La creazione è (ri)nascita? Sembrerebbe se Rei Kawakubo, dopo 10 stagioni di abiti scultorei, riflessioni sulla realtà che non tenevano particolarmente in considerazione la portabilità, torna a una semplificazione del messaggio, come affermato in un comunicato rilasciato via e-mail. Già da Prada, passando per Celine, si è iniziata a sentire l’esigenza di un dialogo diretto con chi, per qualunque motivazione, si avvicina alla moda e ogni creativo, in modo più o meno riuscito, ha scelto il proprio linguaggio. In questo caso specifico, riletto attraverso la decostruzione concettuale del lusso. Nella primavera-estate 2019 di Comme des Garçons, allora, la stilista giapponese sceglie di tornare a se stessa. Del resto, cosa c’è di più intimo? All’interno dell’École nationale supérieure des Beaux-Arts, allestisce, dunque, una passerella neutra che evidenzia ancora di più il significato: il corpo. I capispalla drappeggiati in modo irregolare, in lana lavorata o accessoriata da piume e fili di lurex, sono lacerati per svelare prominenze sull’addome che sembrerebbero evocare delle gravidanze, ma anche sui fianchi legate, magari, all’età che avanza segnalata anche dal colore delle parrucche. Trasformazione! Quella di se stessi usando il corpo, quella della moda che ha bisogno di un rinnovamento radicale e quella sociale che deve spezzare le catene del conformismo, che fuoriescono dalle t-shirt stampate con maxi rose o con le lettere del brand, coordinate ai leggings. Solo dalla rottura può scaturire il nuovo. Ma, d’altra parte, la libertà non può nascere se non dalla conoscenza profonda della propria identità, da rispettare come la moda non è più in grado di fare. Snaturandosi, naturalmente, si rischia di perdersi o confondersi in divagazioni dialettiche che non apportano alcun arricchimento maggiore. Niente male per la donna che dal 1973 ispira e continuerà a ispirare la migliore avanguardia e che nel 1983 aprì il suo primo negozio a New York, su Wooster Street, su progetto di Takao Kawasaki, talmente austero da non mostrare neanche il prodotto. E, a proposito di questo, come arriveranno queste proposte nei negozi? Come saranno tradotti questi volumi? Sicuramente, saranno una coraggiosa scelta di campo, come quella che fa Rei Kawakubo a ogni sfilata, senza mai ripetersi. Probabilmente, come dovrebbe fare, oggi, anche il consumatore contemporaneo: spezzare qualunque catena!

 

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