Phi, l’etichetta fondata nel 2003 da Susan Dell e adorata dalla critica, chiude i battenti, vittima anch’essa della recessione.

Phi, the critically-acclaimed label founded by Susan Dell in 2003, is closing, another victim of the recession.

Anche l’avventura del marchio Phi è giunta al capolinea, ulteriore segnale di quanto sia difficile l’attuale congiuntura economica per le piccole case di moda. L’azienda era stata creata dalla stilista di Austin (Texas) Susan Dell, moglie del miliardario Michael Dell, fondatore e amministratore delegato dell’azienda di computer Dell Inc., dopo aver disegnato per sei anni una collezione sportswear che portava il suo nome.
Phi si era creata un seguito sulla scena della moda newyorkese, ma le consegne della pre-collezione per la primavera-estate 2010, giunte nei negozi questo mese, saranno le ultime e la boutique al 71 di Greene Street, a SoHo, dovrebbe chiudere alla fine del mese prossimo. La società ha dichiarato che la decisione è stata dettata dalla difficile situazione economica.
“Quello attuale – ha commentato l’amministratore delegato di Phi, Julia Hansen – è davvero un momento difficile per i beni di lusso. Non vi è molta fiducia nel fatto che quel mercato possa andare avanti”.
La compagnia ha informato i 35 membri dello staff della decisione lunedì. In base a un comunicato rilasciato, la società nei prossimi mesi offrirà ai dipendenti un sostegno nella fase di transizione finché le operazioni non saranno concluse.
Susan Dell considerava Phi come un’incubatrice per idee nuove e fresche. Il primo stilista scelto per l’etichetta è stato Tim Gardner, che però ha lasciato l’incarico poco dopo il lancio. Il suo successore, Andreas Melbostad, ha conferito un carattere distintivo al marchio. Sotto la direzione creativa del norvegese, Phi ha sviluppato uno stile urbano e audace, capace di mischiare una componente estetica più morbida ad un’altra più dura e spigolosa e di sviluppare innovative tecniche di taglio della pelle e di drappeggio, introducendo anche sporadici riferimenti al bondage.
Le collezioni di Phi, che nel corso della settimana della moda venivano presentate nell’attico-showroom di oltre 900 metri quadri della maison sulla 9a Avenue a Manhattan, erano molto apprezzate dai fashion insiders, ma erano rivolte a un gruppo selezionato di compratori, così di nicchia da rendere assai improbabile qualsiasi prospettiva di sopravvivenza del marchio nell’attuale clima di crisi finanziaria.
“Se si produce una collezione rivolta a un pubblico di nicchia, che è ciò che abbiamo sempre voluto fare – ha continuato Julia Hansen senza rivelare il volume d’affari del brand – si definisce per sé un mercato di gran lunga più ristretto. Abbiamo scelto di essere un marchio di nicchia e purtroppo la situazione attuale ha portato a una contrazione di quel mercato. La decisione di chiudere non è stata presa sulla base dell’andamento attuale della collezione, ma a causa della congiuntura economica complessiva e della spinta verso il basso sui beni di lusso nei prossimi 12-24 mesi”.
Susan Dell, che non ha voluto rilasciare commenti, era meno coinvolta nelle operazioni quotidiane, ma “la decisione – ha dichiarato ancora Julia Hansen – è stata presa in pieno accordo. È molto difficile guardare avanti con fiducia in questa situazione di mercato. Abbiamo capito che per le aziende più piccole la situazione sarà estremamente difficile anche dopo il 2010”.
Il marchio è venduto in circa 75 negozi in tutto il mondo, inclusi Neiman Marcus e Hirshleifer’s negli Stati Uniti, Holt Renfrew in Canada, Colette a Parigi, Harrods a Londra e online sul sito Net-a-Porter.com.
Julia Hansen ha sottolineato che sebbene la linea abbia avuto un 2009 “stellare”, la decisione di chiudere sia stata presa sulla base del mutamento di paradigma nel settore del lusso.
Quest’anno aveva già rinunciato al progetto di aprire un monomarca su Melrose Avenue a Los Angeles.
Julia Hansen ha in programma di mettere alcuni oggetti selezionati in saldo nel negozio di SoHo per tutto il mese di gennaio e di fare poi una “svendita totale” a fine mese per liberare il magazzino di tutte le rimanenze. Lei e il direttore finanziario Mehul Tank supervisioneranno la chiusura dell’azienda, che dovrebbe concludersi a metà della prossima primavera. I due dirigenti “si assicureranno che la transizione avvenga con la stessa integrità e dignità con cui abbiamo gestito gli affari in passato – ha affermato Julia Hansen – e ciò è molto importante per noi. Vogliamo essere sicuri che sia fatto alla maniera di Phi.”
Infine, Julia Hansen ha elogiato Andreas Melbostad, giunto a Phi dopo aver lavorato da Donna Karan, Calvin Klein e con Alber Elbaz sia da Guy Laroche che da Yves Saint Laurent.
“La visione creativa – ha concluso – dietro il brand era la sua e lui è stato un eccellente socio d’affari. Sono sicura che nella sua vita si aprirà presto un nuovo e splendido capitolo e che sarà in grado di creare ancora dei bellissimi abiti”.
 

3 Responses to Chiude Phi, il marchio di Susan Dell / Susan Dell’s Phi label shutting down

  1. Rano83 says:

    Alle volte mi sento davvero ignorante a non conoscere l'argomento di cui parlate! =(

  2. fendissima says:

    Forse era un po' troppo di nicchia.

  3. Matteo says:

    Davvero un peccato.