Tutto e il contrario di tutto? Com’è possibile, allora, proporre qualcosa di nuovo? Sicuramente, negli anni, le visioni immaginifiche degli stilisti non si sono risparmiate sulle passerelle (alcune, fortunatamente, avvalorate anche da una giustificazione più o meno sensata!) per tentare di descrivere, attraverso i loro racconti, il mondo in perenne mutamento. Fornendo significati, logicamente, diversi anche a seconda della prospettiva di lettura. Un po’ come Roma, la città eterna e la città di Fendi, che, al contrario, diventa Amor. Per il marchio di proprietà del gruppo francese del lusso LVMH non è possibile fare lo stesso, ma, anagrammandolo, si può ottenere “Fiend”. Questo è il punto di partenza della primavera-estate 2019 disegnata da Silvia Venturini Fendi che, in questa occasione, ha deciso di collaborare con Nico Vascellari. Una collezione che si muove sul concetto di doppio, idea nata, probabilmente, pensando ai due gemelli appena nati, figli dell’artista e di Delfina Delettrez Fendi. Tutto, quindi, non è come appare, ma molto di più: i soprabiti e i completi sartoriali sono fatti di una rete che li fa sembrare trasparenti, i giubbotti e i pantaloni logati, all’apparenza in pelle o in PVC, sono in realtà in tessuto di carta, le polo lavorate a maglia diventano camicie e i bermuda sportivi gonne. Immancabile rimane il logo, presente ovunque, nella formulazione classica sugli accessori, come la nuova Peekaboo X-Lite, i marsupi, i cappelli, i mocassini con le bande elastiche e i sandali da corsa con le suole ammortizzate, sotto forma di diavoletti (Fiend, appunto) e giochi di parole che si trasformano in stampe sulle camicie, ma anche le carte da gioco sulle t-shirt, dove Fendi è il re, Roma l’asso di cuori, Silvia Venturini Fendi la regina e Karl Lagerfeld, l’altra anima della maison, Jokarl, il jolly. Una dimostrazione di come, cambiando un elemento, tutto può risultare modificato e apparire automaticamente diverso. Perché se anche lo streetwear ha bisogno di cambiare, un rimescolamento può fornire un’infinità di nuovi assemblaggi, quelli che sono alla base del vestire moderno. Dualismo: del resto, dalla lotta tra il bene e il male in poi, è tutto un delicato equilibrio di opposti, come i lati oscuri che ogni uomo inevitabilmente possiede.

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

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