Cosa cerca il consumatore, oggi? Probabilmente, una visione forte nella quale ritrovarsi. Nella varietà di prodotto sul mercato, dunque, sceglierà quello che meglio lo rappresenta sia nel caso dell’abbigliamento che, per esempio, della fragranza, l’accesso certamente più facile, veloce e, spesso, meno costoso al marchio. Sarà per questo che Maison Margiela ha proposto Mutiny, il nuovo profumo creato da Dominique Ropion, il primo firmato da John Galliano, che riflette perfettamente i valori emblematici della maison parigina, fondata nel 1988 e dal 2002 di proprietà del gruppo Otb-Only the brave di Renzo Rosso: decostruzione e sovversione, dal tessuto alla tuberosa. Per il lancio globale, è stata realizzata una campagna multimediale diretta da Fabien Baron, proiettata a margine della passerella, con sei protagoniste, Willow Smith, Sasha Lane, Princess Nokia, Teddy Quinlivan, Molly Bair e Hanne Gaby Odiele, dove ognuna si confronta su temi come conformismo e anticonformismo. Quella diversità che per la primavera-estate 2019 si traduce in gender fluidity, esaltata dal fatto che per la prima volta menswear e womenswear sono accostati, talvolta, ai limiti dell’ambiguità. Ammutinata, quindi, ogni regola se non quella dell’identità, filo conduttore del lavoro dello stilista di Gibilterra al timone creativo dal 2014, nulla è ciò che appare: i pantaloni e le gonne sono sartorialmente disegnati per diventare delle giacche, i cappotti e i maglioni degli abiti, le giacche dei body, le cappe delle camicie. E poiché, come già accaduto, la sperimentazione dell’Artisanal è un laboratorio in grado di fornire spunti da elaborare successivamente nella produzione del prêt-à-porter, da quella per la donna di luglio e dalla prima per l’uomo di giugno vengono ripresi, in una ricomposizione di frammenti per completare le parti mancanti, top di chiffon piumato decorati di paillette dorate su pantaloni di vinile o broccato infilati all’interno dei Santiago boot décortiqué, sottovesti in PVC lavorato a losanghe su sandali con platform altissimi (16 centimetri) e calze coordinate rivestite in silicone e gli smartphone attaccati alle caviglie, completi in tweed spigato su smanicati in pizzo doppiati in georgette trasparente e sneakers iridescenti che sembrano ballerine. Tutto, allora, sembra essere memoria di se stesso, quella da cui trarre ispirazione per immaginare il nuovo. Ma tra tutte le proposte, quale sarà la più convincente? Quella più autorevole! Prima di distruggere bisogna sempre sapere come ricostruire.

 

Comments are closed.