Paola Frani si ispira alla donna cigno e porta in passerella romanticismo e ricercatezza. La sua vanity lady riscopre il gusto del vestire capi adatti a una serata importante. Un’eleganza sofisticata che gioca sui colori del bianco e nero, con temi in cipria o azzurro leggero. La piuma è il fil rouge della collezione, abbinata a chiffon e seta. Massima attenzione ai dettagli: dai collari rigidi, agli inserti in paillette, ai guanti di pelliccia o scamosciati, lunghi e affusolati fino alle spalle.
Sofisticata e implacabile gioca il suo ruolo tra bene e male, tra materiale e impalpabile, tra lusso e minimalismo, tra luci e ombre, tra forza ed eleganza, tra sensualità e rigore.
È una creatura crepuscolare e misteriosa, un cigno nero le cui piume ricordano il buio della notte e dell’anima ma sprigiona anche la luminosità di un’aurora boreale.
Spirito rarefatto dell’ambiguità, incanta con la stessa eleganza e charme delle Divine anni ’30. Non c’è affezione o artificio ma un naturale e istintivo desiderio di seduzione.
Le linee degli abiti richiamano quelle delle muse del cinema rivisitate in chiave moderna, pulite e design come nel cappotto in panno cashmere con macrovolant.
La silhouette è spesso rigorosa e severa: tuta in cady con scollo-tuffo e collare, giacche avvitate con dettagli in pelle e pantaloni a vita alta lasciano intravedere una femminile camicia in pizzo pitone.
Charmeuse garçonne. Dal pizzo pitone al pizzo pavone dell’abito piume nappa la seduzione passa attraverso le trasparenze, l’effetto nude look della casacca di seta con piume marabù e l’incorporeo point d’esprit della blusa rouche. Glamour poetico a pois bianco-nero.
Se i ricami metallici illuminano i top in jersey crêpe e jersey velo, le applicazioni di frange marabù, piume macramé e jabot di piume di struzzo sono i segni di un neo-edonismo contemporaneo.
Una maxi-piuma dai colori pastello più che stampata sembra appoggiarsi delicatamente su abiti drappeggio, mentre la stampa cigno si fonde a effetto acquerello sul froissé bianco dell’abito.
Il nero, il cipria e il bianco sono i colori fondamentali e si alternano a toni femminili come il rosa vapore, il glicine e l’iceberg. L’astrattismo cromatico, geo-caleidoscopico, nella stampa pixel su satin, racchiude tutta la tavolozza della collezione.
Fettucce di mongolia percorrono il maxi gilet e la mantella di lana: vaporose, voluttuose, vanitose.
Flash gold & silver sugli accessori, il collare design in rutenio e pelle riluce di tutta la forza del metallo su affusolati colli da cigno.
Sandali di vernice, con tacco e plateau, hanno suole con carro armato e piume sulle talloniere.

Foto/photos: Daniele Guidetti

 

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