Il gruppo di Cavriago ha in corso trattative con una banca d’investimento libanese per costituire un escrow account e avviare la ricapitalizzazione.

The group from Cavriago is working on an agreement with a Libanese investment bank in order to build an escrow account and to start recapitalizing.

Mariella Burani Fashion Group, società su cui gravano 480 milioni di euro di debiti, ha in corso trattative con la banca d’investimento libanese Gulf Finance & Investment corporation per costituire un escrow account, ossia un deposito vincolato, di 50 milioni di euro, al fine di sottoscrivere l’aumento di capitale deliberato nell’assemblea straordinaria che prevede il ripianamento della perdita di 104,3 milioni di euro anche attraverso un aumento di capitale da 83,5 milioni di euro.
“Sono ancora in corso trattative – comunicano dal gruppo di Cavriago attraverso una nota stampa su richiesta dell’autorità di mercato in relazione a un articolo apparso su un organo di stampa – con la banca d’investimento libanese Gulf Finance & Investment corporation per finalizzare la costituzione di un escrow account di 50 milioni presso una primaria banca, da utilizzarsi per sottoscrivere l’aumento di capitale deliberato dall’assemblea della società lo scorso 16 dicembre, come richiesto dal ceto bancario con cui la società ha da tempo intrapreso una trattativa per la ristrutturazione del proprio debito”.
La società ha precisato anche che durante il consiglio di amministrazione del 23 dicembre scorso non sono state adottate delibere per le quali si ritiene sussistere un obbligo di effettuare una comunicazione al mercato. Nei giorni scorsi Burani Private Holding, finanziaria a monte della catena di controllo del gruppo, è stata posta in liquidazione dopo che il capitale sociale, di cui Walter Burani detiene il 79% delle quote, si è ridotto sotto il minimo legale. Walter Burani, azionista di controllo di Mariella Burani Fashion Group, ha precisato, su richiesta della Consob, che “non esiste alcun piano di liquidazione per le società Burani Designer Holding e Mariella Burani Family Holding, quest’ultima controllante diretta con il 71% del capitale di Mariella Burani Fashion Group mentre la Burani Private Holding è stata posta in liquidazione a seguito del verificarsi della causa di scioglimento prevista dal codice civile in quanto il capitale sociale si è ridotto al di sotto del minimo legale”. Insomma, la messa in liquidazione non avrà, comunque, effetti diretti e indiretti su Mariella Burani Fashion Group né sull’eventuale accordo di ristrutturazione tra la società e le banche.
Nelle scorse settimane, tra l’altro, la Guardia di Finanza di Reggio Emilia ha perquisito la sede milanese di Mariella Burani Fashion Group nell’ambito dell’inchiesta condotta dai pm milanesi Luigi Orsi e Mauro Clerici. In seguito alla perquisizione, sono stati sequestrati documenti e computer. Per ora sono tre gli indagati nell’inchiesta aperta dalla Procura di Milano: il fondatore della griffe Walter Burani, il figlio Giovanni e una terza persona. Le accuse sono di aggiotaggio, falso in bilancio, frode fiscale e ostacolo all’attività degli organi di vigilanza. Per il gruppo si tratterebbe di un “atto dovuto in seguito a un’inchiesta cominciata mesi fa”.
 

One Response to Trattative con una banca libanese per Mariella Burani / Mariella Burani is working on an agreement with a Libanese bank

  1. Anonymous says:

    Signori ma perchè si continua a scrivere a leggere e a parlare di niente.La Mariella Burani e collegate sono un cadavere, ucciso da Banche e da avidità senza merito dei capitani d'Industria. Non c'è fatturato ma insistono enormi posizioni debitorie insanabili. Non è la parmalat con un CoreBusiness solido e tangibile, La burani che controlla servizi, informatica, alimentari e abbigliamento, non ha mai sviluppato/incrementato/potenziato il vero business di se stessa e delle controllate ma le svuotava e le impoveriva a suo personale vantaggio.Finiranno tutti i galera "ingiustamente" a mio parere perchè i responsabili sono stati i banchieri tipo Geronzie ecc ecc che hanno dato il modo a niente di diventare qualcosa.. regalando strumenti di leva finanziaria impensabile per qualsiasi PMI, al solo scopo di fabbricare target e budget sempre più alti e remunerativi.Unica vera soluzione sarebbe che MARAMOTTI salvasse gli acerrimi nemici di sempre al solo scopo di salvaguardare 700 posti lavoro. Ma non ritengo MaxMara tanto scellerata da prendersi in casa un Bidone Tossico come Mariella Burani FG