Quali sono gli stereotipi più comuni per un uomo? Forse, quelli legati alla mascolinità che influenzano enormemente il guardaroba e impongono inevitabilmente delle limitazioni. Donatella Versace per la primavera-estate 2019 suggerisce, al contrario, di riappropriarsi del proprio diritto di scegliere, della libertà di accostare i pezzi, anche a contrasto, nonché di emanciparsi dal timore delle critiche altrui. Come si legge nel comunicato stampa, “sono uomini a cui non interessano le regole ed è proprio per questo che li amo, perché prendono posizione, hanno una propria opinione”, afferma la stilista. Non sorprenderà, quindi, di vedere susseguirsi sulla passerella trasparente, insieme a una piccola capsule per la donna (non la resort!), che interrompe un po’ l’armonia delle proposte maschili, giacche gessate da indossare su t-shirt logate e jeans larghi, camicie accostate al corpo, di pizzo trasparente o con le ruches, da portare aperte su pantaloni dal taglio classico, blouson e bermuda di pitone stampato, gilet con ricami di cristalli e completi sartoriali che alternano colori acidi a bianco candido. Le grafiche floreali, riprese dall’archivio, non sono l’unica concessione alla femminilità. Nonostante il prêt-à-porter valga il 54% del fatturato, non possono passare inosservate le Chain Reaction, piccole borse rigide a bauletto della collezione femminile, che i modelli portano a tracolla. Qualcuno sarà disposto comunque a indossarle? Chissà! Soprattutto, in un momento, come quello attuale, dove i confini risultano sfumati e le nuove generazioni tendono a osare maggiormente, sperimentando soluzioni inedite, talvolta, incuranti del risultato. Come avviene con questa prova in cui l’estetica di Gianni Versace, al contrario delle precedenti, non risulta sempre rappresentata al meglio. Nel racconto, infatti, tende a confondersi troppo con la tendenza imperante quando, invece, non bisognerebbe dimenticare che il rinnovato successo della griffe della Medusa, le cui vendite negli ultimi 12 mesi sono cresciute del 18% rispetto all’anno precedente, sono dovute, in gran parte, alla riscoperta di quell’eredità. Del resto, non è importante che la moda sia per tutti, ma che ognuno possa ritrovare in essa un’emozione.

Foto/photos: Luca Tombolini / Indigital.tv

 

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