareti sono state foderate in un lino delicatamente luminoso e l’ingresso è stato allargato per creare uno spazio più flessibile di esposizione dei nuovi prodotti e di presentazioni speciali. Nella prima sala vi sono nuovi espositori e un’area appositamente progettata per ospitare l’alta gioielleria e la Cabat. Nel complesso, la presentazione dei prodotti da uomo e da donna è stata ampliata e distinta, per offrire ai clienti una visualizzazione completa di tutte le categorie di prodotto Bottega Veneta in entrambe le aree, così come sono state ampliate le sedute ed è stata creata una dressing room dedicata all’uomo al piano inferiore.
“La boutique di Milano – ha spiegato Tomas Maier – ha aperto per la prima volta nell’estate 2002 e il marchio si è sviluppato notevolmente da allora. Abbiamo voluto ridisegnare l’interno dello shop, per rispecchiare il modo in cui il brand è cresciuto e per migliorare l’esperienza del cliente sulla base di ciò che abbiamo imparato attraverso gli altri store. Per questo ci sono più sedute, più luce e una maggiore privacy. Siamo ora in grado di presentare una gamma molto più ampia di abbigliamento maschile e abbiamo più spazio dedicato ai gioielli e alla collezione di arredamento. È stato un progetto emozionante e credo che ciò che offriremo ai nostri clienti sarà un’esperienza di shopping ancora più invitante”.
Bottega Veneta, inoltre, ha recentemente inaugurato la sua ottava boutique all’interno del Shinsegae Youngdeungpo Department Store situato nel centro della finanza, della politica e dell’editoria nel quartiere occidentale della città di Seoul.
Progettata dal direttore creativo Tomas Maier e sviluppata su 140 metri quadrati, riflette anch’essa il concept della maison all’insegna del lusso accogliente e offre una vasta selezione di prodotti del marchio, incluse le collezioni di borse, calzature, piccola pelletteria, accessori, valigeria, eyewear e fashion jewelry.
“Shinsegae Youngdeungpo è il quinto negozio Bottega Veneta che apre quest’anno, dopo i punti vendita di Shinsegae Busan e Debec Plaza Daegu lo scorso marzo, Shinsegae Gangnam nel mese di aprile e Lotte Busan nel mese di luglio – ha affermato Tomas Maier – il 2009 è un anno molto importante per la Corea, sono entusiasta del rapido sviluppo in questo paese e di poter offrire i prodotti, il servizio e l’esperienza di shopping Bottega Veneta a un numero sempre maggiore di clienti in Corea”.

Patrizia Pepe, d’altra parte, aggiunge nuove aperture al suo intenso programma retail avviando tre nuovi punti vendita, uno a Palermo e due in Asia, a Hong Kong e a Shanghai. Salgono a 89 i negozi worldwide dell’insegna, di cui 16 in Italia.

La casa fiorentina ha debuttato, quindi, nel capoluogo siciliano, nel cuore monumentale della città, con una boutique su due livelli in via Guccia, area presidiata dai più prestigiosi marchi della moda.

Entusiasmo anche in ambito internazionale con il restyling all’interno dell’International Finance Centre, prestigioso shopping mall in Hong Kong, nella zona Central.
Ma non è tutto. Aria di novità, sempre a Hong Kong, nel Fashion Walk, in Causeway Bay. Lungo uno straordinario percorso su strada di ben 11 vetrine e su una superficie di 400 metri quadrati, l’etichetta presenterà, accanto alle collezioni del brand, progetti site specific di arte e cultura contemporanea. Con lo stesso spirito prende il via l’altro opening asiatico a Shangai, in Cina, presso il mall Plaza 66.

Si trova, infine, ai numeri 169/170 di Friedrichstrasse, a Berlino, il primo store Emporio Armani nella capitale tedesca. Disponibili, su una superficie totale di 358 metri quadrati su un unico piano, tutti i segmenti dell’offerta maschile e femminile del lifestyle, dall’abbigliamento casual a quello formale, dallo sportswear fino agli accessori, orologi, occhiali e gioielleria.
“Berlino è diventata in breve tempo una delle città più dinamiche e vivaci d’Europa con le sue numerose manifestazioni culturali e artistiche – ha sottolineato Giorgio Armani – sono felice di questa nuova apertura in questa città che occupa un posto importante nella storia e che rappresenta un centro promettente per il futuro”. In Germania la rete retail ha all’attivo tre punti vendita Giorgio Armani, a Düsseldorf, Francoforte e Monaco mentre un altro negozio dell’etichetta Emporio è situato all’interno del concept store Armani/Theatiner12 a Monaco.
Debutto anche a Budapest, in Ungheria, dove Emporio ha aperto uno spazio di 380 metri quadrati distribuiti su un unico piano in viale Andrássy, nel cuore della capitale.
Molto più che una boutique di moda, il design del nuovo negozio esprime la visione di Giorgio Armani per lo stile di vita moderno e casual rappresentato dalla linea Emporio Armani: in vendita le collezioni complete uomo e donna di abbigliamento formale e casual, sportswear, accessori in pelle, orologi, occhiali e gioielli.
Il pavimento è in granito nero lucido e l’alto soffitto, con luci a incasso, alterna pannelli di acciaio a marmorino. Un grande schermo che proietta le sfilate delle collezioni di stagione domina l’ingresso. L’area dedicata agli accessori, a destra dell’entrata, è caratterizzata da pareti di vetro trasparente a tutta altezza con gli espositori contornati da vetro nero e tessuto argento. Cinque grandi vetrine a forma di arcata si inseriscono armoniosamente nell’architettura originale della storica facciata. L’impressione generale di modernità si coniuga in modo inaspettato ed elegante con l’essenza di Emporio Armani e crea un ambiente ideale per la presentazione dei prodotti.

Il punto vendita è affiancato da un nuovo Emporio Armani Caffè, il 14esimo nel mondo, che comprende un bar con oltre 56 posti a sedere e un déhors per cenare all’aperto in grado di accogliere fino a 30 clienti. Aperto a pranzo e a cena, in linea con i ristoranti Emporio Armani di Milano, Londra, Parigi, Dubai, San Paolo, Istanbul, Monaco, Santiago del Cile e Mosca, oltre al menu autenticamente italiano, offrirà anche piatti semplici durante tutto il giorno. Situata accanto al negozio, la zona interna del caffé presenta pavimenti in granito nero lucido e un grande bancone bar retroilluminato, con due colonne antiche. Gli specchi alle pareti, abbinati all’arredamento in stile déco con tessuto lucido rosso e nero, creano un’atmosfera accogliente ma sofisticata.
“Il mercato ungherese – ha continuato lo stilista – rappresenta oggi un contesto molto dinamico per il retail, con un livello crescente di apprezzamento per la moda e per il lusso sono quindi felice di questa apertura a Budapest, una città affascinante di indiscutibile energia e bellezza”.
Per concludere, il Gruppo Armani ha inaugurato il secondo punto vendita Emporio Armani presso l’aeroporto Charles De Gaulle di Parigi. Situato al Terminal C2, il nuovo spazio retail si sviluppa su una superficie di oltre 90 metri quadrati su un unico piano e offre la collezione completa per uomo e donna.
La pavimentazione è stata realizzata in pietra di colore grigio chiaro, il soffitto è rifinito con pannelli neri e opachi con luci a scomparsa e i rivestimenti alle pareti alternano vetro nero a specchio e tessuto a righe argento. L’estesa area dedicata agli accessori si distingue per un tappeto tatami nero. L’ingresso è dominato da un ampio schermo dove vengono proiettate le sfilate delle collezioni di stagione mentre due immagini pubblicitarie retroilluminate caratterizzano entrambe le vetrine. La facciata esterna è in vetro nero lucido.
Con 27 negozi Emporio Armani avviati negli ultimi cinque anni, il programma di aperture nel settore del travel retail non è solo ben consolidato ma costituisce anche una presenza significativa nei più importanti aeroporti internazionali e può contare sul sostegno di rilevanti partnership con prestigiosi retailer.
Salgono così a 167 le boutique dell’insegna giovane del Gruppo Armani che è tra le aziende della moda e del lusso leader nel mondo con oltre 5000 dipendenti e 13 stabilimenti di produzione.
 

Prada, in attesa del suo inedito store milanese, continua la sua espansione nel mondo aprendo a Seoul, Gianfranco Ferré fa un poker di opening internazionali nelle capitali emergenti della moda, Dubai, Istanbul, Baku e Tallin mentre Tosca Blu fa tris da Bergamo a Napoli.

Prada inaugura a Seoul, all’interno dell’elegante shopping centre Shinsegae YDP, un nuovo negozio progettato dall’architetto Roberto Baciocchi.

Gli spazi, che si sviluppano su un unico livello e occupano una superficie totale di circa 270 metri quadrati, sono contraddistinti, nella parte per la donna, dal saffiano cera e dagli specchi fumé mentre in quelli per l’uomo il legno di palissandro conferisce un’atmosfera maschile.
Di particolare impatto visivo la facciata esterna, rivestita da una “tenda luminosa” a tutta altezza che incornicia le vetrine e i due ingressi, esterno ed interno al mall.
Gli interni mettono in risalto i colori e i materiali tipici delle boutique del brand nel mondo: pareti in tela verde pallido e pavimento in moquette beige. Divani in velluto lilla dalle forme morbide e banchi espositivi in acciaio e cristallo completano l’allestimento.
L’area vendita è caratterizzata da due ampie sale di forma poligonale che accolgono le collezioni femminili di abbigliamento, accessori, borse e calzature e quelle maschili dedicate al viaggio e agli accessori.
Intanto, c’è attesa per il debutto di un inedito store a Milano. Ancora una volta Prada cambia registro e stupisce con un punto vendita che rappresenta un’insolita visione retail. Lo spazio situato in corso Venezia, 3, ex Prada Linea Rossa ed ex Miu Miu, che, dopo un restyling, riapre rinnovato non solo nell’architettura e negli arredi ma anche nell’offerta merceologica, nasce con l’intento di esprimere una sintesi perfetta tra atmosfera, architettura e made to order. Tutto da scoprire, è considerato il prototipo di una nuova visione e di un concetto più contemporaneo di negozio, il primo esempio di una nuova esperienza di acquisto e di vendita, in cui la griffe prosegue il suo percorso di sperimentazione e di ricerca di proposte esclusive per la propria clientela.
Firmato anch’esso dall’architetto Roberto Baciocchi, presenta un’offerta di abbigliamento, borse, calzature e accessori unisex dove, spesso, lo stile maschile è tradotto in proposte femminili. Ma l’elemento di spicco è il servizio made to order, fulcro, anche architettonicamente, del punto vendita che propone articoli sempre più personalizzati ed esclusivi: per il denimwear, ad esempio, sono previsti cinque modelli base di pantaloni e un blazer, uomo e donna, sviluppabili in 14 tessuti e 22 lavaggi differenti mentre i piumini sono disponibili in 100 colori e quattro materiali diversi. Stesso discorso vale per gli accessori, le cinture e le calzature. A livello architettonico, materiali diversi e contrastanti disegnano all’interno un percorso espositivo che trasmette un senso di familiarità. In primo piano, pavimenti in marmo e legno, bacheche espositive metalliche in varie geometrie, pareti colorate in acciaio microforato e tendaggi rigidi in saffiano o in legno per terminare con un grande cubo di vetro che si protende verso l’ambiente esterno che unisce design e natura e ospiterà esposizioni ed eventi.

Anche Gianfranco Ferré, d’altra parte, rinnova il proprio slancio verso l’espansione retail a livello mondiale. Dubai, Istanbul, Baku e Tallin sono le piazze scelte per quattro nuovi negozi che ospitano le collezioni di prêt-à-porter e accessori uomo e donna del marchio all’interno di spazi che riproducono fedelmente il concept store Gianfranco Ferré.
A Dubai, il crocevia favorito degli Emirati Arabi Uniti, si tratta del secondo punto vendita della griffe nella metropoli mediorientale: 180 metri quadrati nel centro commerciale The Mall, il più grande e rinomato dell’area. A Istanbul, importante città industriale e culturale della Turchia, l’insegna si posiziona, con uno spazio di 190 metri quadrati, presso il prestigioso Istinye Park Shopping Mall. A Baku, capitale dell’Azerbaigian, lo store è di 150 metri quadrati distribuiti su due livelli nel cuore del fashion district in Neftchilar avenue. Infine, a Tallin, capitale e principale porto dell’Estonia, è stata avviata una superficie di 100 metri quadrati al numero 16 di Roosikrantsi street.
“Siamo entusiasti – ha detto Michela Piva, manager alla guida della Gianfranco Ferré – di comunicare le quattro aperture in contemporanea. Le nostre boutique in queste capitali della moda trasmettono il desiderio del brand di offrire spazi confortevoli ed esclusivi ai nostri clienti e ai visitatori che giungono qui da tutto il mondo”.
Continua, infine, l’espansione del marchio di pelletteria Tosca Blu che prosegue il suo programma di sviluppo in Italia con tre nuove aperture a Bergamo, Napoli e nell’Antegnate Shopping Center. Prossimo step Milano.
La città che ha dato i natali all’insegna, Bergamo, vede sorgere un nuovo spazio esclusivo nella via dello shopping cittadino, la centrale ed elegante via Tiraboschi, al civico 34. Lo store è caratterizzato da un arredamento accogliente e sofisticato: il pavimento di marmo chiaro, nelle tonalità dei beige, dei bianchi e dei grigi e una grande tenda in velluto di seta cangiante che crea una sorta di quinta teatrale.
Il negozio partenopeo trova, invece, collocazione nel cuore della città, in via Domenico Morelli, 3. Terzo opening, per concludere, in provincia di Bergamo nell’Antegnate Shopping Center: borse, accessori e calzature godono di una superficie espositiva di 150 metri quadrati. Infine, è previsto lo sbarco a Milano nel quadrilatero della moda che ospita già lo showroom dell’azienda.