La stilista di Love Sex Money firma un’esclusiva capsule collection per Marks & Spencer. Per una (donna) Speziale, ovvero il made in Italy in corner.

Arriva nei corner Marks & Spencer l’esclusiva capsule collection – pochissimi outfit versatili e trasformisti per l’autunno-inverno 2009/2010 – disegnata da Lorella Signorino. Una collezione che porta uno scorcio dello stile e del rutilante mondo della stilista di Love Sex Money nel department store inglese.
Sull’etichetta la scritta “Per una Speziale” by Lorella e negli abiti – pochi pezzi, quelli giusti per un guardaroba essenziale, perfetto da mattina a sera – tutto l’afflato di gioiosa e scanzonata “noblesse vestimentaria” della stilista.
Grande, per l’occasione, il seguito della stampa inglese, con un plauso speciale per il Catwalk dress, che Amanda Bellan, fashion editor del Saturday Times, ha definito “stupefacente nella tonalità del blu navy, invece del solito nero”. Stessa passione condivisa con Amber Morales del Daily Mirror, secondo cui alcuni pezzi della Speziale di Lorella “sembrano couture”.
Numerosi apprezzamenti per lo stile e i tessuti, che rendono riconoscibili quello che gli inglesi e gli americani definiscono l’“Italian sense of style”.
In effetti, “Per una Speziale” mescola abilmente alcuni codici stilistici universali: la pelliccia superhot (ecologica), la petite robe noire, i cappottini ottanio con profili effetto piuma, le stampe. Pezzi separati da poter unire senza timore di sbagliare, perché l’effetto finale è garantito.
Lorella Signorino, dopo essersi definita una “presenza visionaria nella moda italiana per oltre vent’anni”, ha dichiarato di essere “orgogliosa di firmare i modelli per Marks & Spencer”.

 

3 Responses to Lorella Signorino per Marks & Spencer

  1. Dudù says:

    Non so quanto sia normale ma la Signorino a me piace… il suo lavoro a volte lo trovo veramente interessante… altre volte meno, la trovo spesso portata verso le esagerazioni.. però la tengo sempre d'occhio.

  2. fendissima says:

    Anche a me non dispiace.

  3. Edward Phelan says:

    Concordo con entrambi :-)