La situazione attuale ha contribuito a modificare le abitudini degli acquirenti. Crollo dei consumi in America e Giappone che, ormai, da più di 4 anni consecutivi affronta un generale calo dell’economia. Colpito, principalmente, l’apparel a favore di accessori e profumi.

Neanche il lusso si salverà dalla tempesta economica che sta imperversando in questo critico 2009. E se lo sostiene Altagamma, l’associazione che raccoglie i più bei marchi del made in Italy, purtroppo bisogna crederci.
“Siamo ben consapevoli che stiamo attraversando la crisi più profonda e violenta che le nostre generazioni abbiano mai visto, siamo però anche convinti che questa crisi offra delle opportunità. E queste dobbiamo coglierle senza indugio” ha commentato Leonardo Ferragamo, presidente della Fondazione Altagamma non nascondendo la gravità della situazione all’apertura dei lavori del convegno 2009 tenutosi presso l’Auditorium de Il Sole 24 Ore a Milano per riflettere sulle prospettive del settore lusso nei mesi a venire. Malgrado i mesi difficili che si profilano all’orizzonte, Ferragamo ha voluto lanciare anche un messaggio di fiducia, senza nessuna concessione al vittimismo sottolineando, tra l’altro, come il passaggio di Altagamma da associazione a Fondazione ampli il raggio d’azione dell’ente con l’obiettivo di contribuire a livello più istituzionale al bene del Paese. “Sono convinto che usciremo dalla crisi più forti di prima e più forti degli altri” ha ribadito con convinzione.
Ma il lavoro necessario per superare questa crisi sarà anche più intenso e lungo del previsto in quanto l’avversione al rischio potrebbe rimanere alta per diversi anni. Le possibilità di ripresa non dipenderanno solo da politiche macroeconomiche, ma anche da riforme strutturali: le enormi risorse stanziate per sostenere il sistema bancario in molti Paesi cominciano infatti ad avere effetti di stabilizzazione, ma la contrazione dell’attività in settori che erano cresciuti troppo velocemente e in modo squilibrato prima della crisi, potrà protrarsi sul medio-lungo periodo. Non tutta la manodopera potrà essere recuperata ai livelli precedenti e questa sarà una questione da affrontare con prontezza, altrimenti finirà per rallentare i tempi della ripresa.
Inoltre, secondo “Altagamma consensus”, lo studio che rivela le previsioni 2009 dei comparti luxury realizzato in collaborazione con i principali analisti internazionali, il settore del lusso soffrirà di più nel primo semestre rispetto alla seconda parte dell’anno. Stati Uniti e Giappone saranno i Paesi più colpiti dalla crisi, mentre il Medio Oriente se la caverà meglio di tutti. Il generale calo dei consumi è confermato anche dalle testimonianze di importanti retailer.
“Ci sono molte ragioni per non effettuare pronostici – ha dichiarato Armando Branchini segretario generale di Altagamma, presentando l’analisi revisionale di settore, elaborata dalla Fondazione e basata sui contribuiti di analisti internazionali – invece è indispensabile farli. Il primo semestre è stato particolarmente negativo ma le previsioni ci dicono che l’anno si chiuderà relativamente meglio di come è iniziato. Il nostro comparto ha archiviato un gennaio relativamente positivo e un febbraio piuttosto negativo. Le previsioni per marzo e aprile mostrano un’ulteriore contrazione dei consumi rispetto ai primi due mesi dell’anno, calo da considerarsi significativo se comparato al secondo bimestre 2008. Sempre a livello di consumi il 2009 vedrà complessivamente una flessione dell’8,7% nell’abbigliamento, del 15,4% nel decoro tavola, del 12,3% nella gioielleria e nell’orologeria (insieme a penne e accendini), del 6,2% nelle borse, scarpe e piccola pelletteria e del 4,8% nei profumi e cosmetici. Saranno gli orologi a pagare il prezzo maggiore, per due ragioni: primo che gli orologi li comprano gli uomini ed anche quelli abbienti in una fase di crisi generale dell’economia hanno un atteggiamento più razionale, rimandando senza problemi l’acquisto anche di un anno. L’altro aspetto è che dal 2005 al 2008 sono stati anni straordinari per l’orologeria e, in particolare, per l’orologeria svizzera per cui questo comparto ha avuto delle performances così buone che adesso devono ridimensionarsi.
In tema di mercati, le Americhe (-14,8%) e Giappone (-11,7%) saranno i Paesi che performeranno peggio, seguiti dall’Europa che cederà posizioni ma non crollerà (-8,8%). Migliore la situazione dell’Asia (-2,3%) e del resto del mondo (principalmente Medio Oriente): qui i consumi (-2,1%), caleranno di poco rispetto a un 2008 molto positivo. L’Ebitda al – 21 % – sarà il prezzo che le imprese pagheranno per questa situazione critica. La verità è che banche e finanza hanno fatto molti più danni di quanti le conseguenze degli attacchi di Al Qaeda, la Sars e la guerra in Iraq non ne abbiano causato nel 2003: allora la perdita del comparto era stata del 5%”.
Indubbiamente, stanno cambiando le abitudini e le scelte di acquisto della clientela. Oltre a comprare meno la tendenza è quella di privilegiare prodotti di minor prezzo puntando sulle seconde linee meno care e in generale capi di qualità e che durano nel tempo. Il settore dell’abbigliamento donna fashion di alto livello è il più colpito. Reggono bene invece gli accessori e, soprattutto, le scarpe che costano un terzo in meno rispetto alle borse. Situazione difficile per gioielli e orologi, mentre profumeria e cosmetica sono i comparti che stanno andando meglio di tutti. Il menswear, però, sta soffrendo ancora di più rispetto al womenswear poiché, notoriamente, l’attitudine maschile all’acquisto è generalmente più razionale di quella della donna.
Per concludere, bisognerà, sicuramente, attendere la seconda metà del 2010 per parlare di una vera ripresa. Altagamma consiglia di fare un grande lavoro di innovazione e di improvement nella progettazione del prodotto cercando, allo stesso tempo, di lavorare da un lato sulla clientela fidelizzata e dall’altro cercare di allargare il numero dei consumatori finali sia nei mercati acquisiti che su quelli nuovi.

 

2 Responses to La crisi del lusso: ripresa non prima del 2010 secondo Altagamma

  1. fendissima says:

    Il calo dei consumi si percepisce anche visibilmente: negozi più vuoti di clienti e più pieni di merce. Non c’è più la corsa al pezzo o al must have di stagione come negli anni passati.

  2. gt says:

    In questo periodo non viene voglia di comprare niente. Meglio spendere per qualche viaggio.