Si fa sempre più probabile una revisione delle regole relative all’acquisizione di quote di una società trattata in Borsa.

The rules on the acquisition of a publicly traded company’s shares are likely to be revised.

Jean-Pierre Jouyet, presidente dell’Amf, l’authority che vigila sui mercati finanziari, ha affermato in un’intervista rilasciata alla stampa francese che il ministro dell’economia Christine Lagarde avrebbe l’intenzione di modificare la legge sul superamento della soglia del 5% dopo l’operazione che ha portato LVMH a controllare il 17,1% del capitale di Hermès, adeguando le norme relative alle dichiarazioni di superamento delle soglie di possesso del capitale con quelle dei regolamenti finanziari degli altri Paesi europei.
In particolare, si dovrebbe tenere conto non solo delle azioni effettivamente possedute ma anche di quelle potenziali. Come è noto, il colosso del lusso guidato da Bernard Arnault ha inizialmente rastrellato sul mercato il 14,2% del capitale per poi salire, utilizzando derivati come gli equity swap, al 17,1%.
La domanda che ancora non ha trovato risposta è come sia stato possibile rastrellare quasi i tre quarti del flottante di un’azienda senza dichiararlo al mercato. L’Amf, comunque, sta continuando a studiare il dossier per verificare la correttezza dell’acquisizione ma le indagini potrebbero durare un anno. Si ipotizzano, inoltre, regole più restrittive per l’esercizio, da parte del top management, delle stock option di una società mentre dalla stampa si apprende che Antonio Belloni, managing director di LVMH, il giorno in cui il gruppo ha raggiunto il controllo del 17,1% di Hermès, ha esercitato parte delle proprie opzioni e rivenduto le azioni LVMH realizzando una plusvalenza di 17,6 milioni di euro.
Pierre Godé, vicepresidente di LVMH, d’altra parte, ha replicato che le norme finanziarie sono state rispettate e che non c’è stata alcuna logica di “presa di controllo rampante”. La società ha deciso di trasformare gli equity swap, detenuti sin dal 2008, in azioni dopo indiscrezioni “abbastanza precise”, in base alle quali un potente gruppo estero del settore e alcuni fondi di investimento cinesi erano interessati ad acquistare quote della maison di rue du Faubourg Saint-Honoré. Inoltre, il board di LVMH è rimasto sorpreso dall’ostilità della famiglia Hermès che negli anni Novanta aveva in portafoglio il 15% della griffe.
Si preparano, intanto, le contromosse di Hermès che sembra stia studiando l’accorpamento delle azioni in una holding non quotata. Bertrand Puech, presidente del board ed esponente di uno dei rami maggiori della famiglia fondatrice, avrebbe dichiarato che Bnp Paribas e alcuni legali sono stati incaricati di vagliare le diverse opzioni per cautelare i discendenti di Thierry Hermès che sembra detengano oltre il 70% del gruppo. L’attribuzione delle azioni della società, comunque, rimane avvolta nel mistero: secondo un comunicato, la quota sarebbe vicina al 75% malgrado si parli anche di una partecipazione inferiore al 5% in capo alla svizzera Richemont.
 

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