Futuro sempre più incerto per Mariella Burani Fashion Group: l’advisor finanziario abbandona l’incarico e il debito cresce.

The future is more and more uncertain for Mariella Burani Fashion Group: the financial advisor leaves its appointment and the debt rises.

L’advisor finanziario Mediobanca ha ritenuto esaurito il proprio mandato con l’azienda di Cavriago per stipulare un accordo di ristrutturazione con le banche che, a tutt’oggi, non risulta ancora raggiunto. La società emiliana, d’altra parte, attraverso una nota, sottolinea la volontà di cercare un accordo con i propri creditori. Il consiglio di amministrazione continuerà a monitorare le esigenze di cassa per assicurare che ci siano risorse per la gestione corrente.
“La società Mariella Burani Fashion Group SpA – si legge nella nota – informa di aver ricevuto nel tardo pomeriggio del 31 dicembre 2009 una comunicazione dall’advisor finanziario Mediobanca Banca di Credito Finanziario SpA, indirizzata, altresì, ai principali istituti finanziatori esposti nei confronti della società, tramite la quale quest’ultima ha confermato di ritenere esaurito il mandato di advisory intercorso con Mariella Burani Fashion Group, finalizzato alla stipulazione di un accordo di ristrutturazione con le banche finanziatrici. L’advisor ha informato con la comunicazione di aver ritenuto opportuno assumere tale decisione dopo aver constatato la mancata costituzione, nei tempi richiesti dalle banche finanziatrici, di un escrow account di euro 50 milioni presso una primaria banca, da utilizzarsi per sottoscrivere l’aumento di capitale deliberato dall’assemblea della società”.
Nel frattempo, Mariella Burani Fashion Group pare avere trovato un nuovo advisor: Franco Tatò e Lucia Morselli. Il team è già al lavoro, sulla base di un incarico esplorativo e con l’ausilio della Compagnia Finanziaria, a cui è stato domandato di collaborare per l’assistenza nella ristrutturazione del gruppo.
Lucia Morselli, secondo quanto si apprende dalla stampa specializzata, ha avuto un incontro con il sostituto procuratore Luigi Orsi che sta conducendo un’indagine su tre persone, tra le quali Walter e Giovanni Burani, per l’ipotesi di aggiotaggio, falso in bilancio, frode fiscale e ostacolo alla vigilanza. In questa situazione il pm, stando alle ipotesi che circolano negli ambienti bancari, potrebbe accelerare presentando un’istanza di fallimento. Sarebbe, inoltre, in programma un incontro fra Orsi e il legale della società: i Burani chiederebbero qualche giorno in più per far arrivare il denaro. Ma sul punto non ci sono conferme ufficiali.
La procura di Milano avrebbe presentato, presso la cancelleria della sezione fallimentare del Tribunale di Milano, istanza di fallimento di Burani Designer Holding N.V., una delle holding a monte della catena di controllo di Mariella Burani Fashion Group con sede ad Amsterdam. Secondo i pm milanesi Luigi Orsi e Mauro Clerici, Burani Designer Holding avrebbe sede effettiva a Milano in via Verri dove si trovano anche i libri contabili e presenterebbe un debito di 20 milioni, 15 dei quali nei confronti delle banche (Deutsche Bank e JP Morgan) e il resto verso il Mariella Burani Fashion Group. A seguito dell’istanza, è previsto che sia nominato un giudice fallimentare e che si svolga un’udienza dove la holding dei Burani avrà la possibilità di dimostrare che il debito è stato cancellato o ristrutturato.
Intanto, la situazione del gruppo si aggrava: a fine novembre il debito ha raggiunto i 492,6 milioni di euro, dai 488,9 milioni di ottobre dovuti, come spiegano da Cavriago (Re), principalmente al maggior indebitamento della controllante Antichi Pellettieri e della divisione Digital Fashion, rispettivamente per 5 e 0,5 milioni di euro, a fronte di un decremento nella divisione “apparel” per 1,8 milioni.
Riguardo all’ipotesi di scioglimento della società, infine, i sindacati si sono espressi ritenendo “inaccettabile” ogni ipotesi di liquidazione. A loro avviso vanno sondate tutte le soluzioni, pur nell’ambito delle procedure concorsuali, per garantire la prosecuzione dell’attività produttiva dell’impresa.
“Riteniamo – hanno affermato – che allo stato attuale delle nostre conoscenze, il ricorso all’amministrazione straordinaria-legge Marzano sia l’ipotesi più utile”.
In gioco ci sono i posti di lavoro di circa 1300 dipendenti in Emilia Romagna, tra Reggio Emilia, Parma, Bologna e Cesena.

 

One Response to Mariella Burani: Mediobanca esce di scena / Mariella Burani: Mediobanca leaves the scene

  1. Rano83 says:

    Chissà come mai le cose vanno un pò male!