Disegnata dai nuovi stilisti inglesi Marcus Constable e Catherine Brickhill, la griffe rivoluziona il design dell’abito, sino a renderlo scultura. Un totale omaggio al volume: capi dalla forma tridimensionale, per donare all’outfit un effetto statuario, geometrie che donano consistenza ai look in garza di seta, organza e taffettà metallizzato, spessore ma senza costrizioni nelle camicie che si allungano, diventando originali abiti per il giorno.
L’evoluzione delle forme passa anche attraverso il tessuto. La materia parte da linee, toni e sembianze vintage per poi scegliere la via della sperimentazione tecnologica: materiali plissettati, rigidi o pieghettati, con effetto origami, stampe trompe l’oeil di pizzi e merletti lavorati su chiffon a strati, guizzi dall’effetto metallico e rilievi si ritrovano pure nelle stampe barocche che rivestono completamente il cotone e la pelle. Un chiaro riferimento all’Art Decò, la simbologia dei pittori Ferdinand Knopff o del tedesco Gerhard Richter ma anche alle illustrazioni dell’eccentrico artista inglese Aubrey Beardsley, amico di Oscar Wilde.
Cotone e vitello, sempre used, per i modelli dall’impatto militare o per quelli più morbidi e destrutturati di lana leggerissima o lamé.
Per la sera, gli orli si allungano quasi fino a terra, addolcendo la silhouette con ricami retro. La maglieria ha fibre preziose con giochi di metallo pieghettate, che contrastano con le righe geometriche.
Materie che si plasmano in abiti: dalla seta grezza e rigata, al crêpe di satin drappeggiato. Ma anche il jersey di cotone, la tela grezza o il lino a righe per un lusso destrutturato.

 

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