Tempi duri per Versace e, soprattutto, per i lavoratori della maison della Medusa mentre Prada ha annunciato il rientro anticipato dei lavoratori dalla cassa integrazione che si sarebbe dovuta protrarre per altre tre settimane.

Hard times for Versace and especially for the employees of the fashion house. In the meantime Prada has recalled its employees from layoff, which was expected to last three more weeks.

La crisi economica mondiale non ha risparmiato nemmeno il Gruppo Versace che ha annunciato un piano di riorganizzazione aziendale per ritornare in utile nel 2011 assicurando al marchio della Medusa solide prospettive di crescita .
“L’andamento delle vendite – ha sottolineato in una nota l’amministratore delegato Gian Giacomo Ferraris che lo scorso luglio ha preso il posto di Giancarlo Di Risio – ha risentito della crisi finanziaria globale e l’azienda prevede di chiudere l’anno in perdita. Nessuna organizzazione può permettere il protrarsi di una situazione come questa, soprattutto considerato che per il 2010 non si prevede una ripresa del settore. La riorganizzazione che presentiamo oggi ci garantirà una solida piattaforma su cui riprendere la crescita. Non dobbiamo dimenticare che Versace è uno dei marchi più forti a livello mondiale nell’industria della moda di lusso e che è sinonimo di creatività, come ha confermato la reazione di stampa e buyer alla sfilata primavera-estate 2010 presentata da Donatella all’ultima settimana del prêt-à-porter di Milano”.
Il piano prevede la razionalizzazione dell’assetto organizzativo, la revisione della rete di negozi diretti, il contingentamento degli investimenti in conto capitale nel 2010 e il taglio dei costi. Queste misure saranno implementate entro la metà del prossimo anno e porteranno ad una riduzione del personale di circa 350 dipendenti a livello mondiale, un quarto circa della forza lavoro “sugli stessi livelli del 2006 – come riferiscono i portavoce della maison – senza comunque incidere sulla qualità del prodotto: andremo più che altro a razionalizzare e centralizzare le strutture logistiche, operative e di information technology”. Un duro colpo per i dipendenti, circa 1360 nel mondo, ma è anche possibile che si tratti di una fase temporanea e che le misure annunciate rimettano velocemente in sesto i conti. La griffe ha fatto, inoltre, sapere che inizierà un confronto con le organizzazioni sindacali per determinare il numero di esuberi in Italia.
Le stime sul fatturato 2009, dopo un 2008 chiuso a quota 336,3 milioni di euro, in aumento dell’8,3% rispetto al 2007, parlano di circa 273 milioni di euro con una perdita operativa di circa 30 milioni di euro per effetto della contrazione delle vendite all’ingrosso e del minor introito delle royalties generate da Ittierre, licenziataria della linea jeans del gruppo e ora in amministrazione controllata. Un nodo cruciale è la distribuzione: la chiusura temporanea dei monomarca giapponesi è stata il primo passo di un processo di rivalutazione del network retail esistente con l’obiettivo di privilegiare le location più profittevoli.

Per una maison che licenzia un’altra annuncia il rientro anticipato dalla cassa integrazione per 250 lavoratori. Gli ordini della campagna vendite primavera-estate 2010 di Prada hanno superato del 10% le previsioni di budget e, pertanto, la società guidata da Patrizio Bertelli, già a partire dallo scorso lunedì, ha deciso il graduale rientro del personale presso lo stabilimento di Valdarno, anticipando di tre settimane la fine del provvedimento riguardante i due stabilimenti aretini della ex Lamos e della ex Gma.

Lo ha reso noto la società milanese in un comunicato in cui “esprime la propria soddisfazione nel rilevare i primi segni di ripresa del mercato che consentono di programmare un rapido ritorno a pieno regime della produzione”.
 

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