Tom Ford parla del periodo trascorso da YSL e del difficile rapporto con il fondatore della famosa maison francese.

Tom Ford speaks about his time at YSL and his difficult relationship with the founder of the fashion house.

Dopo l’uscita del suo acclamato film “A Single Man”, tratto dall’omonimo romanzo di Christopher Isherwood, il solitamente riservato Tom Ford ha rilasciato diverse interviste, tra cui quella con Kevin Sessums per “The Advocate” di dicembre 2009-gennaio 2010. Un’intervista destinata a suscitare scalpore nel mondo della moda, perché in essa Ford ha letteralmente “vuotato il sacco” sul suo rapporto con Yves Saint Laurent e Pierre Bergé. Togliendosi, forse, qualche sassolino dalla scarpa.
Yves Saint Laurent vendette i diritti sul marchio al gruppo Gucci nel 1999, mantenendo però il controllo della haute couture fino al 2002, anno del suo ritiro definitivo per problemi di salute. Ford, allora stilista-guru di Gucci, fu incaricato del prêt-à-porter della maison francese, ma, a detta dello stilista texano, quei tre anni di “convivenza” forzata furono tutt’altro che facili.
Tom Ford racconta: “Non ricordo molto del tempo trascorso da Yves Saint Laurent, benché io creda di avervi realizzato alcune delle mie collezioni migliori, fatta eccezione per quella iniziale in bianco e nero. Quella non ha avuto molto successo e non era granché. Ma la mia esperienza da Saint Laurent è stata negativa, sebbene gli affari siano andati a gonfie vele durante la mia permanenza. Yves e il suo compagno Pierre Bergé, erano difficili e cattivi e hanno reso la mia vita un inferno. Avevo vissuto in Francia a fasi alterne e l’avevo sempre amata. Sono andato al college in Francia. Solo dopo che ho cominciato a lavorarci ha iniziato a non piacermi. Chiamavano la polizia tributaria e questa si presentava nei nostri uffici. Non si potevano far lavorare i dipendenti per più di 35 ore la settimana. Quei poliziotti erano come nazisti. Entravano a passo di marcia ed eri costretto a lasciarli fare. Interrogavano la mia segretaria. Potevano multarti e arrestarti. Era Pierre a chiamarli. Non ne ho mai parlato prima, ma è stato un periodo orribile per me. Pierre e Yves erano semplicemente cattivi, perciò Yves Saint Laurent non esiste per me”.
Al punto che, quando Pierre Bergé, a febbraio di quest’anno, ha messo in vendita i beni acquistati da lui e da Yves Saint Laurent in favore della fondazione che porta i loro nomi, Tom Ford non ne ha voluto sapere di comprare qualcuno di quegli oggetti: “Oddio, certo che no. Ho delle lettere di Yves Saint Laurent talmente meschine che si stenta a credere che tanto vetriolo sia possibile. Né penso che fosse fatto quando le ha scritte. Credo che fosse semplicemente geloso. Io e Yves eravamo amici prima che gli subentrassi nella società. Ma poi, quando abbiamo cominciato a portare avanti la compagnia e abbiamo avuto molto successo… è diventato morbosamente geloso… Quella fase della mia vita non esiste più”.

Saint Laurent soffriva notoriamente di depressione ed era dedito all’alcol e alle droghe. Che avesse un carattere difficile e che fosse un genio creativo e tormentato era risaputo. E certamente il fatto di doversi fare da parte per lasciare il posto, nella maison da lui creata dal nulla, a un giovane stilista, anch’egli talentuoso, doveva essere una tortura per lui. Quando, nel 2004, Ford lasciò la casa di moda per dissidi col gruppo Gucci, Saint Laurent disse: “Penso che abbia molto talento per quello che voi chiamate marketing. Ma non ha mai mostrato alcuno interesse per gli archivi”. E in un’intervista telefonica aggiunse: “Meglio così. Non mi identificavo con quegli abiti. Lui non cristallizzava il mio stile”. L’esperienza di Ford da YSL sarà pure stata un inferno, ma gli abiti sexy e moderni da lui creati in quel periodo hanno certamente superato l’esame del tempo, al punto che, all’ultima sfilata di YSL, Carine Roitfeld indossava proprio una gonna disegnata dallo stilista texano. Quanto all’intervista rilasciata a “The Advocate”, si attendono le reazioni dei fan di Yves Saint Laurent, certamente irritati dal fatto che le dichiarazioni di Ford giungano solo dopo la morte, nel 2008, del loro idolo, che in questo modo non può difendersi. Ma c’è da sospettare che a far ciò ci penserà il battagliero Pierre Bergé, ancora vivo e vegeto.
 

2 Responses to Yves Saint Laurent? Cattivo e morbosamente geloso / Yves Saint Laurent? Evil and insanely jealous

  1. Dudù says:

    Beh, non mi sembrano strane tutte queste affermazione… ci basti pensare a valentino ed Alessandra Facchinetti… Anch'io ricordo l'ultima collezione di Ford per Yves Saint Laurent, se non sbaglio era quella con le giacche dalle maniche a punta, alla Scognamiglio per farla breve. Fantastica. Dopo la morte, prima della morte, che differenza fa… ognuno deve prendersi le responsabilità di quello che ha fatto o a detto sia prima che dopo il decesso…

  2. Anonymous says:

    Non credo che le cose dette da Tom Ford siano false e mi fa' piacere che finalmente qualcuno abbia raccontanto la sua verità; chi è in grado di smentirla si faccia avanti.E' sempre la solita storia, prima lasciano poi subito dopo pretendono di avere ancora voce in capitolo.