L’azienda italiana di pelletteria debutta con una capsule collection affidata al designer berlinese Kostas Murkudis.

The Italian leather goods company debuts with a capsule collection of the Berlin-based designer Kostas Murkudis.

Nonostante il tormentone Mariella Burani, azionista di riferimento insieme a 3i della divisione APBags a cui appartiene il marchio emiliano di Sala Baganza (PR), Coccinelle procede per la sua strada e presenta dei nuovi progetti, ossia una capsule collection sviluppata in collaborazione con Kostas Murkudis.
L’accordo stipulato con il designer greco, ma berlinese d’adozione, segue quello finalizzato con Barbara Hulanicki, fondatrice dello storico brand Biba, della cui collaborazione si avvale da tre anni per una limited edition di borse.
Questo progetto, invece, che segnala l’interesse di Coccinelle per la Germania, territorio dove è attivo un monomarca a Colonia, prevede la realizzazione di una mini collezione di dieci modelli per l’autunno-inverno 2010-2011. La linea, declinata in tre temi, è caratterizzata da una matrice urban ed è stata presentata nel corso della fashion week di Berlino tenutasi a fine gennaio.
I prezzi si posizioneranno al di sopra della media della linea Coccinelle, “perché sono accessori che richiedono lavorazioni complesse”, ha detto Angelo Mazzieri, amministratore delegato della realtà inserita nell’orbita di Antichi Pellettieri. Tuttavia, il target di riferimento sarà, come per Coccinelle, “la donna che lavora, attenta all’estetica ma anche alla funzionalità”.
Nel curriculum di Murkudis spiccano esperienze presso Joop, Helmut Lang, Schiesser, Diesel e Johnston Cashmere, oltre a una linea con il suo nome.
Intanto, all’udienza presso il Tribunale di Milano, sull’istanza di fallimento nei confronti di Burani Designer Holding, società che attraverso Mariella Burani Family Holding controlla il 71% del Mariella Burani Fashion Group, l’azionista di maggioranza Walter Burani ha dichiarato di volere salvare il gruppo reggiano.
Le trattative con le banche, però, sono in stand-by da tempo e dopo l’uscita di scena dell’advisor Mediobanca ora si parla dell’arrivo di Banca Leonardo. Come riportano i media, inoltre, l’iniezione di 50 milioni di euro da parte della famiglia Burani, non sarebbe però più sufficiente per salvare il gruppo della moda. A questa cifra dovrebbero essere aggiunti altri 10 milioni ma sembra che agli istituti di credito coinvolti non bastino le garanzie offerte con le società in capo a Greenholding.

 

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