Se la perfezione è rassicurante a cosa corrisponde l’imperfezione? Probabilmente, alla bellezza di poter scegliere o di poter evolvere, due imperativi inossidabili della moda, soprattutto quella contemporanea, ossessionata dal successo commerciale. E se, generalmente, le domande sono sempre più delle risposte, Francesco Risso, con la primavera-estate 2019 di Marni, immagina, con maggior sicurezza rispetto alle precedenti prove, “supereroi minimi e antieroi massimi” che rifuggano, in tutti i modi, da qualunque “perfezione seriale”. Un punto di svolta che si fa evidente anche nella scelta di traslocare dallo spazio di viale Umbria al garage sotto la Torre Velasca, progettata dallo Studio BBPR e ritenuta da molti l’emblema dell’imperfezione. Una rottura con il passato necessaria per leggere l’attualità, quella reale, attraverso uno spirito analogico. Un po’ come avviene con gli sport (le fitball annunciavano già il tema), rappresentati in passerella, che partendo dall’individualità, caratteristica che va sempre preservata per rimanere lontani da un’omologazione nociva, devono, allo stesso tempo, stimolare la disciplina indispensabile per dare coesione alla squadra, dominata dal desiderio principalmente maschile di riconoscersi in qualcosa. Questa volta, però, si raggiunge con la vulnerabilità di abiti che sembrano non finiti o, quantomeno, modificabili nel tempo. I capispalla in cotone pesante sembrano accappatoi, le maglie, coordinate ai pantaloni pieni di coulisse, corti sotto al ginocchio senza orlo e tagliati in lunghezze diverse, sono in mohair infeltrito a righe che risultano spaiate, come le calze indossate su sneakers o ciabatte di spugna, materiale utilizzato anche per i borsoni, che sembrano di fortuna, i sacchi a pelo vengono trasformati in bomber voluminosi in poliestere e le sovrapposizioni si susseguono apparentemente casuali anche quando mostrano grafiche che citano Florian Hetz e Betsy Podlach. Cos’è rimasto dell’estetica di Consuelo Castiglioni, fondatrice del marchio nel 1994? Poco importa! Ciò che conta è la modernità di una visione che accompagna il pensiero verso nuove opzioni in modo da arrivare, possibilmente, anche alla vittoria. La sfida delle vendite è aperta. E, se si giudicano i risultati delle ultime collezioni, si potrebbe dire che l’obiettivo è stato pienamente centrato.

Foto/photos: Marcus Tondo / Indigital.tv

 

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