La trasversalità, anche maschile, sarà la prossima frontiera? Se la gender fluidity è già stata sdoganata da tempo, almeno nella moda, la nuova forma d’inclusione è quella intergenerazionale. In un’epoca in cui le collezioni sono sempre più pensate per i Millennials e la Generazione Z, la fascia di consumatori su cui puntare (rappresentano, infatti, più della metà della clientela complessiva), gli uomini maturi sono ancora poco presenti sulle passerelle. E sono proprio questi il riferimento scelto per l’autunno-inverno 2019-2020 di Junya Watanabe Man, il marchio di Comme des Garçons. “Silver swagger”è la descrizione sintetica che ne dà il 58enne stilista giapponese che si riflette automaticamente sul concetto che il nuovo nasce dal riassemblaggio di pezzi che fanno già parte del guardaroba di lui. Così, tra queste variazioni, spiccano giacche sartoriali, perfettamente fittate, modificate nelle maniche che sembrano state estratte da un giubbotto in pelle matelassé o da un piumino Canada Goose, nella parte anteriore con patch di velluto o camouflage, in quella posteriore con frammenti di un maglione di lana o di un parka, ma anche rinforzate sulle spalle a contrasto e camicie che, a sorpresa, sono botton-down a righe o a quadretti davanti e simili a spolverini in tessuto tecnico, talvolta, di diverse lunghezze dietro da indossare su pantaloni e jeans Levi’s risvoltati sul fondo con inserti di velluto o tartan e sneaker New Balance. Le magliette a righe o dell’università Ucla si trasformano, come in un passaggio verso l’età adulta, nel finale in quelle de L’Antica Pizzeria da Michele dal 1870 (che, recentemente, ha aperto anche a Milano) o della Trattoria Dolomiti Italiane Belluno Dal 1905 che raccontano di passioni legate alla tradizione. Quelle che in un mondo, regolato, ormai, dai ritmi delle novità stagionali che conquistano meno i non più giovanissimi, sono destinate a rimanere più a lungo. Come, del resto, la personalità.

 

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