La notizia ormai è ufficiale: Martin Margiela non lavora più per la maison da lui stesso fondata e che porta il suo nome. A confermarlo è Renzo Rosso, proprietario di Only the Brave e azionista di maggioranza del marchio. E nel frattempo, in libreria, esce un libro per celebrare i vent’anni di carriera dell’enigmatico stilista belga.

E così, dopo mesi di indiscrezioni sul suo futuro all’interno della casa di moda da lui fondata, è giunto il momento per Martin Margiela di andarsene. La notizia è confermata dallo stesso Renzo Rosso che dal 2002 detiene la maggioranza del marchio: Martin Margiela non è più direttamente coinvolto nell’attività creativa della griffe. Secondo voci non confermate – di cui anche il nostro blog ha dato conto – il designer Haider Ackermann potrebbe essere chiamato a prendere le redini della maison, ma a detta di Rosso, il nuovo corso sarà dettato, invece, da un nuovo team creativo.
“È molto tempo, ormai, che Martin non c’è – ha dichiarato l’imprenditore italiano in un’intervista a WGSN – è qui, ma non è qui. Abbiamo con noi un team creativo nuovo di zecca. Ci stiamo concentrando su energie giovani e realistiche per il futuro; questo è realmente Margiela per il 2015”.

Così l’uomo invisibile alla fine è davvero scomparso, ultimo di una lunga lista di stilisti a perdere il diritto di servirsi del proprio stesso nome. Margiela (ritratto qui a sinistra in una foto del 1997, l’unica di cui esista traccia) è figura enigmatica ed eccentrica in un fashion business dove egocentrismo e pubbliche relazioni sembrano farla da padroni. Emerso insieme ad altri talenti belgi alla fine degli anni Ottanta, ha lavorato per diversi anni con Jean Paul Gaultier prima di fondare la sua etichetta nel 1989. Ha conquistato ben presto l’attenzione dei critici per le sue sperimentazioni avanguardistiche e per il suo modo di de-costruire e ri-costruire i capi, ottenendo risultati minimalisti, spesso surreali, ma sempre chic. Adorata dalle fashion victims la Maison Martin Margiela è un marchio di culto nel mondo della moda e dello stile intellettuali.
L’annuncio non giunge, comunque, come un fulmine a ciel sereno. A parte della possibile successione di Ackermann, va ricordato, infatti, che già nel corso delle sfilate di un anno fa (primavera-estate 2009) i buyer non parlavano d’altro che dell’imminente e clamoroso abbandono di Martin Margiela dal brand che porta il suo nome. All’epoca Rosso aveva cercato di porre un freno a tali “illazioni”, dichiarando a Il Mondo: “Martin non ha alcuna intenzione di lasciare. Semplicemente, da sei anni non si occupa più della griffe day by day e segue solo i progetti speciali. A questi, però, si dedica completamente: ha seguito la nuova collezione di gioielli e il design delle boutiques”. Del resto si occupava lo staff. Che Margiela volesse, però, dedicarsi maggiormente a progetti legati all’arte era desiderio confessato ai pochi amici e di cui Rosso sottolineava di essere a conoscenza: “Stiamo lavorando a un nuovo rapporto di collaborazione, che non imponga a Martin una presenza superiore a un giorno alla settimana. Vuole occuparsi di più di progetti legati all’arte, e tutto sommato mi sembra giusto”.
In questo modo, forse, si spiega perchè la collezione che ha sfilato in passerella sembri essere meno cerebrale che in altre stagioni: probabilmente, non l’ha disegnata lui. Le richieste di chiarimenti in merito rivolte alla MMM per ora non hanno avuto alcuna risposta e, quindi, non sono confermate ma i fanatici del brand si stanno già scagliando contro la “commercialità” delle proposte, considerata come un tradimento della filosofia, di opposizione al sistema della moda, del fondatore.
E mentre si consuma quello che sembra essere l’ultimo atto di un romanzo del mistero, in libreria esce “Maison Martin Margiela”. Il libro, scritto da Maison Martin Margiela e pubblicato in inglese da Rizzoli USA, contiene anche saggi di numerosi ospiti internazionali: Jean Paul Gaultier, Carine Roitfeld, Andrée Putman, Vanessa Beecroft, Susannah Frankel, Lele Acquarone, Didier Grumbach, Olivier Saillard, Sonia Rachline, Vincent Wierink e Chris Decron. Vi si trovano oltre 400 fotografie di creazioni della maison, che con il suo stile ha saputo trasformare il fashion world globale. Prese dagli archivi, molte di queste immagini non sono mai state viste prima d’ora e ci aprono le porte del mondo segreto e iconoclasta di questo famoso ed esclusivo atelier.
Perfettamente in linea con lo spirito degli abiti di MMM, anche il libro è un’opera d’arte in sé e per sé. Progettato dallo stesso Margiela, è realizzato con inchiostro argento, diverse tipologie di carta preziosa, segnalibri di raso e una straordinaria copertina ricamata in tessuto bianco. È venduto al prezzo di 100 dollari statunitensi (78 euro su Libreria Universitaria: http://www.libreriauniversitaria.it).
 

5 Responses to Martin Margiela è fuori da MMM!

  1. Edward Phelan says:

    A quanto pare l'offerta a Ackermann di dirigere la Maison Martin Margiela sarebbe stata fatta, ma Haider avrebbe rifiutato in quanto la maison rifiuta di pubblicizzare il nome del head designer. Pare che, infatti, a livello contrattuale la casa di moda sia obbligata a continuare a indicare Martin Margiela come direttore creativo.

  2. Edward Phelan says:

    Leggete anche qui.

  3. giulia says:

    Riuscirà un team ad avere una visione unitaria come quella che si ottiene quando un direttore creativo supervisiona il lavoro?

  4. Alexis Colby says:

    Aggiornamento sulla vicenda: "Martin Margiela resta il creative director della maison che porta il suo nome e non verrà assolutamente sostituito" hanno commentato i portavoce della griffe dopo le indiscrezioni, riportate sulla stampa specializzata, riguardo alla ricerca di un nuovo timoniere creativo.È vero, comunque, che da qualche tempo lo stilista ha gradualmente affidato il quotidiano svolgimento del lavoro a un team stilistico interno, guidato da una persona che ha collaborato con lui per oltre 20 anni.

  5. Edward Phelan says:

    in questa foto comunque Margiela è sexyssimo :) ) Scusate, dovevo sdrammatizzare :-P