Tensioni per le scadenze stabilite nel calendario di Milano Moda Donna, in vista della kermesse di sfilate che si svolgerà nel capoluogo lombardo dal 23 al 30 settembre a causa dello Yom Kippur, un’importante festività ebraica.

Si surriscalda il clima a 20 giorni dall’avvio di Milano Moda Donna per la presentazione delle collezioni primavera-estate 2010. Roberto Cavalli ha accusato Dolce & Gabbana di comportamento scorretto dopo aver saputo della sovrapposizione delle sfilate delle due griffe sia per la prima che per la seconda linea: sembra, infatti, che i due designer vogliano collocarsi il 24 e il 27 settembre alle 13, orari che spetterebbero, rispettivamente, a Just Cavalli e Roberto Cavalli invece che venerdì 25 e lunedì 28, date stabilite inizialmente per D&G e per Dolce & Gabbana.
La motivazione della “marcia indietro” che ha scatenato le polemiche sarebbe la coincidenza con l’importante festività ebraica dello Yom Kippur che potrebbe costituire un deterrente per altri brand in scena quel giorno poiché non sono pochi i buyer di religione ebraica, soprattutto provenienti dall’estero.
“Si parla molto di crisi del made in Italy – affermano dalla maison Cavalli – ma si fa poco per risolverla, evitando inutili contrapposizioni tra stilisti come purtroppo è avvenuto in occasione delle prossime sfilate di settembre. Abbiamo appreso soltanto questa mattina, primo settembre, che, nonostante la Roberto Cavalli avesse già fissato le date delle sue sfilate di Just Cavalli, giovedì 24 settembre ore 13 e della Roberto Cavalli, domenica 27 Settembre ore 13, Dolce & Gabbana hanno scelto le stesse date e gli stessi orari per presentare le collezioni D&G e Dolce & Gabbana sovrapponendosi a noi in modo arbitrario e scorretto. Si tratta di un gesto veramente inqualificabile soprattutto perché non è stata accolta la richiesta di arrivare ad un amichevole accordo tra colleghi proposto per via telefonica: sicuramente una tale arroganza e chiusura non possono che nuocere al made in Italy che presuppone innanzitutto un clima di collaborazione tra le griffe. Se è vero, come disse il Presidente Ciampi in una riunione della Camera della Moda, che uniti si vince, questi episodi vanno esattamente nella direzione opposta. C’è solo un interrogativo al quale dovrebbe rispondere la maison Dolce & Gabbana: a chi giova questa guerra?”.
I portavoce della casa di moda di via Goldoni ammettono di essere in cerca di un nuovo posizionamento in agenda ma senza fornire ulteriori precisazioni. “La notizia – commenta il presidente della Camera della Moda, Mario Boselli – è arrivata come un fulmine a ciel sereno. Trovarsi di fronte a una situazione del genere a poco più di due settimane dall’inizio della fashion week di certo non ci ha fatto piacere. Ovviamente, interverremo con l’abituale pazienza per trovare una soluzione adeguata. Mi limito a concludere che, in un momento delicato come questo, non credo ci si possano permettere simili lussi”.

Se si esclude questa vicenda, pare che l’assetto del calendario resti quello diffuso a fine luglio dalla Camera Nazionale della Moda Italiana.
“Delle rinunce che in tanti avevano prospettato non c’è traccia”, sottolinea con soddisfazione il presidente.
 

13 Responses to Roberto Cavalli contro Dolce & Gabbana

  1. fendissima says:

    Gli stilisti italiani devono sempre farsi riconoscere.

  2. Dudù says:

    Dolce e Gabbana proprio non li capisco… la loro è sempre tra le sfilate più attese, uno spettacolo che è come il miele per gli orsi, impuntarsi così con Roberto Cavalli senza dare spiegazioni è davvero scorretto. Sarebbero da penalizzare. In questi casi ci vorrebbe un organo super partes che possa districare la matassa e venire a capo della questione con una decisione equa per entrambe le parti che possa riconciliare e mettere pace. Tipo me insomma, potrei decidere io… ;-)

  3. Matteo says:

    Troppe divisioni e invidie. Il fashion system italiano non riuscirà mai a essere un corpo unico. Non riescono a capire che uniti si vince. Il Made in Italy potrebbe essere una forza decisamente superiore.

  4. Edward Phelan says:

    Dolce e Gabbana sono insopportabili. Oltretutto farebbero bene a pensare ai propri problemi di creatività – che ultimamente mi sembra abbastanza latitante – invece che perdere tempo in queste scaramucce. Con Roberto Cavalli, oltretutto, si accaniscono in modo davvero ingiustificato. Non perdono occasione per accusarlo di volgarità (da che pulpito! vogliamo parlare delle gonne con Marilyn?) e dicendo cattiverie a iosa. Invece, non ho mai sentito Cavalli parlar male di loro.

  5. Dudù says:

    Arriva la decana della moda italiana, Mariuccia Mandelli in arte Krizia, a salvare il calendario di Milano moda donna. La signora di via Manin si sposta dalle 16 di giovedì 24 settembre e crea lo spazio per la passerella D&G, eliminando dunque la temuta sovrapposizione con quella Just Cavalli, un marchio che in questo momento non ha bisogno di altri casini, data la crisi Ittierre.(Paola Bottelli blog)

  6. Dudù says:

    "Problemi di creatività?"… dove li vedi Edward? Nonostante io non sia un Dolce&Gabbana addicted devo controbattere la tua asserzione circa la sterilità delle loro creazioni. Diciamo che se la loro è assenza di creatività gli altri son messi proprio male… che non ti piacciano è un conto ma accusarli di sterilità artistica forse è un pò troppo. La collezione p/e 2009 per me è stata un gioiello, un inno al barocco, meravigliosa anche quella per l'estate precedente dai contrasti impressionisti. Quella per il prossimo inverno non mi piace tanto ma questo non è prodromico di crisi creativa.

  7. Edward Phelan says:

    Non ho nulla contro Dolce e Gabbana come stilisti e ci sono stati periodi in cui ho amato la loro moda, ma ho trovato le ultime stagioni deludenti. Della collezione "barocca" mi sono piaciuti solo i "pigiami", mentre le giacche "con le orecchie di Minnie sulle spalle" erano un tentativo mal riuscito di ispirarsi alla Schiaparelli, per giunta fatte con tessuti che io troverei durissimi e importabili (vabbè che per essere "belle" bisogna soffrire…). E poi, francamente, non se ne può più di t-shirt con le star. Stiamo sempre a criticare Armani perché è ripetitivo (al di là di questo, per quanto noioso e umanamente antipatico, lo trovo sempre elegante e raffinato), ma che dire di un duo di stilisti che da anni fanno le stesse magliette cambiando solo la faccia stampata sopra? Quando avranno finito i divi di Hollywood cominceranno con quelli di Bollywood? Ultimamente tra le linee di Stefano Gabbana e Domenico Dolce comincio a preferire la D&G.Credo che il tentativo di far diventare la "prima linea" una linea di iperlusso stia facendo perdere loro il senso del loro lavoro. Spero facciano retromarcia e tornino a fare quello che sanno fare.

  8. Edward Phelan says:

    Riguardo al gesto di Krizia… che signora ;-)

  9. fendissima says:

    Concordo con Edward. Ultimamente nessuna novità di rilievo. Mi trovo a preferire D&G.

  10. Dudù says:

    Diciamo che le magliette "iconiche" rappresentano solo l'1% delle colelzioni Dolce & gabbana quindi forse è esagerato parlare solo di quello. A me piace il fatto che vengano inserite all'interno di una collezione "di lusso", come l'hai definita tu.parlare di sterilità per me è troppo azzardato… la collezione dei "pigiami" io l'ho ritenua una ventata di aria fresca, anche le maniche-minnie… ironiche e giocose… certo, difficili da portare, concordo, ma come si dice? Chi non risica non rosica! I riferimenti alla Schiapparelli, tutt'altro che reticenti, sono moltiplicati alla n, all'ennesima potenza, e questo mi piace molto.La collezione per l'inverno invece l'ho trovata ripetitiva, questo si, ma da qui a parlare di sterilità mi sembra assurdo, si parla di una collezione e non di una vita (in questo caso Giorgio Armani docet).Per l'inverno, come testimoniano le pagelle del mio blog, ho preferito D&G, quell'effetto capitonné dei tessuti mi ha conquistato.Anche Ysl per l'inverno non propone un granché nonostante la collezione mi piaccia più di quella estiva ma da qui a dire che non c'è creatività ce ne passa, una colelzione è troppo poco.Non lo so, io non la vedo come te, tutt'altro. Nonostante non siano i miei stilisti di riferimento D e G hanno un'identità ben definita, itinerante: non rinunciano mai all'effetto sorpresa (che non necessariamnte deve considerarsi una dimensione positiva del creare).

  11. Dudù says:

    E, a mio avviso, il confronto armani-Dolce e Gabbana è poco appropriato… le loro dimensioni sono quasi antitetiche e si rivolgono a fette di mercato diverse, o almeno, a target differenti

  12. ale says:

    Armani è paragonabile solamente con marchi tipo "Facis" o "Lebole"…O forse a pensarci bene, lo stile Armani è così antico da non poter essere confrontato con nient'altro.Per dirla tutta: dovrebbe smettere e andare in pensione! (I love Giorgio)

  13. Lwsx says:

    Sono anni che Dolce & Gabbana sono in cricca con Cavalli….sopratutto Domenico ce l'ha a morte con Roberto per aver copiato il design dei loro negozi e la stampa animalier. In ogni caso il vero problema ce l'ha Cavalli che si vedrebbe disertare le 2 sfilate perchè i buyer fanno a gara per avere l'ingresso da Dolce & Gabbana e di certo non rinuncerebbero all'evento.