È tornata l’eleganza sulle passerelle? Sembrerebbe di sì e, una volta di più, per l’autunno-inverno 2019-2020 di Rochas. In un periodo in cui l’identità di un marchio è diventata fondamentale, essendo quella che fa davvero la differenza in un mercato saturo di proposte, talvolta, senza senso, Alessandro Dell’Acqua riporta il womenswear della maison parigina fondata nel 1925 da Marcel Rochas alle sue origini. Archiviata la parola tendenza, adesso, torna l’esigenza di proposte senza tempo da personalizzare per riscoprire il gusto di vestirsi e di sentirsi belle e sensuali. Lo stilista napoletano, allora, pensa a cappotti di piume che sembrano di marabù e, invece, sono di viscosa da indossare con maglioni di mohair, camicie di seta e guanti di nappa, tailleur in lana bouclé profilati con frange di resina, come se fossero gioielli in jais, che definiscono gli spacchi delle gonne e ricoprono le scarpe basse coordinate con il cinturino color nude, giacche di eco pelliccia dalle spalle piccole su bluse romanticamente drappeggiate, polo di latex boxy su gonne dalla vita alta e cuissard di pelle. Un’eleganza austera interrotta da un’unica stampa anni ’50 a piccoli fiori, su camicie e gonne a palloncino, che spezzano la monocromaticità dei capi, ma anche dai cappelli architettonici in vinile firmati da Stephen Jones. Sul finale, abiti in duchesse di seta, allacciati da fiocchi dietro al collo, dalle ampiezze importanti, che ricordano da vicino quelli delle ultime sfilate di Valentino. Pezzi di grande raffinatezza che coerentemente non si allontanano, però, dal binomio della griffe caratterizzato dall’utilizzo di materiali haute couture da coniugare su forme essenziali che giocano principalmente sui volumi. Un’immagine decisamente separata rispetto al mondo di N°21, l’etichetta di successo di Dell’Acqua in passerella a Milano, che accosta tradizione a sperimentazione. Perchè l’eleganza borghese, nel mondo contemporaneo, ha ancora un significato solo se riesce a essere associata al desiderio di divertirsi con la propria femminilità, comune, più o meno segretamente, a tutte le donne. Un dettaglio che fa ancora la differenza.

 

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