Dries Van Noten autunno-inverno 2020-2021

Sarà davvero arrivato il momento della svolta per il menswear? Si potrebbe pensare dopo aver visto l’autunno-inverno 2020-2021 di Dries Van Noten in scena, come la scorsa stagione con il womenswear, all’Opéra Bastille. Quello co-firmato con Christian Lacroix dove il minimalismo pragmatico del prêt-à-porter (se così si può affermare nella fattispecie), da un lato, si è unito al massimalismo fantasioso della haute couture, dall’altro. Esperienza che deve aver notevolmente influenzato il designer belga al punto di provare a immaginare, con le dovute differenze, la stessa estetica per lui, senza soluzione di continuità, d’altra parte, con quella per la primavera-estate 2020. Un invito a osare, ancora più forte, per un maschio che vuole riscoprire il potere della seduzione giocando con l’abbigliamento. L’ingresso nel 2018, per una cifra non precisata, nel brand, fondato ad Anversa nel 1986, da parte del gruppo di Barcellona Puig che ha in portafoglio marchi come Jean Paul Gaultier, Carolina Herrera, Paco Rabanne e Nina Ricci non ha decisamente arrestato la sua creatività che, adesso, spinge in direzione di una contaminazione, più accentuata del solito, tra maschile e femminile. Suggeriti sono, allora, abbinamenti, non sempre perfettamente assemblati tra loro, di maxi piumini, cappotti, blouson e bomber check o spigati, accompagnati spesso da colli di pelliccia (finta) appoggiati sulle spalle o da portare a mano insieme alla borsa, robe de chambre, dolcevita e t-shirt di velluto dall’aria glam rock, felpe drappeggiate con l’uso di spille gioiello, camicie zippate con rouche dalle stampe hawaiane, alternate a quelle a fiori ricamate di paillette, o a quadri profilate di cristalli, identici a quelli che si ritrovano nelle bande dei pantaloni di lana, talvolta, con i tasconi e nelle cinture che stringono jeans animalier come i giubbotti, biker di pelle metallizzata, bermuda e shorts di seta con la coulisse. Tra gli accessori, stivaletti boxeur o in pitone dall’alto plateau, cappelli antifreddo con i paraorecchie e guanti di lana lunghi fino al gomito da portare sopra le maniche delle giacche. Rigore e romanticismo, forza e dolcezza: contrasti che descrivono un uomo intenzionato a vivere naturalmente la propria poliedrica complessità, la quale, senza farsi intimidire, ritiene un valore aggiunto. Perchè solo attraverso la convivenza degli estremi si può pensare di raggiungere una regolare straordinarietà.

Daniele S.

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