L’assemblea approva la ricapitalizzazione ma resta il nodo del debito. Ancora niente accordo con le banche.

Shareholders approve a capital hike, but the debt problem remains. No agreement for debt restructure reached with the banks yet.

Mariella Burani Fashion Group ha approvato l’operazione di ricapitalizzazione. L’assemblea degli azionisti del gruppo di Cavriago, per arginare le perdite della società pari a 104,3 milioni di euro, ha approvato un aumento di capitale da 83,5 milioni da attuare mediante emissione di azioni ordinarie senza valore nominale, da offrirsi in prima istanza agli attuali azionisti.
Il 30 settembre 2010 è il termine fissato per sottoscrivere l’aumento di capitale. Il consiglio avrà anche facoltà di aumentare, a pagamento in una o più volte, il capitale sociale entro cinque anni per un importo massimo di 100 milioni. I soci (la famiglia Burani è il maggiore azionista con una quota del 74%) hanno conferito mandato al consiglio di amministrazione di dare corso alle procedure relative alla causa di scioglimento della società ed, eventualmente, alla liquidazione, valutando anche la richiesta di ammissione alle procedure concorsuali, se entro il 12 febbraio non ci sia evidenza “dell’impegno vincolante di soci o terzi, inclusi gli istituti finanziatori, a coprire – come riportato in una nota stampa diffusa dal gruppo emiliano – le perdite per un importo minimo di 70,86 milioni di euro”.
A mancare, infatti, è ancora l’accordo con le banche creditrici. Gli istituti creditori, infatti, avevano dato come condizione la “evidenza immediata di fondi, rilasciata da un primario istituto bancario, a fronte del deposito di 50 milioni, liberi e disponibili a servire la sottoscrizione dell’aumento di capitale deliberato nello stesso giorno” da parte dell’azionista di controllo indiretto, ossia Walter Burani. Tale disponibilità, seppur inizialmente comunicata con una lettera di una società finanziaria, non si è poi tradotta in una effettiva messa a disposizione dei fondi.
Per questo motivo, le banche maggiormente esposte con il gruppo hanno formalmente comunicato la loro intenzione a non procedere con alcun accordo di ristrutturazione del debito in attesa della disponibilità dei fondi da parte dell’azionista di maggioranza. A questo punto, a Mariella Burani Fashion Group resterebbe solo la strada di una procedura concorsuale.
Il cda ha, comunque, comunicato che valuterà con gli advisor “e nel contesto di ulteriori negoziazioni che interverranno con il ceto bancario, l’adozione dei provvedimenti più opportuni”. Tra questi “il compimento di ogni attività necessaria in relazione alla procedura di liquidazione della società e la richiesta di ammissione a procedure concorsuali”.
Insomma, il rischio è quello di dover portare in tribunale i libri di una società che dà lavoro a circa 2200 persone.

 

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