Il Tribunale di Monaco ha nominato Christian Gerloff curatore fallimentare provvisorio e nel futuro della casa di moda fondata da Wolfgang e Margaretha Ley si prospetta, forse, un investitore di Monaco di Baviera.

Dopo che Escada ha presentato istanza di fallimento lo scorso 13 agosto, il Tribunale di Monaco ha nominato Christian Gerloff curatore fallimentare provvisorio che si è dichiarato, comunque, ottimista sul futuro della società.
“La mia impressione – ha commentato – è che Escada abbia altre chance per andare avanti”.
Gerloff ha annunciato, inoltre, di aver affidato alle divisioni M&A della Kpmg di Monaco di Baviera il compito di gestire le trattative con le realtà eventualmente interessate allazienda. La ricerca di un acquirente deve essere condotta in tempi ristretti: sembra che le disponibilità finanziarie non permettano di andare oltre inizio novembre.
Secondo indiscrezioni, comunque, esisterebbe la concreta ipotesi che i fratelli Herz, tuttora azionisti di maggioranza, siano pronti a supportare il gruppo con nuove iniezioni di denaro.
Gerloff, dal canto suo, è fiducioso.
Alcuni potenziali investitori di sicuro interesse ha continuato si sono fatti avanti sia con me, sia con il board of management, il che ribadisce la forza del marchio Escada. Affiancati da Kpmg esamineremo in modo approfondito quale di questi pretendenti sia in grado, nel breve termine, di garantire il perseguimento degli obiettivi prioritari per la società.
Nelle scorse settimane, in effetti, è già emerso, anche se non ufficialmente, il nome di un potenziale investitore: si tratta, come riportato da diverse fonti di stampa, di Nickolaus Becker, avvocato di Monaco di Baviera ed ex presidente del supervisory board del media group Em.Tv, che sarebbe interessato a rilevare il brand del lusso e altri asset, tra cui le licenze e i negozi monomarca ma non l’azienda nella sua totalità.
Per evitare eventuali conflitti d’interesse con questo e altri possibili “pretendenti” di Escada, Bruno Sälzer e la moglie hanno venduto tutte le azioni in loro possesso, circa 286mila, pari a un 1% circa, per 229mila euro, una cifra decisamente inferiore ai circa 3 milioni di euro che il manager avrebbe pagato nel luglio 2008, ai tempi del suo insediamento ai vertici della realtà con quartier generale ad Aschheim. Anche il coo Werner Lackas si sarebbe alleggerito di 100.960 quote.

 

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