Alain Prost, amministratore delegato di La Perla, ha illustrato alla stampa riunita a Villa Le Maschere, alle porte di Firenze, le nuove strategie dello storico gruppo bolognese, rilevato dal fondo americano Jh Partners nell’ottobre 2008.

Alain Prost, CEO of La Perla, explained to the press gathered at Villa Le Maschere, near Florence, the new strategies of the group from Bologna, which has been bought by the American fund Jh Partners in October 2008.

Si chiamerà La Perla Villa Toscana, la nuova etichetta studiata per il rilancio del gruppo La Perla. Il nuovo brand è stato presentato alla stampa italiana e straniera, a Firenze, proprio in una villa rinascimentale. Acquisito al 100% dal fondo Jh Partners di San Francisco, società che nel novembre 2008 ha rilevato anche l’ultimo 20% in mano alla famiglia Masotti, il gruppo bolognese di intimo ha presentato a Villa Le Maschere, a Barberino, i suoi nuovi progetti.
“La scelta non è casuale. Siamo in una fase di transizione – ha spiegato l’amministratore delegato Alain Prost – alla fine della quale resteranno solo tre etichette: La Perla, ossia il top di gamma dedicato a una donna metropolitana con forte potere d’acquisto, ispirato alla Dolce Vita ma riletto in chiave moderna, La Perla Villa Toscana, che identifica un fascino tutto italiano conosciuto nel mondo e richiama lo scenario epicureo della Toscana per esprimere uno stile di vita più rilassato ma allo stesso tempo raffinato e naturale e La Perla Studio, più giovane e internazionale. La creatività è sempre stata un asset importante per la nostra azienda ma la sfida oggi è tradurre questo patrimonio in qualcosa di fruibile anche nel quotidiano”.

Da un lato, dunque, si lavorerà sulla vestibilità delle proposte che non saranno più esclusiva di consumatrici con un fisico da modelle e, dall’altro, ci si concentrerà sul taglio dei prezzi che, grazie a una riduzione del 25%, si concretizzerà in un costo medio che oscilla tra i 250 e i 200 euro circa per un set La Perla, tra i 200 e 100 euro per un completo La Perla Villa Toscana mentre per La Perla Studio si rimarrà sui 100 euro circa.
“Non voglio più sentire – ha confidato Prost – adoro La Perla ma non posso mettere i suoi capi. Sono troppo lussuosi. Sono più adatti ad una top model anziché a me”.
Tutte le etichette rientreranno, quindi, nei tre grandi progetti che insieme realizzeranno l’85% del fatturato con la previsione di chiudere il 2009 con un fatturato di 160 milioni di euro in calo del 10-15% circa rispetto ai 175 milioni di euro del 2008 con un ebitda di 10 milioni di euro in parte a causa dell’esposizione in territori difficili, come gli Usa e la Spagna. Il marchio giovane Occhiverdi e le linee maschili Grigioperla e Neroperla avranno, invece, di vita propria.
“L’anno prossimo vogliamo tornare a crescere del 5-10% – informa Prost – e ce la possiamo fare, viste anche le buone conferme arrivate con gli ordini della primavera-estate”.
L’Italia resta l’indiscusso baluardo dell’etichetta di lingerie con un 45-50% del fatturato, e proprio da qui Prost si ripropone di ripartire recuperando molte delle consumatrici perdute. Uno dei mercati più appetibili è rappresentato dagli Usa che risultano più facili da espugnare grazie all’expertise di Jh Partners, fondo di private equity con orientamento consumer, proprietario in Italia anche di Frette. Per il momento, però, non ci sono in previsione aperture di boutique dedicate alle nuove linee.
In questo modo si torna al core business, per valorizzare l’universo dell’underwear con un concetto di lifestyle che spazia dal beachwear alla lingerie fino al partywear senza dimenticare il prêt-à-porter che “è importante per costruire un’immagine globale – puntualizza Prost – e, tuttavia, non è più al centro dello sviluppo del brand”. A fine 2008, questo segmento di business è stato affidato in licenza al Gruppo Burani: si è parlato, per la direzione creativa, di contatti con Lawrence Steele che, però, non si sono concretizzati considerato anche il legame dello stilista con Aspesi.
 

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