Primo semestre 2009 negativo e sospensione a tempo indeterminato dalla Borsa del titolo del gruppo emiliano mentre Antichi Pellettieri, la divisione leather goods, perde quota in Borsa.

Le azioni ordinarie del Mariella Burani Fashion Group sono state sospese dalle negoziazioni a tempo indeterminato dalla Borsa Italiana. La semestrale, infatti, chiusa con una perdita di 142,1 milioni di euro dall’utile di 4 milioni dello stesso periodo del 2008 , ha mandato il patrimonio netto della capogruppo in rosso per 51,3 milioni costringendo la società ad avviare le procedure previste dall’articolo 2447 del codice civile per la ricostituzione del patrimonio netto.
“I risultati riflettono chiaramente sia l’impatto della congiuntura economica negativa, sia il programma di ristrutturazione in atto. Nonostante ciò – ha dichiarato Walter Burani – il mercato del lusso accessibile continua a offrire opportunità che stiamo sviluppando per sostenere la crescita dell’azienda nel medio lungo periodo. Inoltre, il management ha posto una rinnovata attenzione al miglioramento dell’efficienza operativa, alla riduzione dei costi e all’ulteriore razionalizzazione della struttura del gruppo, nell’ottica di creazione di valore per gli azionisti. Confidiamo nel risultato positivo del processo di ristrutturazione in atto e rimaniamo fortemente impegnati nel perseguimento degli obiettivi strategici della società”.
Nei primi sei mesi le vendite sono scese da 325,4 a 246,1 milioni di euro (-24,4%). Il fatturato dell’azienda ammonta a 246,1 milioni, rispetto ai 325,4 milioni del primo semestre 2008. Il debito risulta pari a 478,4 milioni, dai 401,5 milioni risultanti a fine 2008.
Il gruppo del lusso, fondato nel 1960 da Walter Burani e quotato a Piazza Affari dal 2000, ha registrato un ebitda negativo pari a 10,1 milioni di euro confrontato con i 40,1 milioni positivi dello stesso periodo dell’esercizio precedente e l’ebit risulta negativo per 141,2 milioni da un risultato operativo positivo per 30,5 milioni del primo semestre 2008.
Come emerge da un comunicato diramato dalla società, dopo aver approvato i conti il cda deve procedere a nuova riunione per “elaborare una proposta di ripianamento delle perdite con azzeramento del capitale sociale e di contestuale ricostituzione dello stesso”.
L’azionista di riferimento, il presidente Walter Burani, si è per altro reso disponibile a procedere a un aumento di capitale, eventualmente con l’ausilio di partner industriali e/o finanziari “strategici di lungo periodo”.
A questo proposito, contestualmente all’aumento di capitale annunciato, fonti d’agenzia ipotizzano l’interesse dei fondi per una quota del gruppo emiliano. Si tratterebbe, in particolare, di Gem Group (Global Emerging Markets), già noto alle cronache della moda in qualità di azionista dell’azienda italiana di skiwear Ciesse Piumini ventilando la possibilità di un investimento da parte di Gem di 55 milioni di euro.
Penalizzata dalla semestrale e dai conti della controllante, d’altra parte, Antichi Pellettieri perde terreno in Borsa chiudendo con un -17,96%, a quota 0,79 euro per azione. Il fatturato, nella prima metà dell’anno, ha subito una riduzione del 6,3% a 158,3 milioni di euro. Il margine operativo lordo si è ridotto da 23,3 a 2,9 milioni di euro: un calo che, come spiega la società, riflette l’integrazione di Mandarina Duck in fase di riposizionamento e la costituzione di ApBags. L’ebit del gruppo è stato negativo per 45,5 milioni da un utile operativo precedente di 19,2 milioni mentre la perdita ammonta a 29 milioni dai 6,4 milioni di profitti dei primi sei mesi del 2008. Si apprende, inoltre, che la società di revisione Mazars, “non esprime un giudizio professionale di revisione di bilancio consolidato semestrale abbreviato” della società quotata, che rappresenta la divisione leather goods del Mariella Burani Fashion Group ma si parla di una “situazione di elevata tensione finanziaria” caratterizzata principalmente da un indebitamento pari a 135,2 milioni di euro dagli 84,5 risultanti a fine marzo, dal mancato rispetto dei covenant finanziari contenuti in alcuni contratti di finanziamento e dalla sospensione dei pagamenti previsti nell’ambito dei finanziamenti in essere, per un totale di 3 milioni di euro, in scadenza nei mesi di maggio e giugno.
“Tali circostanze, insieme a una serie di altre considerazioni – si legge nella relazione di Mazars – hanno indotto gli amministratori a ritenere che esistano gli elementi di significativa incertezza in merito alla capacità dell’impresa a continuare la propria attività”.

 

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