Dopo la rassegna cinematografica “Flesh, Mind and Spirit, an eclectic sampling menu by Iñárritu” la nuova configurazione ospiterà l’esposizione di Nathalie Djurberg “Turn into Me” dal 15 agosto al 13 settembre 2009.

In occasione del terzo ciclo di trasformazione del Prada Transformer, la Fondazione Prada annuncia l’esposizione dell’artista Nathalie Djurberg (Lysekil, Svezia, 1978) che si terrà dal 15 agosto al 13 settembre 2009 nell’edificio rotante, disegnato da Rem Koolhaas/OMA, sito accanto al cinquecentesco Gyeonghui Palace di Seoul.
In un Transformer ricoperto al suo interno da una superficie di feltro bianco che si piega e si contorce a formare un involucro altamente barocco e sensuale, la trentenne artista svedese ha collocato il suo intervento, articolandolo a pavimento e a parete tramite il ricorso ad oggetti e a proiezioni così da squarciarne il biancore e tramutare l’ambiente architettonico in una caverna dell’inconscio e del sognato. In tale involucro tenebroso e inquietante, la cui configurazione a croce segue quella esagonale dedicata alla moda e quella rettangolare usata dal cinema, si discosta visualmente solo il pavimento, ricoperto di feltro grigio su cui sono collocati strani oggetti di grande e piccola scala, spettacolarmente illuminati. Questi sono ad immagine di patata, di dolmen e di due piccole balene, alcuni già presentati nel 2008 alla Fondazione Prada, Milano, in cui come parte del tutto sono inseriti video animati. Inoltre, al fine di enfatizzare la drammaticità dello spazio interiore del Transformer, l’artista ha pensato di proiettare a massima dimensione altri due video che, interagendo con il rivestimento bianco e quasi carnale della cavea ambientale, dilatano il paesaggio perturbante della sua visione.
I video di Nathalie Djurberg, onorata recentemente del Leone d’Argento per la migliore giovane artista alla 53 Esposizione d’Arte, La Biennale di Venezia, 2009, consistono in brevi film d’animazione creati con la tecnica dello stop motion e si contraddistinguono per la presenza di figure di plastilina che muovendosi creano una narrazione dai toni surreali e spesso grotteschi. Si tratta di storie il cui set è costruito in modo rudimentale ma ingegnoso dall’artista stessa e che, grazie ad un gioco di reminescenze sessuali, di richiami al macabro, al violento e al piacere sottile per il crudele e il vagamente depravato, suscitano sensazioni ambigue, di ansia e malessere.
Le opere della Djurberg sono caratterizzate da un ritmo ossessivo e se pure permeate da un gusto per l’ironico e l’umoristico, trasmettono un senso di inquietudine, di nostalgia, di disagio, se non a volte di vera e propria angoscia. Una sensazione rafforzata dalla musica che accompagna tutti i lavori dell’artista ed opera dal giovane compositore svedese Hans Berg.
Nathalie Djurberg vive e lavora a Berlino e si è affermata negli ultimi anni come una delle principali artiste svedesi della nuova generazione, nonché una fra le più attive sulla scena internazionale.
Ha presentato mostre personali alla Fondazione Prada di Milano (2008), Kunsthalle Wien di Vienna (2007) e alla Färgfabriken di Stoccolma (2006) e suoi video sono stati proiettati, tra gli altri, al Centre Pompidou di Parigi (2009), alla Tate Britain di Londra (2007), al P.S.1 Contemporary Art Center di New York (2006) e alla 4a Biennale di Arte Contemporanea di Berlino (2006). Mentre sue opere sono ora esposte alla 53 Esposizione d’Arte, La Biennale di Venezia, ha partecipato negli anni a numerose mostre collettive, tra cui, After nature al New Museum of Contemporary Art di New York (2008) e Performa a New York (2007).

 

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