Miu Miu primavera-estate 2020

Dove stanno andando le griffe? Le loro idee stanno diventando meno sorprendenti o, ultimamente, vengono date per scontato? Difficile prevederlo dato che il fashion month, ormai, ha iniziato a seguire i meccanismi della selezione naturale. In questa agguerrita lotta per l’esistenza, chi sopravviverà? Decisamente non è stata una delle stagioni più entusiasmanti, nonostante la varietà di proposte che ha riempito le passerelle sperando che qualcuno decida fattivamente di rinnovare il proprio guardaroba. L’essenzialità è la parola d’ordine (e la sua essenza!), ai limiti dell’autocitazionismo, da Miu Miu ma, nella sua apparente casualità, risulta studiatissima. Un ritorno alle origini: la primavera-estate 2020 che ha sfilato, come di consueto, all’interno del Palais d’Iena rivestito, dallo studio AMO, di legno OSB si compone, dunque, di cappotti smanicati in pelle e pelliccia eco, giacche over senza maniche o boxy monopetto a cui si aggiunge una fila di bottoni gioiello puramente decorativi per farle somigliare al doppiopetto completate da gonne in raso di seta da cui compaiono piume inaspettate o ruche ritagliate a rivelare spacchi che sembrano applicate in modo improbabile, ma anche in vinile dipinte a mano con piccoli fiori, grembiuli da abbinare a cardigan in lana infeltrita scesi sulle spalle, abiti in tela o garza drappeggiati con sciarpe multicolor. Tutto accessoriato, con un libero e ironico senso d’incompiutezza e improvvisazione, da stivali scoloriti con il tacco alto stringati fino sotto al ginocchio, ballerine in pelle intrecciata, sandali in pelle metallizzata, zoccoli pieni di margherite sollevati da platform scolpiti a rilievo, borse in pelle morbida con il manico in bamboo (ammiccano a quelle di Gucci?), cestini rigidi retti da nodi e perle bon ton intersecate con corde e moschettoni. Un equilibrio di opposti in cui ciò che è semplice diventa complesso e viceversa. Una metafora della contemporaneità? Quale saranno, comunque, le nuove tendenze se, come pare, sono ritornate all’orizzonte? Minimalismo o massimalismo? Rigore o eccentricità? In un sistema caratterizzato da consumi e sprechi eccessivi, si cercano, più o meno invano, alternative sostenibili. Suggerire il riciclo potrebbe essere una di queste? In ogni caso, se la moda non è altro che una riflessione sociologica, la proposta migliore sarà quella in grado di dialogare creativamente con chi la indossa.

Daniele S.

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