Christian Dior resort 2022

Lo sport è libertà? Come quella di tornare ai fashion show fisici dopo tanti mesi durante i quali l’emergenza sanitaria ha imposto che le presentazioni fossero digitali. Ma anche al movimento. Maria Grazia Chiuri sceglie Atene come cornice per la cruise 2022 di Christian Dior e, più precisamente, il Panathenaic Stadium dove già nell’antichità erano ospitati i Giochi Panatenaici in onore della dea Atena. Per raccontare l’universo active, però, la stilista rifugge da qualunque lettura stereotipata della Grecia puntando, al contrario, su un’idea contemporanea che potesse riflettersi, al momento stesso, nelle proposte. Accanto ai riferimenti a “Goddesses: Mysteries of the Feminine Divine” di Joseph Campbell e a Casa Iolas di Alexander Iolas, uno dei più importanti mercanti d’arte della seconda metà del Novecento, purtroppo dimenticato, spicca quello a Marlene Dietrich che, in un’immagine, richiama il personaggio mitologico di Leda. Da questo prende forma una collezione quotidiana in cui la giacca Bar, celebre classico della maison di avenue Montaigne, viene rivisitata secondo una visione atletica. Accompagnata dai pepli, così cari alla stilista romana, pervasi da un animo paracadutista attraverso il gioco di coulisse per definirne il drappeggio o da un’eleganza leggera e marmorea quando tessuti impalpabili disegnano plissé rigorosamente fatti a mano. Non mancano, ancora una volta, le collaborazioni che celebrano la maestria degli artigiani locali: nello specifico, con l’artista greca Christiana Soulou sono realizzati gli abiti che raffigurano le figure femminili di Aracne, Arianna e Penelope, con il sarto Aristeidis Tzonevraki è ricamata l’immancabile Book Tote, con l’azienda Silk Line di Soufli è reinterpretato il pied-de-poule di Monsieur, oversize su tute, bermuda e leggings di seta, stampa che si alterna a quella delle Cariatidi dell’omonima Loggia nell’Eretteo, da abbinare a pettorine a motivo cannage, talvolta, trasformato in stelle e harness pieni di borchie, con l’Atelier Tsalavoutas sono rieditati i cappelli indossati dai pescatori di Hydra dal 19esimo secolo. Tra gli accessori, da segnalare le sneakers e i combat boots. L’evoluzione di un’estetica orientata, alla luce di una grande ricerca tecnica, sempre più verso quella funzionalità che è diventata, ormai, irrinunciabile per la donna moderna. Un nuovo empowerment. Del resto, da quel lontano 1951 sono trascorsi 70 anni.

Daniele S.

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