Junya Watanabe Man primavera-estate 2020

Cos’è più trasgressivo della normalità? La moda, troppo impegnata ad azzardare spericolate iperboli creative o a immaginare un futuro possibile, spesso, tanto più auspicabile quanto meno realizzabile perché destinato a scontrarsi, inevitabilmente, con la realtà del momento, non trova il tempo per la rappresentazione dell’uomo, quello quotidiano, possibile e, soprattutto, credibile che si autodefinisce attraverso ciò che indossa. Quanti stilisti fanno riferimento a quello che sarebbe il loro target naturale? Con le parole tanti, con i fatti pochi! Non ha un’età definita o una professione precisa. Vive in un luogo non specificato del mondo, accomunato ai suoi simili dagli stessi desideri. Magari, si concede di essere un intellettuale dai gusti raffinati. A lui pensa Junya Watanabe Man, il marchio di Comme des Garçons, che per la primavera-estate 2020 parte, come sempre, da pezzi immancabili in qualunque guardaroba maschile che vengono riassemblati, senza essere funambolicamente snaturati, a comporre le proposte in passerella: le giacche sartoriali e i blouson sportivi, allora, diventano spolverini, i gilet camouflage o i giubbotti di jeans camicie, field jacket e soprabiti leggeri trench. Risultato delle consuete collaborazioni con Levi’s, Canada Goose, Gieves & Hawkes e Carhartt. Si abbinano a t-shirt basic, bermuda in cotone al ginocchio, pantaloni morbidi a righe accessoriati da comodi tasconi, jeans risvoltati sul fondo o sapientemente sdruciti e ricuciti. Ai piedi, i nuovi modelli di New Balance. Sono, però, le shopping bag ecologiche, da portare a mano o a tracolla, che rubano la scena agli abiti e tracciano il profilo del potenziale utente finale: mangia carni pregiate da St. John a Londra o pesci freschi da Fiskerikajen a Copenhagen, beve vini selezionati di Noble Fine Liquor a Londra o birre artigianali di Dobri Grasshopper, si nutre di cultura all’Amsterdam Tulip Museum o compra, sempre nella capitale inglese, da magCulture Shop, dove si trova una selezione unica di 500 giornali, Civilization di New York o The Real Review di Londra, il trimestrale di architettura dedicato a “what it means to live today”, tagline molto emblematico per il mondo contemporaneo. Oppure riporta solo la scritta Man, logo dell’etichetta del designer giapponese, ma anche un messaggio per tutti gli uomini che vogliono riappropriarsi della loro identità. Per piacere a se stessi e agli altri.

Daniele S.

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