Una nuova morfologia spaziale e una forte tridimensionalità costruita come una delle sinuose sculture in bronzo blu di Tony Cragg o come l’architettura parametrica (o il design) di Zaha Hadid che ripudiano ogni forma geometrica tradizionale per privilegiare volute e “splines”, parabole e spirali, superfici mosse e malleabili, forme fluide e dinamiche.
La linea, partendo da una forma bombata, ovoidale, lievita poi grazie a pannelli verticali ondulati, maxi rever avvolgenti, volute, colli a cratere aperti, spalle a soffietto, pantaloni con falsi sfondi piega, giacche e miniabiti con corpetti a pieghe aperte come un origami, pannelli ripiegati di sapore giapponese, pieghe petalo in short e pantaloni, gonne o maniche pouf, asimmetrie sovrapposte, abiti monospalla e monomanica, maxiampiezze ottenute in maglieria grazie a una magistrale progressione di “calati”, spalline a torchon, alternanze bicolori nel più desiderabile bianconero per la sera.
Completano il look sandali colorati a tacco alto con plateau a contrasto, cinture glitter con fibbia a placca/specchio, borse molto colorate, pochette in gomma nera con particolari a colori, collane multiple a semicherchi metallici rigidi appesi a catenelle o a stringhe coda di topo.

 

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