“Quante ragazze sarebbero più belle, pensavo, se mettessero a bagno le loro perle nelle onde, nell’elemento-madre; e come acquisterebbero splendore i loro gioielli portati su una pelle dorata dal sole, sulla sabbia!”. L’inossidabilità del legame di Gabrielle Chanel con il mare è nota: nel 1928 comprò per 1,8 milioni di franchi un terreno nell’area di Roquebrune-Cap-Martin, visitata in compagnia del Duca di Westminster, sul quale, in due anni, spendendo circa 6 milioni di franchi, fece costruire La Pausa, dal 2013 di proprietà della maison di rue Cambon. Ora, se Karl Lagerfeld (uscito nel finale con Virginie Viard) ha utilizzato lo stesso nome per la nave da crociera d’inizio secolo, lunga 100 metri, che è stata ricostruita all’interno del Grand Palais per la cruise 2019, data l’impossibilità di averne una vera, le correlazioni con le proposte che hanno sfilato sul molo a cui era fintamente attraccata l’imbarcazione, s’interrompono misteriosamente. L’unica possibile è che rappresentino lo stile di Mademoiselle Coco quanto la sua dimora rispecchiava la sua vita: si dice, infatti, che, grazie alla consulenza di Robert Streitz, avesse ricreato gli elementi architettonici dell’orfanotrofio di Aubazine, nel quale trascorse la sua adolescenza. Bisogna, però, passare dalla Costa Azzurra a quella normanna per ritrovare le radici di questa collezione e fare riferimento ai primi esperimenti della stilista quando nel 1913 aprì il suo primo negozio a Deauville dove, per prima, s’inventò per le sue ricche clienti un abbigliamento adatto ai momenti di vacanza. Così, le sue camicie alla marinara ispirate ai pescatori vengono rivisitate negli chemisier a righe, elasticizzati sui fianchi, abbinati a maglioni in cashmere scozzese, pantaloni al ginocchio, jeans che sembrano consumati dal sole e le immancabili giacche in tweed, trasformate, questa volta, in crop top, dalle spalle arrotondate che, in un singolare gioco di rimandi, richiamano anche le prime esperienze di Lagerfeld per la griffe francese negli anni ’80. Tra gli accessori, scarpe chiuse da un cinturino, perle ovunque, anche sulle cinture, salvagenti che diventano gioielli o borse con funi come tracolle, baschi pieni di simboli iconici, doppie C, camelie e flaconi di N°5, alternati a un paio di cappelli di paglia, foulard, collant bianchi da infermiera e guanti senza dita, tanto cari al couturier tedesco. A un più o meno subliminale invito a “prendersi una pausa”, magari con una crociera sul Mediterraneo, non può che accompagnarsi un guardaroba astutamente fatto di pezzi immancabili nell’armadio di qualunque donna. Dunque, buon viaggio!

Foto/photos: Yannis Vlamos / Indigital.tv

 

One Response to Chanel resort 2019

  1. Andrea says:

    Una perfetta traduzione del look marinaresco accompagnato dalla riproposizione degli elementi plastificati di questa primavera-estate. Da eliminare i jeans strappati e le calzature da bimba.