Si torna a parlare della possibilità di una fashion week maschile a New York.

The possibility of a menswear fashion week in New York City.

Un tentativo è già stato fatto un paio d’anni fa attraverso una collaborazione tra Enk e Img ma non è decollato. Adesso, però, pare che l’idea di una settimana della moda maschile a New York non sia definitivamente caduta e l’opportunità o meno di rilanciare il progetto sia tornata alla ribalta soprattutto dopo le dichiarazioni di Thom Browne sulla possibilità di presentare la sua linea a Parigi e a voci circa l’intenzione di Marc Jacobs di mandare in pedana la sua collezione uomo e di volerlo fare a Milano: ad affermarlo è Elyse Kroll, fondatrice e chairman di Enk, che sottolinea come in questo momento a New York si assista a un proliferare di nuovi talenti che necessitano una piattaforma per le loro presentazioni.
“Potrebbe riunire fashion show, presentazioni e saloni – ha detto – ci stiamo lavorando, faremo un annuncio nel giro di qualche settimana”.
Attualmente, al menswear è riservato un ruolo secondario nella fashion week newyorkese, dove è il womenswear a dominare la scena. Le date, infatti, sono troppo ritardate per le esigenze del business uomo, soprattutto nell’edizione autunnale. Considerato il loro posizionamento, circa tre mesi dopo le sfilate maschili di Milano e Parigi, risultano troppo distanti dalle tempistiche dei produttori europei che realizzano gran parte delle collezioni dei designer statunitensi dedicate all’uomo. Non a caso molti di loro non fanno sfilare la linea per lui o, se lo fanno, scelgono la kermesse milanese o parigina.
Alla crescente reputazione del menswear “designed in the Usa” che sembra giustificare un approccio diverso all’iniziativa newyorkese dedicata alla moda maschile si accompagnano, d’altra parte, le perplessità circa la difficoltà di portare la stampa internazionale oltreoceano due volte a stagione e al posizionamento di questa nuova fashion week in un calendario internazionale già fitto di appuntamenti.

 

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