Christophe Lemaire, già direttore creativo di Lacoste, succederà a Gaultier a partire dalla collezione per l’autunno-inverno 2011-2012.

Lacoste creative director Christophe Lemaire will replace Gaultier starting with the fall-winter 2011-2012 collection.

Jean Paul Gaultier lascia la direzione artistica del prêt-à-porter femminile di Hermès, dopo sette anni di collaborazione. Ad affermarlo è un comunicato del gruppo francese. A partire dall’autunno-inverno 2011-2012 Gaultier sarà sostituito da Christophe Lemaire, già direttore creativo di Lacoste per otto anni, che, a sua volta, lascerà il suo incarico nel settembre 2010, subito dopo la sfilata della primavera-estate 2011 a New York. L’arrivo di Lemaire è stato confermato da Lacoste e Devanlay, licenziataria mondiale dell’etichetta per l’abbigliamento, il quale annuncerà a fine anno il successore “che avrà il compito di riconquistare il mercato femminile e ringiovanire il marchio”.
Lemaire era approdato in Lacoste con l’obiettivo di dare un’immagine più sofisticata alla collezione, reinterpretandone i valori intrinseci di eleganza e autenticità.
“Il lavoro da lui svolto ha consentito al marchio di imporsi con il suo stile nel panorama dello sportswear chic”.
L’ultima collezione firmata dall’enfant-terrible della moda, invece, sarà quella per la primavera-estate del 2011 che verrà presentata in passerella il prossimo ottobre a Parigi.
“Dopo sette anni di proficua partnership creativa – si legge nella nota – Hermès e Jean Paul Gaultier, direttore artistico del prêt-à-porter femminile, hanno deciso di mettere fine alla loro collaborazione. Jean Paul Gaultier potrà così concentrarsi su progetti personali. La collezione per la primavera-estate 2011 che sfilerà nell’ottobre 2010, sarà l’ultima creata da Jean Paul Gaultier per Hermès. Hermès è profondamente riconoscente a Jean Paul Gaultier per il suo notevole apporto creativo in questi sette anni”.
Indubbiamente, la nomina di Lemaire rappresenta una svolta più commerciale per la linea femminile del marchio che, molto probabilmente, punterà verso lo sportswear: sotto la guida di Martin Margiela prima e di Jean Paul Gaultier dopo, ha assunto un approccio avant-garde che, malgrado i consensi della stampa specializzata, non ne ha riscossi altrettanti nelle vendite.
Rimane, comunque, un legame tra la società fondata nel 1837 da Thierry Hermès e il couturier 58enne poiché, il colosso francese è proprietario quasi della metà della maison che porta il suo nome: il 35% acquistato nel 1999 è passato al 45% nel settembre 2008 facendo di Hermès il secondo maggiore azionista dopo lo stilista stesso. A questo proposito, nonostante l’azienda smentisca progetti di vendita della propria quota, ci sono elementi che lo lasciano supporre: Hermès, infatti, non possiede la redditizia licenza dei profumi che appartiene a Beauté Prestige International ma la collezione couture e accessori che non garantiscono una redditività così performante.
Se Hermès vendesse, per Jean Paul Gaultier potrebbe ripetersi il destino spettato a Christian Lacroix: dopo aver lasciato Emilio Pucci nel 2005, la LVMH ha ceduto il suo pacchetto azionario al Gruppo Falic che ha portato alla bancarotta quattro anni dopo.
Da non dimenticare, infine, la recente scomparsa, all’inizio di maggio 2010, di Jean-Louis Dumas, presidente e direttore artistico di Hermès fino al 2006, nonché anima del gigante del lusso negli ultimi 28 anni. La sua morte e l’uscita di Gaultier, chiamato da Dumas nel 2003 a dare nuovo slancio alla linea femminile della casa di moda, riaccendono le voci sulle sorti e sul futuro del gruppo da 1,9 miliardi di euro di ricavi 2009.

 

9 Responses to Jean Paul Gaultier lascia Hermès / Jean Paul Gaultier leaving Hermès

  1. giulia says:

    Trovo tremendamente preoccupante questa estrema tendenza a commercializzare tutto. Ora chi ha detto che anche il lusso deva diventare commerciale?

  2. fendissima says:

    Jean Paul ultimamente era meglio da Hermès che nella sua linea.

  3. Salvatore says:

    Dovremmo aspettarci una serie di polo con cavallini e simboli equestri vari?

  4. fendissima says:

    Aspettiamo e vediamo. Da Lacoste, Lemaire ha fatto un buon lavoro.

  5. Dudù says:

    Mi preoccupa quel "puntare sullo sportwear" … quanto mi preoccupa.

  6. Dudù says:

    Ufficiale: Sarah Burton, braccio destro di Alexander McQueen, prende il suo posto come creative director.

  7. Matteo says:

    A me piacevano le collezioni di Gaultier per Hermès. Quando era stato nominato ero un po' scettico ma poi come si è visto ha fatto un ottimo lavoro.@ giulia non sarebbe il primo caso che qualcosa di valido non riscuota successo presso il pubblico (la logica dei compratori a volte è un po' misteriosa) ma bisogna ricordare che al di là di tutto le decisioni manageriali tra cui anche le nomine dei direttori creativi non sono fatti solo in funzione delle vendite.

  8. Salvatore says:

    Anche a me non dispiaceva, molto quella ispirata ad Amelia Earhart poco quella un po' cowboy. Per questo la scelta di Lemaire mi sembra un salto decisamente troppo radicale.Probabilmente la nomina di Gaultier era adatta al momento storico in cui è stata fatta, Dumas sicuramente era molto lungimirante mentre quella di Lemaire va bene per il periodo che stiamo attraversando in cui vendere diventa un imperativo categorico.

  9. Anonymous says:

    Non ho mai trovato un nesso tra Gaultier ed Hermes, preferivo la collaborazione di Margiela perchè lo stile era più sobrio ed elegante, in linea con la maison.