Secondo indiscrezioni, Maurizio Borletti, dopo essere stato in corsa per il marchio francese Christian Lacroix, potrebbe ora, insieme a Giacomo Santucci, entrare a far parte della cordata di Sven Ley, figlio di Wolfgang, fondatore di Escada, per rilevare la maison tedesca.

According to rumors, Maurizio Borletti, after walking away for making a bid for Christian Lacroix, may now become part, together with Giacomo Santucci, of the consortium interested in buying the German fashion house Escada. The consortium is led by Sven Ley, son of the founder of the brand.

Continuano a rincorrersi le voci sul futuro di Escada, la casa di moda tedesca che ha presentato istanza di fallimento lo scorso agosto. Dieci giorni fa la notizia che tra i possibili pretendenti per risollevare le sorti della maison ci sarebbe anche il figlio del fondatore Wolfgang Ley, in gara per la società. Ora sembra che Maurizio Borletti, nipote del fondatore e attuale azionista del gruppo La Rinascente, insieme a Giacomo Santucci, altro personaggio di spicco a livello internazionale nel mondo della moda, ex amministratore delegato della divisione Gucci, decisivo nell’espansione sul mercato orientale di Prada e con esperienze in Dolce & Gabbana, potrebbero entrare a far parte della cordata che Sven Ley e la moglie starebbero costituendo per rilevare la fashion house.
Borletti ha confermato di essere stato contattato per una richiesta di supporto da uno dei soggetti che hanno presentato un’offerta per Escada ma senza fare nomi. Ha anche aggiunto di non essere in corsa per proprio conto.
“Abbiamo accettato di fornire assistenza – ha detto una portavoce di Borletti – nella valutazione dell’opportunità e nel mettere a disposizione la nostra conoscenza dell’industria. Borletti Group è stata invitata a partecipare all’investimento e potrebbe, alla luce delle condizioni finali, investire nel consorzio”.
Recentemente, è salito alla ribalta tra i possibili pretendenti delletichetta francese Christian Lacroix, in amministrazione controllata dallo scorso giugno, prima che si facesse avanti lo sceicco Hassan ben Ali al-Naimi con il quale il gruppo americano Falic avrebbe finalizzato la vendita. Lo sceicco di Ajman è intenzionato a preservare l’opera creativa del marchio con sostanziose iniezioni di capitale. Il deal comporta per Hassan ben Ali al-Naimi anche il vincolo dell’estinzione di un terzo dei debiti accumulati.

 

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