60 Responses to Valentino haute couture primavera-estate 2010 / Valentino haute couture spring-summer 2010

  1. Dudù says:

    Bisogna riflettere

  2. Salvatore says:

    C'è poco da riflettere. Dov'è finita l'identità del brand? Guardando questa sfilata mi viene solo da dire che è un orrore senza precedenti.

  3. freak bitch says:

    Le clienti storiche di Valentino compreranno questa roba?Questa sfortunata haute couture parigina non avrebbe potuto finire peggio.

  4. Dudù says:

    Io devo riflettere… devo riflettere

  5. Anonymous says:

    Quanto avranno riso le famose première a fare abiti come questi? Ero già preparato al peggio ma mi sono dovuto ricredere. Non c'è limite nemmeno al peggio.

  6. Anonymous says:

    A Dudù:vuoi percaso rivedere l'ultimo tuo commento lasciato nella collezione uomo YSL A/I 2010?

  7. ale says:

    Non riesco a capire. La Facchinetti non vendeva, questa roba qua invece va bene?Pagherei per avere un commento di Alessandra.

  8. fendissima says:

    Al di là di qualunque considerazione qua non c'è niente di couture. Io al contrario mi chiedo cosa stiano pensando Garavani e Giammetti in questo momento. Dove sono finiti il lusso, la bellezza e l'eleganza a cui Valentino teneva tanto? Credono che una giovane che compra abiti couture indosserebbe questi pezzi?Direi che è quasi peggio della fine di Ungaro. A questo punto, anche da Ungaro potrebbero fare la couture e affidarla alla Lohan. Nemmeno MacDonald da Givenchy arrivò a tanto. Sono disgustata.

  9. Edward Phelan says:

    Io credo che non rilasceranno commenti, ma sarei felice di sbagliarmi.

  10. ale says:

    Se Garavanni e Giammetti rilasciassero commenti sarebbero sicuramente positivi, al di là di quello che effettivamente pensano. Non si metterebbero mai contro i loro pupilli.

  11. Matteo says:

    Amen.

  12. giulia says:

    Dove sono finiti gli archivi delle prime sfilate del duo? Siamo passati da McQueen e Valli della scorosa couture a Balenciaga e Versace? Quel che è peggio però è che anche le scarpe sono orrende e questo è imperdonabile. Mi spiace, non si diventa couturier dall'oggi al domani.

  13. ale says:

    Per giulia:Secondo me la Facchinetti lo era diventata a pieno titolo in una sola volta!Questi due non sanno che pesci prendere e vagano spaesati. Anche la collaborazione con Tracey ha ampiamente stufato.

  14. Miki says:

    Se osservate attentamente ci sono tutti i dettagli di Valentino: le plissettature, i fiocchi, le trasparenze, le balze, le ruches, le piegoline, i fiori, i ricami e il rosso. Ma dov'è l'eleganza di Valentino? Una collezione senza alcuna logica.

  15. giulia says:

    Ale, diciamo che Alessandra era sulla buona strada. Vuoi? Non si diventa couturier con una sola sfilata. Partire da una buona base lascia ben sperare per il futuro ma non si può dire tutto e definire uno stile con un'unica collezione. La strada era ancora molto lunga. Indubbiamente, non era inciampata in qualcosa di raccapricciante.Miki, non bastano dei dettagli per fare una collezione. Qua si parla di essenza, di estetica, di bellezza, di eleganza, cifre che non mancavano mai (o quasi) da Valentino. In questa collezione cosa c'è? Abiti commerciali da diffusion line?

  16. J'adore Dior says:

    Se la couture dovrebbe essere un sogno, questo è un incubo. Ridicola.

  17. ale says:

    Per giulia:Si, è indubbiamente tutto giusto quello che scrivi. La mia affermazione è derivata proprio dal vedere un simile scempio e pensare a cosa era riuscita a fare la Facchinetti con una sola couture.Peccato. Non le hanno dato il tempo.

  18. Matteo says:

    La scorsa stagione ero speranzoso. Il cambiamento sembrava promettente. Guardando questa collezione riesco solo a pensare che la mia speranza è stata vana. Vedremo cosa sarà nella prossima couture (se ci sarà).

  19. Anonymous says:

    Imbarazzante. Lacroix non ha un budget per fare una sfilata di alta moda e poi si vedono queste cose? Non ho parole.

  20. freak bitch says:

    Se si pensa a tutte le principesse che Valentino ha vestito nella sua carriera, vi immaginate la principessa Rania vestita così? lol

  21. fendissima says:

    Una sfilata come questa dovrebbe farci riflettere sul significato della couture oggi.

  22. Miki says:

    @ Giulia: intendevo la stessa cosa con altre parole.@ Fendissima: probabilmente è il segno dei tempi. Basta vedere come certa gente va in giro.

  23. Dudù says:

    Ora è uscita una nuova regola, che non si diventa couturier con una sola collezione ( collezione e non sfilata… la sfilata la fanno le modelle sulle passerelle). Quello che conta è il genio… e Alessandra è stata geniale. Punto. Il resto lo fanno le sarte… neanche Valentino cuciva più.Per quanto riguarda questa collezione per me è troppo carioca… quello che la inficia di più sono i colori. Non siamo abituati a pensare a una couture del genere.. è inaspettata, spiazzante… nuova nel suo genere… manca l'aspetto sognante… e tutta quella serie di preziosismi che effettivamente ci rincuorano sempre. Sicuramente farà la felicità delle figlie dei rampolli.Poi, che strano, prima la maison Valentino non la cagava, passatemi il temrine ma è quello giusto, nessuno… ora è è diventata il fiore all'occhiello del periodo delle couture. Il duo sa quello che fa… lo avevate dato per spacciato con la prima couture, crocefissi entrambi dopo il primo outfit e la seconda collezione per l'inverno… con la couture successiva e la SS 2010 li avete osannati… fior di articoli su tutti i giornali: Il meraviglioso mondo di Valentino rinasce con il duo… un sogno che rinasce… gli editoriali si riempiono nuovamente degli outfit della maison e il red carpet viene ripopolato dal grande marchio… ora nuovamente si urla alla catastrofe. L'approccio non è quello giusto… il duo non è errabondo e senza identità ma sonda il mercato, propone una nuova visione del brand… un pò come Ghesquiere da Balenciaga. E a chi dice dov'è l'eleganza di Valentino io dico: perchè quella di Cristobal Balenciaga dov'è???Quando una stilista abbandona il mondo della moda non serve un'altro designer che lo sostituisca realizzando delle copie e se un marchio viene stravolto ben venga, magari ne esce qualcosa di buono.

  24. Dudù says:

    Anzi, aggiungo questo trafiletto ripreso da un famoso sito di moda:Elegante metafora maschile per rendere l'idea dell'eterna pericolosità femminile? No, piuttosto un modo per spiegare quella che stavolta è davvero una svolta sulla scena della più blasonata maison italiana.Valentino oggi si presenta in passerella, a Parigi, con abiti d'alta moda lavoratissimi e preziosissimi ma inusitatamente leggeri e 'destrutturati': l'aggettivo non rende giustizia a una collezione ovviamente molto sartoriale, dove lo studio della struttura è parte fondamentale del lavoro, ma dà l'idea di una certa 'nonchalance', di una lievità colorata e lavorata che si posa sul corpo quasi per caso, con un colpo di vento.Maria Grazia Chiuri e Pier Paolo Piccioli, i due stilisti alla guida globale della creatività Valentino, hanno immaginato un eden virtuale, pericoloso e magico, un tantino ossessivo e inquietante, ma molto contemporaneo: la scena della sfilata è molto cool, animata dalle proiezioni, vegetali e digitali, di una videoartista americana, Jennifer Steinkamp. Perché occorre – spiegano i due – far piazza pulita di una certa immagine retro rimasta appiccicata all'alta moda che oggi, più che mai, interseca l'arte moderna.Facciamo una domanda banale, ma inevitabile: vi state liberando del 'complesso' del maestro Valentino Garavani? Maria Grazia, con aria sincera, risponde così: "Non ho mai sentito il peso della tradizione, anzi ne sono orgogliosa, mi appartiene profondamente. Non credo di avere un'estetica diversa, credo che se Valentino avesse la nostra età, oggi farebbe anche lui un'operazione analoga alla nostra. La couture deve esssere sperimentazione".Dunque, questa alta moda, apparentemente senza costruzione, del genere 'me la infilo e vado', è pensata – questo è certo -per le nuove ragazze cool del ricco mondo internazionale. Quelle che si potranno permettere di spendere, o far spendere, perfino 200 mila euro per un abito da gran sera che scivola addosso come una cipria sottile e diventa uno strascico di fiori che galleggiano sull'acqua come ninfee. Per dare meglio l'idea della collezione, si può dire che i colori, come risultato finale, nascono dalla stratificazione di impalpabile chiffon e dalle lavorazioni, con un effetto di trasparenze cangianti, di sfumature che ricordano le ali delle farfalle.Vestiti lunghi e cortissimi, apparentemente senza sostegno. Leggings in chiffon pieghettato come l'alta moda impone, blusa-giacca di piume o di organza cut-out, pants da biker in versione couture, stivali di chiffon drappeggiato. Nero e cipria convivono con tinte fluo: una giacca in organza leggera, di forma nuova, si avvolge sul corpo per finire con un'ala di cristalli scuri. Un caban in cashmere estivo e chiaro, tutto intarsiato di tulle a sua volta ricamato, rende l'idea di un nuovo camouflage d'alta moda, per una donna-camaleonte."L'alta moda è un lusso privato" dice Pier Paolo: per questo le modelle, dalla bellissima sedicenne Jac (al suo esordio parigino ma già un'icona per Valentino) che apre la sfilata, alla 'principessa punk' Alice Dellal (sorella del fidanzato di Charlotte Casiraghi) hanno gli occhi velati da un nastro di organza che diventa quasi una acconciatura da Avatar, ma pensare al film per questa alta moda sarebbe troppo banale. Per festeggiare il nuovo look couture, stasera dinner di gala nella maison di place Vendome per un'ottantina di privilegiati, e poi ballo per 150 ospiti, ovviamente la gioventù dorata, il futuro prossimo dell'alta moda Valentino………ecco e questo avalla il mio discorso precedente… è tempo di nuove couture… e questo è solo l'inizio

  25. giulia says:

    Vorrei rispondere al bla bla di Dudù. Il tuo discorso avrebbe senso se il duo avesse creato un marchio col proprio nome e avesse deciso di dare una "svolta" sempre che riesca loro, alla couture. In questo caso, invece, si parla di un nome, Valentino appunto, che ha costruito un marchio chic, esclusivo, sofisticato e snob allo stesso tempo che era paradigmatico nella bellezza ed eleganza. Dov'è finito tutto ciò? Dov'è il rispetto verso il fondatore e verso le storiche clienti che negli anni hanno fatto grande il nome? Indosseranno questi capi?L'unica cosa che è rimasta di Valentino in questa sfilata sono le incredibili lavorazioni delle première e qualche dettaglio come diceva Miki ripescato e inserito qua e là.Infine, cosa andrà sul red carpet di questi abiti? Il penultimo?Per Matteo: ogni beneficio del dubbio è inutile di fronte ai dati di fatto.

  26. Anonymous says:

    E' chiaro che Chiuri e Piccioli, già dalla precedente collezione, cercano di rivolgersi ad una clientela più giovane ma il cattivo gusto nel presentare questa collezione supera qualsiasi tentativo di adeguare la haute couture ai ns. giorni.

  27. gt says:

    La trovo volgare. Il terzo abito mi ricorda un po' la mummia.

  28. Dudù says:

    @Giulia: dov'è finita tutta l'eleganza di Valentino? La dove è andata a finire quella di Balenciaga quando è subentrato Nicholas Guesquiere…. semplice no!Non mi resta che dire: ABITUATEVI!!!

  29. fendissima says:

    Per Dudù: questa stategia è vecchia. Vai a vedere certe sfilate di Dior degli anni precedenti al 2000. E poi riparliamo di ringiovanimento, di innovazione e di sperimentazione. Il fatto che la couture al di là dei fatturati sia un'occasione far sognare, per far parlare del marchio, aumentare le vendite del p-à-p, di accessori e profumi non è un segreto per nessuno.

  30. Salvatore says:

    Glossario per DudùSFILATA fa riferimento agli abiti che sfilano sulle passerelle durante l'evento (sfilata nell'accezione che si trova su qualunque vocabolario). Da qui si parla di ABITI DI SFILATA.COLLEZIONE fa riferimento a tutti i pezzi non presentati durante la sfilata che integrano e completano la stagione. Presentati in showroom costituiscono spesso gran parte di quello che viene effettivamente venduto nei negozi.Lavori nella moda?

  31. Miki says:

    Dudù stai parlando di questa sfilata come se fosse un prêt-à-porter. La couture deve proporre abiti unici, esclusivi, speciali. Non qualcosa che sembra un qualunque prêt-à-porter e che costa 200 volte tanto solo perchè fatto di lavorazioni a mano preziossime, lunghe e costose. Dietro deve esserci una creatività senza pari che eleva lo stilista ai livelli di un artista.Ma parliamo pure di vendibilità: credi che una rampolla 20enne dell'alta società indosserebbe questi abiti?

  32. Dudù says:

    @Fendissima… strategia vecchia? Di fatto non ho avuto una risposta. Balenciaga era il massimo dell'eleganza e ora, con Ghesquiere, è tutt'altro… diverso l'intento, il target, l'idea.Come dici tu la couture serve ad attirare attenzione su marchio… guarda che attenzione: 31 commenti, ti pare poco?…e le testate giornalistiche, non parlano d'altro. E le figlie dei magnati saranno contentissime di vestire couture e rimanere giovanissime. La collezione (ripeto, collezione)non mi entusiasma ma non perchè è diversa rispetto al Valentino storico, non ho di questi limiti, ma solo per la scelta dei colori e la ridondanza del motivo del drappeggio nelle sete (che ricorda troppo l'ultima collezione di Estaban Cortazar ad Ungaro)… il resto lo apprezzo tantissimo

  33. Anonymous says:

    A Dudù:prima lasci il tuo commento poi riporti un trafiletto di un sito di moda che avallerebbe quello che hai detto prima…ma scendi dal piedistallo per favore…che sei l'Anna Wintour italiana?

  34. fendissima says:

    Il prêt-à-porter di Nicolas Ghesquière lo trovo decisamente migliore di questa haute couture. Ma a parte il giudizio personale, le due collezioni partono da due principi diversi, hanno due scopi diversi e sono rivolte a due clientele diverse.Comunque, io mi riferivo alle couture di Dior fino al 2000, non alla moda di Balenciaga. Non facciamo confusione.Se poi vogliamo sposare solo il detto "purchè se ne parli" sicuramente il richiamo mediatico è stato notevole. Ma ripeto, di strategie del genere, fatte anche meglio ne è piena la storia della moda.Riguardo invece le figlie dei magnati io rimango della mia opinione.

  35. Dudù says:

    Anch'io ritengo il RTW di Ghesquiere più corposo e più intelligente di questa couture, nessuno lo mette in dubbio. Prendo Balenciaga e Ghesquiere come esempio in quanto Nicholas ha totalmente reinventato il marchio sotto la sua guida… ma potrei anche prendere come esempio Balmain e Decarnin… quindi il parallelo sussiste specie quando qualcuno scrive, a torto, che di Valentino non c'è rimasto nulla.QUando citi Dior io divento malinconico. Conosco le vecchie couture… e rifletto su quanto Galliano non ne faccia una bella da un bel pò di tempo. Si è scoperto e non sa più reinventarsi.E' vero che Valentino e Balenciaga partono da due principi diversi, ma in quanto a scopo e clientele differenti io ho i miei dubbi. Entrambi puntano sulle giovanissime, il linguaggio e fresco e spesso provocatorio, lo scopo è quello di alzare i ricavi nel breve e nel lungo periodo e diciamo che il duo piano piano ci sta riuscendo.Non sposiamo il detto purchè se ne parli ma è un ottimo specchietto per le allodole, è un occhio di bue puntato addosso e in questo mordi e fuggi non è cosa da poco… poi non è detto che la couture non venda e non piaccia tantissimo… io ci credo.@Anonimo: L'Anna Wintour Italiana si chiama Franca Sozzani. Ops!!!

  36. fendissima says:

    Non mettere tutto nella stessa pentola. Una cosa è Ghesquière, un'altra è Decarnin (e non infognamoci in questo argomento che non ne usciamo più, sai già come la penso su Balmain, de la Renta e Decarnin), un'altra ancora è la maison Valentino. Non paragoniamo il prêt-à-porter con la couture. Comprenderai facilmente anche tu che partono da due presupposti diversi e hanno finalità diverse. Pensiamo che un prêt-à-porter che non vende o vende poco è una catastrofe mentre per una couture a volte è la norma, pensiamo che le cifre in gioco sono diverse, pensiamo che le clienti che possono permettersi un abito di alta moda sono numericamente diverse.Detto questo, il paragone con Dior può sussistere e mi rammarico come te del fatto che ultimamente non sia più interessante e stimolante, quello con Balenciaga e Balmain no.Per citare un altro grande nome haute couture, ricordi la sfilata hc di chanel p-e 2008 e la svolta di ringiovanimento? Dove sono finite le minigonne corte e cortissime nelle sfilate successive? Scomparse o quantomeno diminuite. Non si può dimenticare il dna di una maison storica in nome della sperimentazione, non si può dimenticare ciò che l'ha resa grande e chi (stilista e clienti) che hanno contribuito a renderla quello che è.Inoltre, cos'è rimasto dell'alta moda di Valentino a parte le lavorazioni delle première? Qualche fiocco? Ovviamente è una provocazione.

  37. Anonymous says:

    a Dudù:il tuo commento "L'Anna Wintour Italiana si chiama Franca Sozzani. Ops!!!" conferma che devi proprio scendere dal quel piedistallo….da sbellicarsi dalle risate!!!

  38. Alexis Colby says:

    Vorrei ricordare ai commentatori che si sta pur sempre parlando di una sfilata di moda. Mi sembra inutile, quindi, andare sul personale.Grazie per la collaborazione.

  39. Edward Phelan says:

    Oh, mamma, Alexis che per una volta non incita a litigare?? Ora nevicherà rosso e poi le avremo viste proprio tutte, compresa l'ultima haute couture di Valentino :-P Comunque Alexis ha ragione, non ve la prendete l'uno con l'altro. Fate i bravi e risparmiate i vostri strali per gli stilisti ;-)

  40. Dudù says:

    Fendissima: una couture è una couture, il pret è il pret.. ovvio che il paragone non c'è anche se qui trovo un'aderenza col pret incredibile. Io considero il lato stilistico, il fatto che un linguaggio, una volta ereditato, venga stravolto… quindi Balmain, Ghesquiere, Nina Ricci con O.T., nel paragone ci stanno bene. Poi è ovvio che per quanto riguarda il lato commerciale è tutt'altra storia ma non mi sono mai riferito a quello. Il dna di una maison muore con chi l'ha creata, si possono portare avanti tutti i codici ma non è giusto continuare a reinterpretare per una vita intera… alla fine un marchio quando muore il suo creatore non si estingue solo per una ragione economica. Io apprezzo incredibilmente Ghesquiere per il lavoraccio che ha fatto nel reinventare una maison dalla a alla z… e per tutto quello che continua a fare… e mi piace molto il duo per questa ventata di aria fresca che propone. Poi il fatto che la couture non incontri totalmente il mio gusto è un altro paio di maniche.. il fatto che una cosa non piaccia a qualcuno non significa che essa sia necessariamente brutta.. purtroppo però questo binomio (non mi piace=brutta) infesta ogni volta i giudizi e il discorso ne risulta traviato….

  41. ale says:

    Peccato che Alexis ci ha richiamati all'ordine, visto l'andazzo avevo ordinato dei guantoni da Gaultier. Ora che ci faccio?Ma i padroni di casa cosa pensano di questa sfilata/collezione?

  42. freak bitch says:

    Questa non è la donna di Valentino. Forse piacerà a Lady Gaga però.

  43. Edward Phelan says:

    Personalmente sono deluso e sconcertato da questa sfilata.Ai tempi ero molto arrabbiato quando il Valentino Fashion Group ha cacciato Alessandra Facchinetti, perché ho trovato che il licenziamento fosse prematuro e che le modalità scelte fossero discutibili.L'unica prova convincente del duo Chiuri e Piccioli, finora, secondo me è stata la haute couture dell'inverno 2009-2010.

  44. J'adore Dior says:

    Guardando e riguardando i leggings continuo a non trovarci alcuna femminilità e sensualità.

  45. fendissima says:

    Il dna di una maison muore con chi l'ha creata, si possono portare avanti tutti i codici ma non è giusto continuare a reinterpretare per una vita interaE Karl Lagerfeld da Chanel?

  46. Dudù says:

    @Fendissima: infatti tutti i codici di maison Chanel ci sono ma Karl non fa che ripetersi e ripeterseli… oltre il 70% di ogni collezione è strutturato con gli stessi capi delle precedenti variati di qualche elemento. Sempre uguale… solo la couture per l'inverno scorso si era distaccata un attimino dal resto.

  47. fendissima says:

    La verità come sempre sta nel mezzo: bisognerebbe evitare troppe ripetizioni e troppi cambi repentini. Tra questi due estremi, diciamo che personalmente preferisco la rassicurazione.Ci si lamenta sempre delle cose che non cambiano e che diventano monotone e per anni è stato così ad ogni sfilata di Valentino. Ora però le cose sono cambiate troppo velocemente. Concordo con te che bisogna osare e sperimentare. Probabilmente secondo me sono stati calcolati male i tempi. Anche le rivoluzioni hanno bisogno dei loro tempi.

  48. giulia says:

    Quoto fendissima.

  49. Dudù says:

    Quoto anch'io Fendissima… secondo me il giusto equilibrio era stato raggiunto con la couture fw 09/10 e il rtw ss 2010. Io credo che con il pret si ritornerà a sognare. Mi piace però il fatto che stiano tastando il territorio… è un gruppo intelligente a mio avviso… sa come e cosa fare.

  50. Dudù says:

    51 commenti… li avevamo mai toccati??? Ormai siamo ai livelli di The Sartorialist!!Ve lo auguro. ;-P.Bye!

  51. fendissima says:

    La scorsa couture è stata sicuramente meglio di questa. Concordo. Per il futuro, chi vivrà vedrà. Sarei lieta di cambiare idea. Per ora però è questa.Buona serata.

  52. Matteo says:

    Immagino che tutti vorrebbero ricredersi. Io sono per la sperimentazione ma deve essere intelligente e lungimirante come secondo me non è stata in questo caso. Ma dopo tutto rimane un marchio italiano famoso nel mondo disegnato da due stilisti italiani. Un po' di sano campanilismo non fa mai male. Impariamo dai francesi.

  53. Alexis Colby says:

    :P PP

  54. giulia says:

    Quoto Matteo. Oggi mi sento proprio buona.

  55. ale says:

    Per Alexis:???

  56. luxor says:

    Una Red Valentino più lavorata e rifinita.

  57. Anonymous says:

    Sembra tutto fuori che VALENTINO

  58. Anonymous says:

    'na merda!

  59. Anonymous says:

    bellissima collezione come sempre grandi chiuri e piccioli

  60. cenerentola says:

    bellissima collezione grandi chiuri e piccioli