Il turnover degli stilisti non si ferma: Jil Sander torna al vertice dell’etichetta omonima ma chi prenderà il posto di John Galliano da Dior?

Lots of moving around at fashion houses: Jil Sander is back at her namesake label but who will replace John Galliano at Dior?

Da una parte, i proprietari di Jil Sander Group, Onward Holdings Co. e la sussidiaria europea Gibò, confermano il ritorno della stilista tedesca ai vertici creativi dell’etichetta omonima fondata nel 1968 e “salutano la nomina di Jil Sander – si legge in una nota – come un importante step per promuovere una crescita a lungo termine, parte del piano strategico che ha portato all’acquisizione del marchio nel 2008”. Dall’altra, con un comunicato, “Yves Saint Laurent annuncia che il direttore creativo Stefano Pilati, che dal 2004 è alla guida creativa della maison e che ha avuto un ruolo di primaria importanza nella ricostruzione e nel riposizionamento di un brand iconico del lusso francese, lascia la casa di moda. Grazie alla visione, alla guida e alla direzione creativa di Stefano, la fashion house è diventata un riferimento contemporaneo nel campo della moda di alta gamma. Stefano presenterà la sua ultima collezione femminile per l’autunno-inverno 2012-2013 il 5 marzo 2012 a Parigi. Nelle prossime settimane la maison annuncerà il nome di un nuovo direttore creativo. Yves Saint Laurent e PPR desiderano ringraziare Stefano per i suoi straordinari contributi e gli augurano tutto il meglio per le sue attività future”.
“Tutti da Yves Saint Laurent – ha commentato Paul Deneve, ceo di Yves Saint Laurent – siamo grati a Stefano per gli importanti risultati ottenuti nell’affermare la mission di questa casa di moda storica e universalmente apprezzata e nel decretarne il successo”.
“Mi unisco a Paul Deneve e alla maison Saint Laurent – ha dichiarato anche François-Henri Pinault, presidente e ceo di PPR – nel ringraziare Stefano per la sua dedizione e per il suo contributo alla storia di Yves Saint Laurent. Personalmente gli auguro tutto il meglio”.
“Lascio la casa di moda – ha aggiunto il designer 47enne, formatosi negli anni ’80 con uno stage presso Nino Cerruti e in seguito collaboratore di Armani e sviluppatore delle linee di prêt-à-porter per Prada e Miu Miu, arrivato da Yves Saint Laurent nel 2000, come assistente dell’allora direttore creativo Tom Ford – con la ferma consapevolezza di tutto ciò che siamo riusciti a ottenere e con una profonda gratitudine nei confronti di tutti coloro che mi hanno sostenuto lungo il cammino. Auguro alla maison Yves Saint Laurent e al suo nuovo direttore creativo tutto il meglio per il futuro”.
E adesso? Sarà Raf Simons, che ha appena lasciato Jil Sander che disegnava dal 2005, o Hedi Slimane, protagonista delle indiscrezioni di stampa circolate nel fine settimana, ad assumere il timone da Yves Saint Laurent? Per lo stilista francese, nato nel 1968, sostenuto da Pierre Bergé, che già all’età di 27 anni si era conquistato il ruolo di designer di punta per il menswear prima dell’ingresso di Tom Ford e di direttore artistico di Yves Saint Laurent Rive Gauche sarebbe un ritorno: dopo il passaggio al Gucci Group avvenuto nel 2000, Slimane nel 2001 aveva accettato l’offerta di LVMH per la direzione di Dior Homme, dove è rimasto fino al 2007.
Raf Simons, comunque, insieme a Christopher Kane, è tra i candidati più accreditati come direttore creativo di Christian Dior al posto di John Galliano per il quale ora si parla di un incarico da Elsa Schiaparelli, un’altra griffe nell’orbita del Gruppo Della Valle, Tod’s. Tempo fa si era già pensato a Olivier Theyskens, Roland Mouret o alle sorelle Mulleavy di Rodarte come possibili nomi per questa posizione.
Per ora nessun commento ufficiale da parte dei diretti interessati ma tutti questi interrogativi potrebbero essere sciolti durante la settimana della moda di Parigi.

 

One Response to Stefano Pilati fuori da Yves Saint Laurent / Stefano Pilati out at Yves Saint Laurent

  1. Anonimo says:

    Se Pilati se n’è andato di sua spontanea volontà per perseguire nuovi obiettivi, sono contento per lui e spero che faccia bene. Se l’hanno cacciato allora sono esterrefatto, perché le ultime sfilate erano una più bella dell’altra e sapevano unire stile, eleganza, ricerca e portabilità. Se nonostante ciò non vendevano (ma non mi pare che sia così) il problema è della società, non dello stilista.