Il gruppo di prêt-à-porter tedesco avrebbe dovuto sapere questo martedì se la sua offerta di scambio di obbligazioni ha convinto almeno l’80% dei creditori. Nel frattempo, Escada ha già prevenuto lunedì che si metterebbe in situazione di dichiarazione di fallimento. Gli investitori hanno già scommesso su un fallimento: il titolo è crollato del 33% in borsa.

Dopo le difficoltà che hanno coinvolto la IT Holding di Tonino Perna e la prestigiosa maison francese Christian Lacroix finite, entrambe, in amministrazione controllata, la chiusura di Gai Mattiolo con lo stilista e fondatore del marchio accusato di bancarotta fraudolenta e le manovre finanziarie di ristrutturazione come nel caso di Mariella Burani che ha annunciato un aumento di capitale da 100 milioni per evitare il fallimento e ripianare i debiti, un’altra griffe rischia la chiusura.
È scaduto, infatti, il termine della trattativa tra il management del gruppo del lusso tedesco Escada e i suoi obbligazionisti: se l’80% dei possessori dei bond non accetterà la conversione dei loro crediti in nuovi bond e azioni, la società quotata a Francoforte richiederà la procedura fallimentare. Tira una brutta aria come si evince anche dall’intervista del presidente del gruppo Reinhard Poellath al quotidiano tedesco Handelsblatt in cui affermava di essere scettico riguardo al successo dell’operazione.
A tutto questo va ad aggiungersi la caduta del titolo del 33,48% a 1,55 euro alla borsa di Francoforte scivolando a una capitalizzazione di soli 50 milioni che dimostra che gli investitori hanno poca speranza nella riuscita dell’offerta di scambio. E così il gruppo di Monaco che ha 4mila dipendenti e che nel 2008 ha generato 680 milioni di ricavi, si appresta a chiudere i battenti. Agli obbligazionisti era stato offerto per ogni 1000 euro di bond, 400 euro in nuove obbligazioni, più 10 azioni del gruppo quotato. L’operazione che puntava ad alleggerire dai debiti Escada per consentirle di tirare avanti, terminava ieri pomeriggio. Lunedì sera solo il 35% degli obbligazionisti aveva accettato la proposta, a fronte del necessario 80% dei bondholders. Una riunione del consiglio di sorveglianza è prevista per oggi come informa l’agenzia di stampa Reuters. Di fronte a una situazione di liquidità critica, però, la società stessa ha già annunciato che potrebbe dichiarare bancarotta questa settimana.
Il gruppo fondato nel 1978 dalla famiglia Ley era sbarcato in Borsa nel 1986 per finanziare l’espansione internazionale. Ma poi la crisi aveva messo a dura prova l’allure di Escada e così nel luglio 2008 alla guida della società era stato nominato Bruno Sälzer, il manager che insieme alla famiglia Marzotto aveva lanciato Hugo Boss. Ma, a quanto pare, neppure Sälzer è riuscito a salvare la società dalla bancarotta. D’altra parte, se i bondholders avessero accettato l’offerta del management, Unicredit insieme alla Bestinver della famiglia Entrecanales avrebbero dato la loro disponibilità a garantire un aumento di capitale da 30 milioni di euro.

 

3 Responses to Escada in caduta libera

  1. giulia says:

    Forse anche per le sue collezioni un po' poco innovative ultimamente.

  2. ale says:

    Anche se nutro pochissima stima per tutte le griffe in difficoltà che hai citato, penso sempre che dietro ad ogni nome ci sono tante persone che lavorano. Quindi, mettendo da parte il gusto, mi auguro che tutte possano riprendersi.(come sono buono, il Natale si sta avvicinando…)

  3. Dudù says:

    Escada… la Turlington sarà in lutto quindi.. prima di Escada se l'erano dimenticataperò certe cose questo marchio se le poteva risparmiare… troppo spudoratehttp://primaparete.blogspot.com/search?q=escadanon è l'unico caso, anzi, ma il capo era troppo caratterizzato per passare inosservato!