Waikiki, Pipeline, Sunset Beach, Malibù: gli spot più affascinanti del surf anni Settanta, il look rilassato, le fantasie, la musica di quel movimento si trasformano in punti di partenza per gettare le basi di un’estetica maschile sofisticata e destrutturata. Niente richiami allo sport: al contrario, l’attenzione si rivolge al ripensamento dello stile e dei capisaldi del guardaroba da uomo.
Si inizia dalle giacche, in juta di lino effetto sacco o di stuoia intrecciata di cotone e lino, due bottoni, doppiopetto o field jacket con zip.
Il lavoro sulle grafiche riguarda le camicie, tutte con dettagli tagliati al vivo, che si accendono di disegni a piccoli ananas, di motivi camoufalge-pittorici che ricordano gli esperimenti di Andy Warhol e di un elegantissimo pois in bianco e nero ma anche le t-shirt che mischiano palme in versione fluo a numeri craquelè fino a un ironico slogan “I love MSGM”.
Bermuda, chinos e pantajogging riprendono uno dei tessuti più cari al brand, il cotone di tela “paracadute”: sono le forme, rilassate ma asciutte e aderenti, a rendere tutto più nuovo e inconsueto.
La felpa si accosta al canvas, in un mix di morbido e rigido, mentre la maglieria annovera l’effetto corda e la costa inglese con tagli essenziali non troppo aderenti al corpo.

 

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