Come si può rinnovare la tradizione? Non è un’impresa facile se si considera un marchio come Schiaparelli, la cui anima è strettamente correlata con la straordinaria personalità della fondatrice. Al posto dei saloni del headquarter di place Vendôme, per la sfilata haute couture autunno-inverno 2018-2019, Bertrand Guyon, al timone creativo dal 2015, sceglie l’inedita cornice dell’Opéra Garnier trasfigurata simbolicamente attraverso una luce rosa shocking. In un’atmosfera onirica, porta in passerella una “Animalia Fantasia” che, guardando agli archivi, rende omaggio agli animali cari a Elsa e separa organicamente, per la prima volta, il giorno dalla sera. Il primo è preciso e rigoroso, quasi total black, in cui i tailleur che segnano il corpo, in lana o in velluto lavorato come il pizzo, svelano inaspettatamente surrealistiche mani scolpite di bronzo o lucchetti come abbottonature, i cappotti lunghi in raso animalier sono dotati di maxi tasche e i pantaloni moiré si confondono con le gonne. La seconda è ironica e vivace, funambolicamente colorata, in cui la pelliccia multicolor ricorda quella di scimmia tanto cara alla stilista italiana, ma francese d’adozione, il cui volto è stampato in bianco e nero sul caftano, le cappe si riempiono di fenicotteri e sono abbinate agli immancabili cappelli-maschera che citano lo stesso animale, gli abiti si riempiono di farfalle tridimensionali o cristalli luminosi che alla fauna accostano la flora. Una femminilità immancabilmente graffiante, come quella (auto)raccontata in “Shocking Life” che, partendo da un esercizio di fantasia, arriva a una pragmatica concretezza, l’unica che può garantire di raggiungere il successo. Audacia e praticità, dalla vita alla moda, pensata da una donna libera e determinata. E, se il futuro si crea dal passato, niente come questa dicotomia, che è l’essenza della maison di proprietà di Diego Della Valle, così radicata nel desiderio di ogni donna può decretarne davvero la svolta decisiva. Sarà arrivato il momento del rilancio? Chissà! Sicuramente, un nuovo volto può consentire una comunicazione più trasversale per aprirsi sempre di più al consumatore contemporaneo.

Foto/photos: Kim Weston Arnold / Indigital.tv

 

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