Tra i soggetti interessati si sono fatti i nomi dei fondi Consilium, Opera e BluO.

The funds Consilium, Opera and BluO and have been named among the interested subjects.

Il destino di Piazza Sempione è legato alla legge fallimentare. Il marchio del fondo LCapital, che fa riferimento a LVMH, ha chiesto l’ammissione al concordato preventivo. Nel frattempo, dopo aver iniziato a trattare con le banche creditrici, ottenendo un temporaneo dilazionamento delle scadenze, i manager della società hanno avviato colloqui con nuovi investitori potenzialmente interessati agli asset e predisposto un piano a tutela dei creditori, dei dipendenti e della continuità aziendale, adesso al vaglio del Tribunale. Tra i nomi circolati ci sono quelli di tre fondi di private equity, gli italiani Consilium e Opera e il tedesco BluO, specializzato in ristrutturazioni aziendali.
La prima offerta prevederebbe un trattamento di tipo concordatario, con affitto di ramo d’azienda mentre l’ultima punterebbe sull’apporto di nuove risorse finanziarie per ricapitalizzare la società. I piani mirerebbero, comunque, al salvataggio del business e non comporterebbero alcun taglio degli oltre 90 dipendenti del brand che ha un debito di una trentina di milioni su un fatturato di 46, da una svalutazione dell’avviamento nell’ordine dei 30 milioni e un ebitda negativo.
Verrebbe, quindi, tagliata fuori LCapital e la vecchia compagine azionaria. La crisi di Piazza Sempione, peraltro, è nata proprio a livello della holding di controllo, la lussemburghese SLPS, della quale ha la maggioranza il fondo francese ma in cui hanno una quota “economica” anche i manager di Piazza Sempione. Una partecipazione anche “operativa ”, invece, è in mano alla famiglia ex proprietaria Monti. Pare sia stata la richiesta di pagamento di un bond in mano a quest’ultima che, mesi fa, ha provocato il default della SLPS, impedendone l’aumento di capitale e la conseguente iniezione di risorse nella realtà milanese che, negli ultimi mesi, è riuscita a raccogliere 18 milioni di euro di ordini per la stagione primavera-estate 2013, in linea con il budget.
Le discussioni, d’altra parte, potranno realisticamente partire solo dopo che il tribunale fallimentare si sarà espresso in merito alla richiesta di concordato preventivo. Dall’esito si capirà, inoltre, il grado di copertura dei debiti ed emergeranno in modo più chiaro le responsabilità operative e societarie della crisi.

 

Comments are closed.