Un viaggio, un vero meditation tour, dalla sera al mattino, dal materialismo alla semplicità, dalla city all’Himalaya. Una presentazione forte, che vuole esprimere la volontà di movimento di pensiero e dell’approccio alla vita. Dall’urbano alla scoperta del proprio io, alla purificazione. Ed è così che la collezione è suddivisa: in tre parti, le fasi che l’uomo Frankie Morello attraversa per raggiungere la libertà.
Nella prima, espressione dell’attaccamento ai beni materiali, sono utilizzati colori e materiali che ricordano la città. L’uomo della city nella sua quotidianità, che segue le regole dell’urbanizzazione e che il contesto storico temporale definisce e impone. La fase centrale, in cui l’essere umano inizia a sentire un’urgenza di cambiamento, un’evoluzione che avviene passo dopo passo con l’inizio di un percorso interiore. Infine, terza e ultima fase, in cui la leggerezza diventata lo stile di vita da seguire e l’abbandono delle cose materiali giunge a compimento.
La spiritualità è protagonista di questa storia, portando l’uomo alla quasi nudità, simbolo di una presa di coscienza abbandonata da anni.
Gli abiti diventano simbolo della trasformazione e ne scandiscono il passaggio attraverso i materiali, le applicazioni e i colori che si diversificano e assumono leggerezze diverse, dando un’immagine chiara della metamorfosi, fino ad arrivare a un’ipotetica consapevolezza di sé.
La sfilata è stata accompagnata dalla performance live di Burger Girl, progetto musicale e alter-ego di Benjamin Dukhan, artista eclettico francese emergente che con il suo universo “electro-bitch” unisce durezza e sensualità a romanticismo e spiritualità, attraverso un viaggio che diventa anche musicale.
Lo show ha visto, inoltre, la presenza di Giuseppe Sartori, una delle personalità più interessanti sulla scena teatrale italiana, parte della nota compagnia Ricci e Forte. Il teatro rappresentato è ormai diventato famoso e fonte d’ispirazione per diverse altre realtà contemporanee: ricco d’immagini perfette, curate e costruite in meticolose architetture teatrali, inquietanti, colorate, a volte addirittura impudiche.

Foto/photos: courtesy Frankie Morello

 

2 Responses to Frankie Morello autunno-inverno 2012-2013 / Frankie Morello fall-winter 2012-2013

  1. Matteo says:

    Nonostante il solito rimpasto, migliora nella seconda parte.

  2. fendissima says:

    Talmente fuori dal coro da risultare divertente. Estemporanea e poco credibile.